Caso Sculli alla Disciplinare: Genoa batte Palazzi 2-0

Sculli e il Genoa battono Stefano Palazzi 2-0. Sotto la guida dell’”allenatore”, l’avvocato Mattia Grassani, l’attaccante rossoblù ha infilato il Procuratore federale due volte riuscendo a ottenere la richiesta improcedibilità del deferimento e l’irrilevanza dell’ormai famoso gesto delle corna dinanzi alla Commissione disciplinare. E’ questa in sintesi la vittoria ottenuta dal Grifone e riportata nel […]

31
Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.

Sculli e il Genoa battono Stefano Palazzi 2-0. Sotto la guida dell’”allenatore”, l’avvocato Mattia Grassani, l’attaccante rossoblù ha infilato il Procuratore federale due volte riuscendo a ottenere la richiesta improcedibilità del deferimento e l’irrilevanza dell’ormai famoso gesto delle corna dinanzi alla Commissione disciplinare. E’ questa in sintesi la vittoria ottenuta dal Grifone e riportata nel comunicato ufficiale n.66 della Figc. Essa si riassume nelle due righe del dispositivo della sentenza stilate dall’organismo giudicante sportivo presieduto da Sergio Artico e sancisce la disfatta di Palazzi, che aveva chiesto due giornate di squalifica e 25mila euro di ammenda per Sculli, oltre a 5mila euro per il Genoa. Ecco il testo: «Per tali motivi, la Commissione disciplinare nazionale dichiara il proprio difetto di competenza/giurisdizione a giudicare il suesteso deferimento». Il tutto per un errore macroscopico di competenza: il giocatore avrebbe dovuto essere giudicato dal Giudice sportivo. E a ciò si aggiunge che l’eventuale offesa rivolta all’arbitro non è assolutamente riportata nel referto arbitrale.

Ma usiamo la moviola, come facevano Carlo Sassi ed Heron Vitaletti, e torniamo un attimo indietro per spiegare la sentenza. Si legge nel comunicato della Figc che Sculli era stato deferito da Palazzi «per avere lo stesso, al ventitreesimo minuto del secondo tempo della gara» Roma-Genoa dell’8 febbraio 2009 «dopo essere stato espulso, rivolto al direttore di gara il gesto del dito indice e migonolo alzate con le altre piegate sul palmo, posto in essere con la mano sinistra alzata all’altezza del capo e lateralmente allo stesso». L’attaccante avrebbe fatto il gesto delle corna con la mano sinistra mettendosele sulla testa: non ce ne vogliano i nostri affezionati amici genoani, ma questo è un gesto più alla Totò che alla Gilberto Govi. E lo dovrebbero sapere anche coloro che sono addetti alla giustizia sportiva.

L’avvocato Grassani ha eccepito l’improcedibilità poiché non sussiste la prova che il calciatore abbia rivolto questo gesto all’arbitro. I giudici della Disciplinare hanno accolto questo suo “contropiede”, affermando che «dall’esame dei referti di gara, quale fonte privilegiata di prova, e dal Comunicato ufficiale della Lega Nazionale Professionisti n.191 del 10/2/2009 emerge che la condotta» assunta dal «calciatore non è stata rilevata, né dalla terna arbitrale, né dal quarto uomo, per cui non è stata sanzionata dal Giudice sportivo».

E a proposito del Giudice Sportivo, arriva il secondo gol di Sculli. Anzi, forse potrebbe essere un autogol di Palazzi: dovremmo forse chiedere l’aiuto della moviola al riguardo. Ma restiamo a quanto riporta il comunicato federale. Il collegio giudicante pone la questione se l’eventuale condotta scorretta di Sculli sia stata commessa nel corso della partita o al di fuori. I giudici non hanno dubbi: l’eventuale scorrettezza «è da ricondurre senza ombra di dubbio nel contesto della gara, determina l’insussistenza di competenza/giurisdizione della Commissione disciplinare quale giudice di primo grado». Insomma, Tosel aveva l’esclusiva ed inderogabile competenza in merito. Ma Artico e i suoi colleghi riportano un altro particolare. Per i fatti di condotta violenta o gravemente antisportiva, e solo per questi, non visti dall’arbitro e dai suoi collaboratori il Codice di giustizia sportiva prevede che il Procuratore federale abbia il potere «di “segnalazione riservata” al Giudice sportivo, che tuttavia soggiace al termine di decadenza delle ore 12.00 del giorno feriale successivo a quello della gara». Stando al sito della Figc, il deferimento è avvenuto lo scorso 17 febbraio ossia ben 8 giorni dopo il termine previsto dal Codice: la gara si era infatti tenuta l’8 febbraio e il termine era fissato al lunedì seguente.

Dunque, nel caso in cui Sculli avesse anche fatto le corna all’arbitro, non avrebbe potuto essere giudicato dalla Disciplinare. Ma nei referti arbitrali non c’era nulla: al Genoa e al suo attaccante vanno i tre punti, a Palazzi zero per la sconfitta.

Marco Liguori

Leggi anche il blog di Marco Liguori “Il pallone in confusione”

Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.