ESCLUSIVA PG – Capozucca: «Ballardini-Genoa, alchimia straordinaria»

Il ds del Cagliari, ex del Grifone parla anche del tecnico: «Quando arriva al club rossoblù, si sviluppa qualcosa di magico e ottiene il massimo dalla squadra»

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Capozucca
Stefano Capozucca ds del Cagliari ed ex Genoa (Photo by Enrico Locci/Getty Images)

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«Un risultato insperato, ma importantissimo». Stefano Capozucca, direttore sportivo del Cagliari ed ex ds del Genoa, racconta a Pianetagenoa1893.net la salvezza cercata ad ogni costo da quando è giunto in Sardegna. Il dirigente, protagonista in tante sessioni di mercato col Grifone, racconta anche come ha visto la splendida cavalcata di Davide Ballardini che ha condotto il club più antico d’Italia alla permanenza in serie A.

Il Cagliari è rimasto nella massima serie: per citare il grande Franco Battiato, scomparso oggi, lei ha trovato un centro di gravità permanente in Sardegna?

«E’ stata difficile (NDR: ride) ma ce l’abbiamo fatta. Non ci scommetteva nessuno».

Nemmeno lei ci credeva?

«No, no, io ci credevo, eccome. La squadra lo sapeva: tutti i giorni io lo ripetevo ai giocatori. Anche quando abbiamo perso col Verona a Pasqua che sembrava ormai finita, io ho detto ancora: “Ragazzi non è finita”. Il nostro obiettivo era il Benevento: se avessimo vinto in trasferta, avremmo potuto salvarci, e per fortuna è andata così».

Da dirigente esperto qual è, lei ha avuto un segreto particolare per la salvezza?

«No, un segreto vero e proprio no. Ho avuto un buon rapporto con la squadra: c’erano dei problemi, ma se non li abbiamo risolti, li abbiamo un po’ attenuati. La classifica difficilmente mente: se eravamo in quella condizione, in lotta per non retrocedere, i problemi c’erano».

Anche l’arrivo di Semplici è stato importante

«Certo, molto importante».

Dopo la vicenda Kouamé, lei ha poi fatto la pace con Preziosi?

«Io con Preziosi non ho nulla, assolutamente nulla nei suoi confronti. Ho avuto qualche problema con qualcun altro».

Ballardini, che lei conosce molto bene, è l’artefice della salvezza del Genoa così come Semplici è quello del Cagliari: ci può spiegare le loro caratteristiche?

«Innanzitutto Ballardini è un allenatore sottovalutato: sbagliano in tanti a pensarla così. Per lui parla la sua carriera: ha vinto una Supercoppa con la Lazio. Anche a Cagliari ha fatto bene: raggiunse una salvezza miracolosa. Però il suo rapporto col Genoa è un’alchimia straordinaria: quando arriva al Genoa, si sviluppa qualcosa di magico e ottiene il massimo dalla squadra. Il binomio Grifone-Ballardini si sposa bene».

Ballardini Genoa
Mister Ballardini (foto di Genoa CFC Tanopress)

E invece Semplici?

«Ho avuto un rapporto ottimo con lui sin da quando è arrivato. Ci siamo confrontati e ci siamo anche aiutati a vicenda. Sono stato sempre una spalla per lui: quando aveva qualche problema è venuto sempre a parlarmene. Non è un inventore di calcio, ma è un allenatore pratico e al Cagliari serviva proprio un professionista con questa caratteristica. In questo modo è riuscito a ottenere il massimo dalla squadra».

C’è un giocatore che lei acquisterebbe nel prossimo mercato estivo?

«Il Genoa è una buona squadra, ha ottimi giocatori. Si dicevano tante stupidaggini sul conto di Strootman: invece, è stato un acquisto azzeccatissimo, perché a Roma era un gran giocatore e ha confermato di esserlo anche in rossoblù. Qualcuno disse che era ormai finito: invece si è dimostrato molto importante per il centrocampo rossoblù. Ci sono alcuni giocatori del Genoa a cui sono affezionato: come ad esempio Mimmo Criscito e Mattia Perin: li ho visti crescere e nutro per loro qualcosa di speciale. Non dimentico anche Cassata, Pandev: ci sono tanti giocatori con cui ho un buon rapporto».

Facciamo un po’ “fantamercato”: se il Genoa le chiedesse Pavoletti, un ex importante, glielo cederebbe?

«No, Pavoletti è un nostro capitale, un giocatore straordinario per temperamento e attaccamento alla maglia: è stato un vero leader nei momenti di difficoltà. E’ un giocatore indispensabile nell’economia del Cagliari della prossima stagione».

Il Grifone sta cercando difensori centrali: avrebbe qualche nome da suggerire?

«No, il Genoa ha dirigenti bravi e non ha bisogno di consigli da parte mia».

Sabato sera sarà una festa per le due squadre?

«Meno male che entrambe hanno raggiunto il proprio obiettivo: sarà sicuramente una gara differente da quella carica di tensione, se avessimo avuto una classifica diversa».

Spazio anche allo spettacolo, dunque?

«Sicuramente. Il fatto che nessuna delle due squadre abbia bisogno di punti ad ogni costo per la salvezza, può lasciare lo spazio a una partita vivace. Se fosse stato il contrario, per me sarebbe stato un dramma, visto che sono dirigente del Cagliari ma sono anche tifoso del Genoa».

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