Gazzetta dello Sport, primo derby senza Ponte Morandi

La testa tra pallone e quel 14 agosto

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Un derby senza Ponte, il primo derby senza Ponte. Sono passati oltre tre mesi da quel 14 agosto che tagliò Genova in due, chiaramente la ferita non è lenita né rimarginata, dunque conferirà un innegabile sapore alla stracittadina numero 117 all’ombra della Lanterna. Uno squarcio, che privò il capoluogo ligure del viadotto sul Polcevera inghiottendo tra le macerie 43 vite, crollate a peso morto, e dando il via a una netta spaccatura. Da allora il traffico è paralizzato, le code e gli ingorghi la fanno da padrone, manca un elemento collante tra Ponente e Levante che comunicano solo mediante la viabilità ordinaria. Genova – si legge stamani su La Gazzetta dello Sport – è al limite di sé stessa.

Il momento riflette l’umore di Genoa e Sampdoria, che al Ferraris cercheranno di evitare la quarta sconfitta consecutiva. “Sarà un derby diverso – ha commentato Luca Bizzarri da Palazzo Ducale, aggiungendo – per me domenica non ci sarà quell’astio sportivo, quell’accanimento del passato. Oggi la città non può dividersi per il calcio, quando torneremo tranquilli riprenderemo a punzecchiarci”. I problemi sono tanti: il porto ha perso l’8,1% dei traffici da ottobre 2017 a ottobre 2018, il pil vede una flessione del 15% e i veicoli senza il Morandi sono costretti a percorrere 100 km in più verso l’Appennino. “Il crollo del Ponte è un danno gravissimo – ha ribadito ieri il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti – però non è stato un colpo di grazia, il porto ha retto a un grande choc”. Le vite sospese di oltre 60mila persone, tra Certosa, Bolzaneto e Rivarolo, fanno da sfondo a uno scenario più che mai precario. Domenica sera al Ferraris saranno attesi i soliti 30mila, ma innegabilmente la testa sarà un po’ più in là, a quel che resta del Morandi.

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