GRIFO D’ATTACCO – Genoa, chi sono i tuoi uomini veri?

Pianetagenoa1893.net incontra il giornalista Beppe Nuti

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Genoa Lapadula Piatek Sandro

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La Spal è una brutta ferita sulla pelle del Grifone, che cerca concentrazione e serenità nel ritiro a Coccaglio. Sabato sera ci sarà il 115esimo derby della Lanterna: dentro o fuori. Parleremo del momento rossoblù con Beppe Nuti, direttore artistico e responsabile dello sport di Antennablu, nella 58ª puntata della rubrica di Pianetagenoa1893.net “Grifo d’Attacco”.

Giusto portare il Genoa in ritiro? «In questo caso sì. Non è un ritiro punitivo ma un modo per staccare la spina e trovare la giusta concentrazione. Credo che se fossero restati ad allenarsi a Pegli avrebbero ricevuto dell’indifferenza dai genoani dopo tutte queste prestazioni indegne. L’attesa di un derby genera molta tensione, carica chiunque: da questo punto di vista il lavoro di Juric è facilitato».

Il Genoa si presenta alla stracittadina nel peggiore dei modi. Juric e la squadra si giocano il tutto per tutto? «Certamente, anche se non capisco il perché il mister continui a vedere buone cose nelle prestazioni del Grifone. Questa squadra non ha più la sua identità d’attacco (e la qualità generale è precipitata) che un anno fa aveva permesso di battere le grandi squadre al Ferraris: ora mancano quei punti e quella determinazione. Condivido la scelta societaria di non esonerare Juric nella settimana del derby, ma adesso voglio vedere chi sono gli uomini veri di questa rosa».

Danno fastidio queste notizie e voci sugli sviluppi societari in una settimana così importante? «In ogni caso il Genoa fa notizia. Il problema è che si sceglie sempre di farsi del male da soli con speculazioni dannose. Mi limito ad analizzare i fatti concreti: da luglio a novembre è stato solamente nominato dg Giorgio Perinetti, altrimenti tutto è come prima. L’annata è nata male sotto l’aspetto sportivo e societario, la speranza è che tutto possa raddrizzarsi nel più breve tempo possibile».

Un anno fa era Giampaolo a rischiare, oggi Juric: il derby può cambiare la carriera? «Lo dimostra la storia rossoblù: il Genoa di Bagnoli iniziò la famosa cavalcata verso l’Europa battendo proprio la Sampdoria grazie a calciatori tosti e qualche campione. Il Genoa sta realizzando quello che non è mai successo in tutta la sua storia: un presidente assente, una squadra modesta e mal assemblata, un allenatore che ha già deluso non solo per sue colpe. I genoani compongono la quinta piazza italiana in termini numerici, non meritano tutto questo».

Alessandro Legnazzi, Beppe Nuti

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