La lavagna tattica: gran Genoa nel primo tempo contro il Crotone

Tanta corsa, tanta aggressività, ma anche trame di gioco piacevoli. Grifone abile anche nella gestione del pallone, come poche altre volte si era visto in questo campionato, ma con la solita pecca di realizzare poco

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Il dribbling di Bessa (foto di Genoa CFC Tanopress)
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Nel segno di Ballardini: da Crotone al Crotone si è chiuso il cerchio genoano nel miglior modo possibile: ottenendo la salvezza – quasi – aritmetica. È passato un girone da quando Davide Ballardini si è seduto sulla panchina del Genoa per la sua terza volta, forse quella più difficile per la pesante situazione di classifica ereditata. Il tecnico ravennate ha portato una squadra che nelle prime 12 giornate di campionato aveva racimolato la miseria di 6 punti, ad averne 38 dopo 20 giornate con lui al timone: un miracolo che ha poco di mistico, ma tanto di “terreno” perché ottenuto con il sudore e la fatica quotidiana. La vittoria per 1-0 contro il Crotone firmata da Bessa ha di fatto archiviato il discorso salvezza, da mercoledì – il giorno di Roma-Genoa – il Grifone potrà iniziare un altro campionato, magari provando ad eliminare alcuni difetti mostrati anche contro i pitagorici. Nell’arco della stessa partita, il Genoa ha mostrato il meglio e il peggio di sé: aggressivo, ordinato e bello da vedere nella prima frazione di gioco; passivo, timoroso e troppo rinunciatario nella ripresa. Una situazione figlia, in parte, di un calo fisico ma che trova una spiegazione molto più convincente se si analizza l’aspetto mentale della gara: la posta in palio era alta, e nel Genoa con il passare dei minuti, con un Crotone in crescita, si è fatta largo la paura di non farcela. Su questo aspetto Ballardini potrà far leva nelle ultime 6 giornate di Serie A per cercare di migliorare la sua squadra, anche in vista della prossima stagione, sempre se sarà ancora lui il tecnico dei rossoblù: la logica imporrebbe questo, ma nel calcio non sempre il buon senso trionfa.

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