Gazzetta dello Sport, la contestazione a Preziosi tocca il fondo

E la solidarietà di Malagò al Joker

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La gradinata Nord durante Genoa-Napoli con lo striscione contro Preziosi (Tratto da Twitter)
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In casa Genoa è il capolinea. Domenica è stato toccato il fondo del periodo relativo alla contestazione della presidenza Preziosi, un punto di non ritorno, con l’aggressione verbale degli ultras alla famiglia del patron rossoblù (in particolar modo, la figlia Paola) sotto forma di un irripetibile striscione rimosso solo a inizio ripresa dopo più avvisi da parte dello speaker. Un sentimento di grande amarezza confermato da Preziosi senior aleggia ora sul mondo del club più antico d’Italia: “Quando la volgarità e l’ignoranza parlano, l’intelligenza tace”. Torna la contestazione, dopo un breve periodo in cui il Joker era tornato a guardare il Grifone dallo stadio: 26 agosto scorso, 16 mesi di distanza da quel 2 aprile 2017 che vide il Genoa crollare in casa sotto i colpi dell’Atalanta di Gasperini.

Tre mesi e mezzo leniti dal crollo di Ponte Morandi, con braci roventi dopo l’esonero di Davide Ballardini e il ritorno dei venti contrari, pure in Italia-Ucraina del 10 ottobre al Ferraris. Il ritorno di Juric e il contratto firmato da Prandelli, intervallati simbolicamente dal 9-10 contro l’Entella, hanno colmato di veleno un ambiente in cui Enrico Preziosi ha scelto di fare un passo indietro. Tuttavia, dopo lo striscione malevolo del 10 novembre in occasione di Genoa-Napoli e le critiche mosse al genero Veloso, il prossimo bersaglio sarebbe stato proprio la moglie di quest’ultimo nonché figlia del patron, Paola. In tutto questo, La Gazzetta dello Sport segnala come gran parte della tifoseria più civile si sia schierata contro il gesto. Non c’è pace, Prandelli lavora e Preziosi ha incassato ieri la solidarietà del presidente del CONI, Malagò: “Credo che gli attacchi personali siano in assoluto sempre sbagliati, ma quello che trovo inammissibile è il coinvolgimento della famiglia. Certi messaggi vanno dunque condannati in modo inequivocabile”.

 

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