Correva l’anno 1964: il 26 gennaio il record di imbattibilità di Mario Da Pozzo si ferma a 791 minuti

Il Genoa fu sconfitto 0-2 al Ferraris dal Bologna

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Da Pozzo
Mario Da Pozzo, portiere del Genoa dal 1961 al 1965 (Figurine Stef Campionato 1964/65 - Wikipedia)

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Era il Genoa di Beniamino Santos, l’allenatore argentino che sarebbe morto in un tragico incidente stradale in Spagna l’estate dopo. Ed era anche il Genoa di Gastone Bean e di Gigi Meroni.

Alla fine del campionato il Grifo sarebbe arrivato ottavo, concludendo il torneo in bellezza con una vittoria per tre a uno contro la Juve. Poco più di un mese dopo, allo Stadio Wankdorf di Berna, il Genoa avrebbe anche vinto la sua seconda Coppa delle Alpi, in un torneo che aveva visto, tra le altre squadre, la partecipazione di Basilea, Zurigo, Servette, Catania, Atalanta e Roma.

Lo scudetto sarebbe invece andato al Bologna, dopo che, il 7 giugno del 1964, si sarebbe registrata la vittoria dei felsinei nello spareggio contro i nerazzurri dell’Inter.

La vicenda dell’imbattibilità di Da Pozzo era iniziata il 27 ottobre del 1963, subito dopo che, al vantaggio rossoblù nato da una doppietta di Gigi Meroni (reti al 18′ e al 52′), Kurt Hamrin aveva risposto riducendo le distanze, segnando al 70′ un rigore assegnato dall’arbitro Giorgio Genel di Trieste, in un Genoa-Fiorentina finito 2 a 1 per il Grifone.

Quel giorno le due squadre erano scese con le formazioni seguenti:

GENOA: Da Pozzo, Bagnasco, Bruno, Colombo, Bassi, Rivara, Meroni, Pantaleoni, Piaceri, Locatelli, Bicicli.

FIORENTINA: Albertosi, Robotti, Castelletti, Guarnacci, Gonfiantini, Pirovano, Hamrin, Maschio, Brugnera, Bartù, Salvori.

A partire da quel momento e per tutti gli otto turni seguenti la porta di Da Pozzo restò inviolata: Sampdoria-Genoa 0-1; Genoa-Atalanta 0-0; Mantova-Genoa 0-0; Genoa-Lanerossi Vicenza 0-0; SPAL-Genoa 0-0; Genoa-Bari 0-0; Genoa-Messina 3-0; Juventus-Genoa 0-0.

Mario Da Pozzo subì il gol che infranse la sua imbattibilità nel secondo tempo di un  Genoa-Bologna, in cui a segnare su rigore fu Helmut Haller.

Dal Genoa-Fiorentina del 27 ottobre 1963 al Genoa-Bologna del 26 gennaio del 1964 si giocarono dieci partite in cui maturò il record di imbattibilità (in realtà le partite sarebbero state undici).

In effetti, un rammarico è dato dal fatto che, in realtà l’ottavo turno successivo all’ultimo gol subito era stato un altro: il 5 gennaio del 1964, il Genoa stava infatti vincendo 1 a 0 a San Siro contro l’Inter, con un gol di Piaceri (da notare che quell’anno l’Inter di Helenio Herrera avrebbe conquistato la Coppa dei Campioni, vincendo 3 a 1 in finale contro il Real Madrid).

Ma, per tornare a Inter-Genoa del 5 gennaio 64′, a circa 25-30 minuti dalla fine,  la partita fu annullata per nebbia (quando il match fu recuperato fu invece l’Inter a vincere per uno a zero, con gol di Milani).

Il rammarico è quindi  dovuto al fatto che se si fossero giocati gli ultimi 25-30 minuti, e il risultato fosse restato invariato, Da Pozzo avrebbe potuto aggiungere altri 90 minuti al suo record di imbattibilità. Minuti che, invece, ovviamente non furono conteggiati.

Va detto che la decisione di annullare il match apparve ingiusta anche ad osservatori imparziali. Nel resoconto de “La Stampa”, uscito all’indomani della partita, si poteva leggere:

“[…] Proprio su contropiede si registrava una veloce manovra rossoblù: Bicicli-Bean-Locatelli, il centro del sudamericano veniva raccolto da Piaceri, che nonostante fosse pressato da Zaglio deviava in rete.

Si era al 7′ di gioco, l’Inter non aveva ancora espresso le sue possibilità, il Genoa neppure, ma il gol di Piaceri mutava i rapporti di forza.

[…] La decisione del direttore di gara, logica forse in base al regolamento, lascerà adito senza dubbio a molte discussioni perché la nebbia al momento dell’interruzione del gioco non era più fitta di prima.

La visibilità era pressoché nulla anche all’inizio, ma D’Agostini, che in precedenza aveva considerato tutto regolare, pressato da insistenti richieste del capitano dei nerazzurri Guarneri, ha deciso la sospensione al 15′ della ripresa”.

L’imbattibilità di Mario Da Pozzo fu persa dunque due turni dopo, quell’incontro tra Inter e Genoa (nel frattempo il Genoa aveva anche pareggiato 0 a 0, al comunale di Torino contro la Juve).

