ESCLUSIVA PIANETAGENOA1893 – CESARE LANZA: «Il quarto posto è moralmente del Genoa»

«Solo infortuni e cattivi arbitraggi possono fermarci» spiega il celebre giornalista. E racconta dei suoi ricordi dei trionfi tra il 1991-92 e gli aneddoti del Grifone dei tempi passati

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Cesare Lanza non sta più nella pelle per il quarto posto del Genoa: una sensazione provata ai tempi del quarto posto del 1991 e della semifinale Uefa del 1992. Il celeberrimo giornalista e autore televisivo ha accettato di raccontare in esclusiva a Pianetagenoa1893.net le sue speranze per un più che positivo piazzamento del Grifone e gli aneddoti del colori rossoblù di un tempo.

Com’è nata la sua passione per il Genoa?

«Mi accompagnava mio padre allo stadio Luigi Ferraris, gradinata nord: tramontana (il giornale sotto il cappotto, allora si usava così, nell’immediato dopoguerra) e risultati quasi sempre infelici. Ho imparato allora a stare dalla parte di chi soffre, degli eroi perdenti, degli incompresi, dei predestinati a una esistenza tormentata… Il mio primo isolo: il portiere “Nani” Franzosi, che scoppiò a piangere dopo una papera micidiale negli ultimi minuti, decisiva per il risultato. Alla fine fu consolato dai compagni e dai tifosi, allora non c’erano i veleni di oggi, nessuno cantava “devi morire…”»

Quali sono i suoi ricordi di quando il Grifone arrivò al quarto posto nel 1991 e in semifinale Uefa?

«L’allenatore era Bagnoli, grandissimo per la sua semplicità. Vivevo a Milano, da solo, invitai a casa mia un gruppo di tifosi genoani residenti a Milano per assistere alla partita di Liverpool, una nostra mitica vittoria… Purtroppo, a conclusione di quella stagione, il presidente Spinelli non seppe gestire il boom, le legittime rivendicazioni dei calciatori, le esigenze di Bagnoli e dei tifosi: non sapeva volare alto, il miracolo si polverizzò».

Anche se sono passati 17 anni, che somiglianze trova tra la squadra di Bagnoli e quella di Gasperini?

La guida di due allenatori molto bravi. Bagnoli era più pratico, Gasperini bada anche al bel gioco… Ma sanno insegnare qualcosa, a differenza di tanti loro colleghi sanno creare un impianto di gioco, dare identità e personalità alla squadra. Gasper è superiore nella capacità di cambiare camaleonticamente l’assetto tattico della squadra durante la partita… qualche volta vuole strafare, forse per per il desiderio inconscio di stupire. Tutti e due hanno un polso fermo nella gestione dello spogliatoio.

Lei è un grande esperto di gioco d’azzardo: avrebbe scommesso a inizio stagione il quarto posto solitario del Genoa?

«Discutendo con amici e tifosi, sostenevo che avevamo una squadra da mezza classifica. La prima partita, con la sconfitta a Catania, sembrava darmi ragione. Poi sono arrivati due campionissimi, Milito e Thiago Motta, tutto è cambiato: ho detto che potevamo batterci con chiunque e aspirare anche al secondo o terzo posto. Non avevo messo in conto le “sviste” arbitrali: voglio ricordare solo i cinque gol di Milito annullati per fuorigioco inesistenti. In quale posizione di classifica saremmo, con quei gol all’attivo?»

Chi potrebbe insidiare il piazzamento Champions: la Fiorentina, la Roma o teme un ritorno di Palermo e Lazio?

«Solo infortuni e cattivi arbitraggi possono fermarci, il quarto posto è già moralmente nostro, ci spetterebbero cinque o sei punti in più. Comunque la Roma è sempre l’avversario più temibile».

Proviamo per un attimo a fare fantacalcio: domenica il Milan perde a Napoli e il Genoa batte l’Udinese e si porta a tre punti dai rossoneri. Sarebbe possibile una lotta per il terzo posto?

«Come ho detto, sostengo che questo Grifo possa ambire a qualsiasi risultato. Se avessimo Diego Milito nelle condizioni del girone di andata, potremmo puntare alla Champions diretta. Abbiamo una squadra ottima: Rubinho, detestato da molti tifosi per i suoi ridicoli rinvii (non sembra che abbia piedi brasiliani!), è un grande portiere tra i pali. Biava: una rivelazione. Ferrari: dopo averlo visto con la maglia della Roma non avrei scommesso un euro su di lui, invece è pronto per la Nazionale, come Bocchetti e Criscito. Motta è un fenomeno, come Milito. Juric è il centrocampista di disturbo, categoiria Furino e Gattuso, uno di quelli che sgobbano per sè e per tutti. Olivera è un ottimo rincalzo, Marco Rossi il sim bolo della generosità e della passione. Olivera un ottimo rincalzo. Deludenti solo gli acquisti di Palladino, un vero driblomane, un “venezia” inconcludente come si diceva quando ero piccolo e non so perchè, mediocri anche Mesto e Modesto. Jankovic ha lampi di genialità, ma è troppo incostante. Olivera un rincalzo prezioso. Tutto sommato, una gran bella squadra, con arbitri imparziali poteva arrivare anche seconda… Temo solo una caduta psicologica. di tensione».

Dopo il successo del suo ultimo film “La perfezionista” e il nuovo avvio de “La fattoria” quali progetti bollono in pentola per Cesare Lanza?

«”La perfezionista” è stato un film molto intenso e spirituale, dunque incompreso dalla distribuzione: ora gira per cineclub e rassegne, poi andrà in televisione (temo in ore di notte profonda). Sto finendo una commedia brillante per il teatro e vorrei fare un altro film, questa volta divertente, quindi presumibilmente ben accolto dai distributori che pensano giustamente ad incassi sicuri. Una storia divertente e cattivissima».

Marco Liguori

Visita il sito di Cesare Lanza “La Mescolanza”

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