ESCLUSIVA PG, Mesto: “Spero che Juric riesca a esprimere la sua idea di calcio. Contro la Juve serve spensieratezza e spirito combattivo”

L'ex esterno del Genoa parla del suo rapporto con Ballardini e il tecnico attuale. E spiega: "Saper essere genoani vuol dire anche giocare con forza d'animo che solo i colori rossoblù sanno dare"

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Giandomenico Mesto affronta Cristian Molinaro durante Genoa-Juventus 3-2 dell'11 aprile 2009 (Foto New Press/Getty Images)
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A poche ore da Juventus-Genoa, Pianetagenoa1893.net ha contattato un ex rossoblù, Giandomenico Mesto, che ha vinto una sfida con i bianconeri. L’esterno del Grifone inizia a parlare del suo rapporto con Ballardini e Juric.

Via Ballardini e inizia il terzo capitolo Juric. Conosce Preziosi e l’attuale tecnico, pensa che il nuovo matrimonio possa funzionare?

Conosco entrambi gli allenatori e il mio sentimento è di conseguenza combattuto.
Ho grande dispiacere per il Balla, a mio avviso non meritava un simile trattamento, dispiacere dovuto non solo per l’esonero in sé ma anche per i modi con cui questo è avvenuto. Al tempo stesso sono contento per Ivan e spero riesca a raccogliere i frutti del grande lavoro svolto nella sua ultima esperienza genoana. Il matrimonio può funzionare perfettamente, ma alla fine sappiamo tutti che dipenderà esclusivamente dai risultati.

Juric era apprezzato in campo per il carattere da combattente, in panchina invece dopo l’annata di Crotone ha faticato a esprimere le sue idee. Ripagherà la scelta di Preziosi?

Credo che ripagherà la scelta del presidente perché avrà dalla sua quel pizzico di esperienza in più maturata nell’ultima esperienza rossoblu. Ivan è un uomo di calcio e coglierà al volo la possibilità di cambiare qualcosa rispetto per non ricadere negli errori. fatti in passato.

Prima la Juve, poi Udinese, Milan, Inter Napoli e il ciclo di ferro si chiuderà con il Derby. Come può uscire il Genoa da questo mese?

È sicuramente un ciclo che definire di ferro è riduttivo vista la portata delle squadre. Di certo il Genoa dovrà puntare molto sul fattore Ferraris dove sappiamo bene che si può metter sotto chiunque. Partire da quindi dalla roccaforte sperando che il pubblico sia sempre dalla parte della squadra al di la dei possibili risultati negativi. Bisognerà anche cercare di andare fuori casa con un po’ di sfrontatezza e allo stesso tempo con la consapevolezza di essere una squadra con ottimi giocatori di grande spirito combattivo.

Nel tuo periodo genoano arrivó il primo trionfo contro la Juve dopo il ritorno in Serie A. Che partita è stata?

Quando si affronta la Juve è sempre una grande partita e nelle grande sfide tutto viene un po’ amplificato, dalla tensione alla determinazione e soprattutto vi è tantissima gioia nel giocarle. Quando vinci con squadre di questo tipo c’e sempre una emozione super, giornate speciali che ti danno una grandissima spinta emotiva per il proseguo della stagione.

Come si può battere la Juventus, rinforzata ulteriormente dall’arrivo di CR7 e alla ricerca del record di vittorie consecutive?

Per fermare la Juve è ovvio che la concertazione dev’essere massima. Studiare nei minimi dettagli come limitare il loro modo di attaccare e al tempo stesso ideare contromosse per provare a non subire e basta per tutti i novanta minuti. Semplice forse, ma solo a parole.
Una volta scesi in campo, come dicevamo prima, un pizzico di sfrontatezza non gusta mai. Saper essere genoani vuol dire anche giocare con spirito, anima combattiva e un qualcosa di diverso rispetto al solito che solo i colori rossoblu sanno darti.

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