Il 26 gennaio del 1964, al Luigi Ferraris, arriva un Bologna reduce da otto vittorie di fila e imbattuto da undici turni. Ciò nonostante, stando a quanto riportato da una fonte bolognese (“TuttoBolognaWeb. it”) il Genoa fu capace di fornire un’ottima prestazione:

“Sceso in campo con la formazione tipo, il Bologna affronta un Genoa caparbio che mette subito in campo grande intensità e ritmi elevati, al punto da prendere alla sprovvista i felsinei […]

[…] Dopo 5’ Locatelli chiama all’intervento il numero 1 ospite su punizione, poi tocca a Meroni sprecare dopo un bell’affondo, portandosi il pallone oltre la linea […]

[…] il vero pericolo corso dai felsinei è la traversa colpita da Meroni al 23’ che, dopo essersi accentrato, ha scaricato un tiro preciso che è però andato ad infrangersi contro il legno orizzontale […]

[…] La ripresa vede sempre il Genoa all’assalto. Piaceri e Locatelli si rendono subito pericolosi in area ospite ma prima Tumburus e poi Negri, sventano i tentativi dei caparbi genoani.

Lo scatenato Piaceri si ripete poco dopo con un’altra incursione che Janich neutralizza dopo un lungo batti e ribatti. Lo stesso indemoniato centrocampista è però colui che commette l’errore decisivo per favorire il vantaggio del Bologna: Fogli gli porta via il pallone su una rimessa e dopo uno scambio con Bulgarelli entra in area, tenta un sombrero su Bassi, il quale alza d’istinto il braccio per fermare la sfera. Rigore. Batte Haller che tira forte e angolato, 1-0″.

Alla fine, nel corso di quella partita,  il Genoa subirà un contraccolpo e, con esso, arriverà l’inevitabile calo di rendimento. Così la partita terminerà due  a zero a favore dei bolognesi, futuri campioni d’Italia.

Ed è forse una ironia del destino che l’imbattibilità di Da Pozzo, iniziata subito dopo avere subito un gol su rigore da Hamrin, arrivò a termine a causa di un altro gol su rigore, realizzato da un altro straniero: il tedesco Helmut Haller.

Concludo con una nota personale. Essendo nato nel 1963 non posso avere ricordi personali di questi eventi. Ma, nel ricostruire queste vicende e nel leggere le cronache sportive di quel periodo, mi sono fatto l’idea che il Genoa di Beniamino Santos doveva essere un bel Genoa: una squadra con una solida difesa ma, in virtù di elementi eccellenti (in primis Meroni) e di un’ottima condizione fisico-agonistica di gruppo, una squadra capace anche di vincere contro club come Juventus e Fiorentina, e di lottare alla pari con i futuri campioni d’Europa dell’Inter e dei futuri campioni d’Italia del Bologna e, infine, una squadra capace di vincere uno storico trofeo internazionale.

Resta il dubbio, e il grande rammarico, che senza la tragica e prematura scomparsa di Santos il Genoa avrebbe potuto andare incontro ad un destino diverso, un destino migliore.

Il tabellino della partita Genoa-Bologna del 26 gennaio del 1964:

Genoa: Da Pozzo; Bagnasco, Bruno, Colombo, Bassi, Rivara, Meroni, Pantaleoni, Piaceri, Locatelli, Bicicli. Allenatore: Beniamino Santos

Bologna: Negri; Furlanis, Pavinato; Tumburus, Janich, Fogli; Perani, Bulgarelli, Nielsen, Haller, Pascutti. Allenatore Fulvio Bernardini

Arbitro: Signor Jonni di Macerata

Reti: 52’ rigore Haller, 76’ Pascutti

Note: Spettatori 45.000 circa. Angoli 6-4 per il Bologna.

Massimo Prati: classe 1963, genovese e Genoano, laureato alla Facoltà di Lingue e Letterature Straniere di Genova, con il massimo dei voti. Specializzazione in Scienze dell’Informazione e della Comunicazione Sociale e Interculturale. Vive in Svizzera dal 2004, dove lavora come insegnante. Autore di un racconto, “Nella Tana del Nemico”, inserito nella raccolta dal titolo, “Sotto il Segno del Grifone”, pubblicata nel 2004 dalla casa editrice Fratelli Frilli; di un libro intitolato “I Racconti del Grifo. Quando parlare del Genoa è come parlare di Genova”, edito nel 2017 dalla Nuova Editrice Genovese; di un lavoro sulla storia del calcio intitolato “Gli Svizzeri Pionieri del Football Italiano”, Urbone Publishing, 2019; di una ricerca storica dal titolo “Rivoluzione Inglese. Paradigma della Modernità”, Mimesis Edizioni, 2020 e, infine, della seconda edizione de “I Racconti del Grifo. Quando parlare del Genoa è come parlare di Genova”, Urbone Publishing, 2020. È anche autore di numerosi articoli, di carattere sportivo, storico o culturale, pubblicati su differenti blog, siti, riviste e giornali. Collabora con “Pianetagenoa1893” e “GliEroidelCalcio”.

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