Correva l’anno 2017: in un gelido lunedì Pandev regalò una vittoria fondamentale al Genoa in casa dell’Hellas Verona

Il Grifone di Davide Ballardini conquistò tre punti importanti per la salvezza. Nel finale Spolli salvò il risultato in una mischia sotto porta

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Pandev supera Souprayen (Foto Dino Panato/Getty Images)

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Il Campionato 2017/2018 di Serie A aveva visto il Genoa totalizzare nei primi dodici incontri una disastrosa media di mezzo punto a partita, che aveva portato all’allontanamento dell’allenatore croato Ivan «Pirata» Jurić e alla sua sostituzione con Davide «zio Balla» Ballardini sr., che nelle prime due gare della sua gestione vinse 1-0 in casa del Crotone e fermò a dodici il record assoluto di vittorie esterne nel massimo campionato della Roma, pareggiando 1-1 al “Luigi Ferraris”. I rossoblù, da quando è effettivamente nato l’Hellas Verona (nell’estate del 1958 dalla fusione tra il Verona, appena retrocesso in Serie B, e l’Hellas, una società che era stata fondata nel 1947, neopromossa dalla IV Serie alla Serie C) avevano vinto in trasferta contro gli scaligeri solamente una volta in ventotto partite ufficiali, ma a livello di Coppa Italia (3-0 domenica 29 agosto 1976). Curiosamente quella vinta (la quarta con il tecnico romagnolo in panchina, se si considera anche l’incontro di Coppa Italia vinto 1-0 con il Crotone giovedì 30 novembre) per 1-0 dal Genoa il 4 dicembre 2017 fu la terza partita tra le due squadre giocata di lunedì (le prime due, disputate nella cadetteria, si erano concluse in parità, 2-2 a Genova nel 2002 e 1-1 a Verona nel 2006), mentre la quarta fu quella del ritorno, vinta dai rossoblù per 3-1 (il 23 aprile 2018): quello è finora l’unico caso su ventisette (dodici in Serie A e quindici in Serie B) in cui una delle due squadre ha fatto l’«en plein» in Campionato. La vittoria «corsara» nel «Monday Night», svoltosi nel freddo rigido del “Marc’Antonio Bentegodi”, diede modo al Genoa, giunto a 13 punti di sopravanzare cinque squadre: il Crotone a 12, il Sassuolo ad 11, la S.P.A.L. a 10, l’Hellas Verona a 9 e il «fanalino di coda» Benevento, che il giorno precedente con il colpo di testa del portiere Alberto «Colibrì» Brignoli aveva raggiunto allo scadere il 2-2 casalingo contro il Milan e conquistato il suo primo punto in Serie A dopo quattordici sconfitte consecutive.

Nonostante l’importanza della posta in palio, l’incontro venne giocato «a viso aperto» dalle due squadre e produsse un buon numero di occasioni da rete. Nel primo tempo dopo cinque minuti Daniele «Daniele Bum-Bum» Verde con un traversone di destro (il piede da lui non preferito), fatto partire dalla destra ad undici metri dalla linea di fondo, scavalcò il braccio destro proteso del portiere genoano Mattia «Airone» Perin, lanciatosi in volo all’indietro, mandando il pallone (poi ritornato sul rettangolo di gioco) a sbattere contro la parte superiore della traversa. Al 18’ una ben congegnata azione sulla destra del Genoa, iniziata e conclusa da Andrea «Berto» Bertolacci e passata per i piedi di Luca Rigoni I jr., del nordmacedone Goran «Pandevmonio» Pandev e del franco-marocchino Adel «Mille e una notte» Taarabt, vide il pallone calciato di sinistro da sedici metri dall’interno sinistro degli ospiti e destinato ad uscire non lontano dal palo sinistro della porta difesa dal brasiliano Nicolas David Andrade «Nicolas» cambiare direzione dopo aver colpito la schiena di Pandev e finire alto di mezzo metro dalle parti del palo destro. Ventotto minuti dopo, in pieno recupero del primo tempo (erano stati decretati due minuti), al termine di un’azione simile venne messa a segno l’unica rete dell’incontro: su suggerimento in profondità di Pandev, Taarabt s’involò sulla destra, facendo partire a un paio di metri dalla linea di fondo un traversone rasoterra all’indietro che prese in contropiede Bertolacci, accorso nel cuore dell’area di rigore scaligera, il quale riuscì, però, a toccare il pallone per Pandev che era alla sua destra, il quale, dopo averlo controllato, fece partire da sette metri con il non prediletto piede destro un rasoterra in diagonale, che sfiorò il tallone destro dell’italo-brasiliano Rómulo Souza Orestes Caldeira, che era stato pochi secondi prima l’unico che poteva aver tenuto in posizione regolare il «fantasista» franco-marocchino e che in quel momento nel suo precipitoso ripiegamento difensivo si trovava a tre metri dalla porta con la figura ad essa rivolta, eludendo involontariamente con la sua leggera deviazione il salvataggio di Antonio Aldo Caracciolo (posizionato dietro di lui) con il piede destro.

