GRIFO D’ATTACCO – Tregua per ricomporre la muraglia del Genoa

Pianetagenoa1893.net incontra Beppe Nuti, giornalista di Telenord

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Genoa Lapadula Piatek Sandro
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Il Genoa torna sui suoi passi. Ivan Juric è stato richiamato dopo sei giornate: fatale per Andrea Mandorlini la sconfitta di Udine. L’attualità ma anche l’ennesima sconfitta senza mordente del Grifone alla Dacia Arena. Parleremo del momento rossoblù con Beppe Nuti, giornalista di Telenord, nella 36ª puntata della rubrica di Pianetagenoa1893.net “Grifo d’Attacco”.

Sedicesima sconfitta stagionale, ancora senza reazione.Ci sono stati troppi errori dopo un altro avvio di partita simile a quello con l’Atalanta; il consueto 1-0 ha sciolto la squadra, il raddoppio è stato una bellissima marcatura di Zapata mentre in occasione del terzo gol Rubinho forse cercava il libretto dell’Inps. Nessuno ha preso la sufficienza, bene solo l’ingresso di Palladino. La nota positiva è il ritorno di Veloso che ha giocato una ventina di minuti con buona diligenza. I tifosi in trasferta hanno dimostrato che i genoani ci sono e ci saranno sempre“.

Possiamo considerare negativo il periodo di Mandorlini?I numeri parlano chiaro, tuttavia sono certo che nemmeno Mourinho o Ancelotti avrebbero fatto meglio. Il Genoa è impaurito, demotivato, senza grinta e determinazione; alcuni giocatori non sanno più crossare mentre ad altri scotta la palla tra i piedi. La testa blocca le gambe, non dev’essere più così“.

É tornato Ivan Juric: che cosa può portare di nuovo?Lo definisco il meno responsabile di questa stagione, in estate ha ecceduto in aziendalismo scommettendo sul recupero di giocatori che non hanno reso granché. Aveva costruito una bella mentalità, il Genoa giocava per vincere ed era solido. Gli è venuta meno la spina dorsale (Perin-Rincon-Veloso-Pavoletti) e la salvezza a Natale ha svuotato la testa anche dei tifosi. Juric ha dovuto gestire una squadra senza obiettivi e consapevole della debolezza delle ultime tre squadre. Nel breve periodo lavorerà sulla testa dei giocatori, li convincerà del fatto che il Ferraris non fa paura: i genoani amano il Genoa ma in questo momento l’amore non è corrisposto da chi scende in campo“.

Cosa aspettarsi contro la Lazio?Juric tornerà al 3-4-3 e spero che giochi per vincere, senza costruire inuitli barricate, tanto il gol arriva prima o poi. La forza della Lazio è in mezzo con Biglia, Milinkovic-Savic e Parolo, senza omettere Felipe Anderson e Immobile: i centrocampisti rossoblù saranno chiamati a un grande sacrificio. I biancocelesti sono una corazzata ma non mi fanno paura perché storicamente sono tutte affondate. Vorrei rivedere una muraglia di anime rossoblù pronta a spingere il Genoa: auspico una tregua per aiutare una squadra allo sbando che si è dimenticata delle proprio qualità“.

Alessandro Legnazzi, Beppe Nuti

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