Lettera, Paolo Guidetti: «I tifosi hanno compreso gli errori di inesperienza della proprietà e concesso il riscatto»

Il nostro lettore: «L'unica certezza siamo 'noi', una tifoseria così non esiste e, comunque e ovunque, noi saremo sempre lì»

Arciniegas, Wander e Blazquez Genoa 777 Partners
In foto da sinistra Juan Arciniegas, Josh Wander e Andres Blazquez

Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.

La speranza di salvezza si è scontrata con la realtà di una situazione gestionale e tecnica non all’altezza di una serie A che garantiva la salvezza con poco più di 30 punti. E’ finita male e non abbiamo neppure la remota speranza di ripescaggi. E’ meritata Serie B per cause già spiegate dagli esperti.

L’unica certezza siamo ‘noi’: una tifoseria così non esiste e, comunque e ovunque, noi saremo sempre lì, ma … attenzione, ci torno dopo.

Un punto saldo è la fine della triste era dell’innominabile legale rappresentante, dimentichiamocelo che stiamo meglio. La nuova proprietà e dirigenza hanno evidentemente ‘toppato’ l’obiettivo salvezza, ma la tifoseria ha palesemente compreso gli errori di inesperienza rispetto al nostro campionato e concesso, mostrando una straordinaria maturità, la possibilità di riscatto. Si apre una fase nuova, il cambiamento è stimolante e soprattutto ci permette di tornare liberi di ‘sognare’.

Due cose mi preme sottolineare.

La prima è che la nuova proprietà e dirigenza non devono tradire le attese, quindi basta proclami, pianti, confessioni, ma anche slanci irrealistici e formulette giornalistiche. Che si lavori in silenzio e si dimostri coi fatti e con i risultati quanto detto fino ad ora. D’ora in poi le scusanti non basteranno più. Si facciano le scelte e se ne assumano le conseguenze. Tutta l’energia positiva che i tifosi hanno espresso può, con la stessa potenza, comunque e ovunque, diventare negativa ed è bene evitarlo.

La seconda cosa è che vorrei che i giocatori facessero le loro scelte per come le sentono o a loro convengano. Non si può pretendere certo che uno svedese, un camerunense o un termolese (esempi teorici) sentano i nostri colori come li sentiamo noi. Che valutino se stare o andarsene. Di fronte a offerte interessanti anche chi è più legato al Grifone può fare scelte diverse. Tutto ciò è lecito. Quello che però ho sempre trovato fastidioso è il decidere di andarsene lasciando messaggi strappalacrime e cuore ai tifosi, questo è insopportabile. Meglio altrove? La serie B sta stretta? Sei un professionista, prendi la borsa e buona fortuna. Chi resta deve esserne convinto, deve essere tecnicamente valutato da chi è lì per farlo e se resta perché legato ai nostri colori sarà più che benvenuto, genovese o da qualunque posto del mondo venga.

Alla proprietà, alla presidenza, alla dirigenza, ai giocatori, a tutti … il tempo di guardare avanti è arrivato, poche parole e sotto coi fatti concreti.

Un salutone e un augurio di ritorno dove ci compete, con una società ambiziosa e sana da ogni punto di vista, morale e di bilancio.

Paolo Guidetti

paoguide@libero.it

Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.