Nella ripresa entrambe le squadre ebbero occasioni per segnare, che, però, non vennero da esse sfruttate. Al 12’ Perin si fece trovare pronto a respingere sul fondo a mani aperte con un balzo sulla sua destra la conclusione di interno sinistro ad effetto a mezza altezza fatta partire qualche centimetro fuori dall’area di rigore da Alessio «l’Henry di Valmontone» Cerci; al 17’ Rigoni I jr., servito in profondità da Pandev, si trovò «a tu per tu» con l’estremo difensore scaligero, fattoglisi incontro in uscita bassa, che cercò di battere con un tocco di esterno destro da diciassette metri, che si perse sul fondo a meno di mezzo metro dal palo sinistro; al 20’, nel corso di una serrata azione d’attacco dei padroni di casa, Mattia Valoti jr. mandò con una rovesciata il pallone addosso a Cerci, che si trovava in quel momento in posizione irregolare (ciò fu causa dell’annullamento della successiva rete), la cui conclusione da distanza ravvicinata fu respinta da Perin, che non si poté opporre a quella dell’italo-brasiliano Daniel Bessa, il quale avrebbe avuto miglior fortuna nella partita di ritorno, quando militava nelle fila del Genoa, dato che segnò la seconda e decisiva rete rossoblù, quella del 2-1 nell’incontro poi vinto 3-1; al 29’, ben servito dal francese Samuel Souprayen, l’italiano di origini ivoriane Moise Bloty Kean con una conclusione al volo di interno destro impegnò Perin in una parata «in due tempi», che venne completata un attimo prima del «tap-in» vincente del sudcoreano Lee Seung-Woo «il Messi coreano»; al 47’, su azione di contropiede condotta per una cinquantina di metri da Taarabt, Davide Biraschi, che sei minuti prima aveva rilevato l’uruguayano Diego Sebastián «Valde» Laxalt Suárez, con un tiro di prima intenzione di interno destro ad effetto da quattordici metri da sinistra, mandò il pallone a lambire il palo sinistro; al 48’ l’argentino Nicolás Andres «el Flaco» Spolli salvò in una mischia la vittoria genoana, con un rischioso intervento difensivo, che avrebbe potuto causare un’autorete.

TABELLINO

Verona, lunedì 4 dicembre 2017, Stadio “Marc’Antonio Bentegodi”, ore 20,45

Hellas Verona-Genoa 0-1 [Posticipo della XV giornata del Campionato Italiano di Serie A 2017/2018]

Arbitro: Damato [Barletta (BA)]; Arbitro VAR: Valeri [Roma]

Spettatori: Quattordicimila circa

Marcatore: nel 1° tempo al 46 Pandev (G)

Verona (4-2-3-1): 1 Nicolas; 2 Rómulo, 28 A. Ferrari, 12 Ant. A. Caracciolo, 69 Souprayen; 5 Zuculini II (dal 1’’ del 2° T.: 9 Kean), 77 Buchel; 7 Verde (dal 26 del 2° T.: 21 Seung-Woo), 27 Valoti jr. (dal 36 del 2° T.: 14 Zuculini I), 24 Bessa; 10 Cerci. Allenatore: Pecchia.

Genoa (3-5-2): 1 Perin; 5 Izzo, 2 Spolli, 87 Zukanović; 20 Rosi, 30 L. Rigoni I jr. (dal 23 del 2° T.: 40 Omeonga), 44 Miguel Veloso, 8 Bertolacci, 93 Laxalt (dal 41 del 2° T.: 14 Biraschi); 19 Pandev (dal 18 del 2° T.: 10 Lapadula), 11 Taarabt. Allenatore: D. Ballardini sr..

Note: trecento tifosi circa al seguito del Genoa; sul tiro di Pandev che dà la vittoria al Genoa c’è una leggera deviazione con il tallone destro di mulo, che impedisce un eventuale salvataggio di Ant. A. Caracciolo; lingresso in campo di Omeonga, giocatore di pelle nera, viene accompagnato da fischi ed ululati razzisti di molti tifosi del Verona.

Stefano Massa

(membro del Comitato Storico Scientifico del Museo della Storia del Genoa)

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