Genoa, 125 anni ma non li dimostra

Il 7 settembre il club più antico d'Italia raggiungerà questo importante traguardo

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E anche il 2017 è andato. Non è stato propriamente quello che si può definire come un anno da ricordare per il Genoa il quale per tutto il suo corso è stato impegnato nella corsa alla salvezza. Prima con Juric e conquistata in extremis con la vittoria tra le mura amiche del Ferraris contro il Torino di Mihajlovic grazie alle reti di Rigoni e Simeone, ora con Ballardini che, subentrato al tecnico di Spalato, sta lavorando duramente per raggiungere assieme ai suoi giocatori il tanto agognato obiettivo. Con il nuovo anno inizia anche il girone di ritorno. Fase del campionato che il Grifone non può permettersi di sbagliare, soprattutto perchè la maggior parte degli scontri salvezza saranno giocati di fronte al proprio pubblico.

Il 2018 però non è importante solamente per quanto riguarda il campionato, perchè è l’anno del 125esimo anniversario della fondazione del club rossoblù. Fu proprio il 7 settembre di centoventicinque anni fa che, nelle sale del consolato britannico in via Palestro n.10 interno 4, si era dato convegno un folto gruppo di inglesi tra cui Charles De Grave Sells, S. Green,George Blake, W. Rilley, George Dormer Fawcus, H.M. Sandys, E. De Thierry, Johnathan Summerhill sr. e Johnathan Summerhill jr. e soprattutto Charles Alfred Payton con l’intenzione di creare quello che sarebbe poi diventato il Genoa Cricket and Football Club. Il documento ufficiale di costituzione del Genoa, risalente al 7 settembre 1893, nel tempo era apparentemente scomparso, passando di mano in mano fino ad arrivare in ultimo in possesso di Gianni Brera; dopo la sua morte il documento è stato ritrovato fra le carte di Brera e riconsegnato dalla famiglia del giornalista al club più antico d’Italia: ora è esposto al Museo della Storia del Genoa curato dalla Fondazione Genoa 1893. Da lì il primo campionato ufficiale vinto nella finale contro l’Internazionale Torino grazie al “golden gol” di Leaver e la prima coppa ottenuta al termine del campionato del 1900 dopo aver vinto il torneo della F.I.F. (Federazione Italiana del Football) per tre anni.

Durante la sua lunga esistenza il Genoa ottenne ben nove scudetti, ma forse il più importante è l’ottavo, ottenuto nella stagione 1922/23 e ricordato per essere stato conquistato senza perdere nemmeno uno dei ventotto incontri disputati. Il Vecchio Balordo (come lo amava definire Brera) avrebbe anche potuto vincere il decimo titolo nel ’25, potendo così sfoggiare in tutto il mondo la stella sopra lo stemma, ma perse la finale di Lega Nord contro il Bologna: l’episodio è stato definito dal quotidiano inglese The Guardian come “il furto della stella”. La gara d’andata a Bologna la vinse il Genoa che però incredibilmente perse in casa la gara di ritorno. Fu necessario lo spareggio che vedeva il Genoa vincitore per 2-0 fino a quando venne convalidato fra le polemiche un gol fantasma ai felsinei. Poco dopo il Bologna pareggiò e la partita finì 2-2. Il Genoa rifiutò di giocare i tempi supplementari, chiedendo la vittoria a tavolino per le intemperanze della tifoseria bolognese che avrebbero condizionato la decisione dell’arbitro di assegnare il gol fantasma, mentre il Bologna rispose chiedendo la vittoria a tavolino per la mancata disputa dei supplementari. La FIGC indisse allora un nuovo spareggio, disputato a Torino sul campo della Juventus, che finì 1-1: nel dopo partita, avvenne un gravissimo fatto di cronaca nera alla stazione di Porta Nuova, dove erano presenti i due treni speciali gestiti dai club, che riportavano a casa le rispettive tifoserie. Dal convoglio bolognese partirono una ventina di colpi di rivoltella contro i tifosi genoani: due di essi furono feriti. Fatti che indignarono l’opinione pubblica. Il 18 luglio gli organi federali multarono il Bologna e gli imposero con una delibera di consegnare i colpevoli della sparatoria alle autorità: altrimenti sarebbe stato applicato l’art. 22 che avrebbe comportato la squalifica del Bologna e consentito la qualificazione del Genoa alla finale nazionale. La società felsinea si rifiutò di dare esecuzione alla delibera: inoltre i tifosi emiliani organizzarono una rabbiosa protesta di piazza. Intervenne il prefetto del capoluogo bolognese Arturo Bocchini che chiese alla Figc di annullare la delibera, per evitare gravi conseguenze sull’ordine pubblico cittadino. La Federazione decise che la terza gara di spareggio si sarebbe giocata il 9 agosto a Milano alle 7 del mattino a porte chiuse. Il Bologna vinse 2-0 e approdò alla finalissima dove conquistò il suo primo scudetto battendo l’Alba Roma. Ingiustizia era stata fatta.

Oltre ai nove campionati, il Genoa può vantare la vittoria di sei campionati di  Serie B, una Coppa Italia (ottenuta contro la Roma grazie al gol di Torti), due Coppe delle Alpi, una Coppa Anglo-Italiana. Il 7 settembre sarà quindi un giorno di grande festa per tutto il popolo genoano, chiamato a far parte di un avvenimento storico e a celebrare tutti insieme la nascita del club più antico d’Italia. Nella storica data, che segna anche la nascita del gioco del calcio in Italia, sarà un giorno molto importante per tutto il popolo rossoblù, chiamato a festeggiare la fondazione del club più antico d’Italia e a ricordare tutti insieme, in un’occasione all’insegna della genoanità, la fantastica storia rossoblù.

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