Veni, vidi, vici: il trionfo di Cesare Prandelli

Gran merito del tecnico rossoblù che ha avuto il gran merito di dialogare e farsi capire dai giocatori. Rammarico per il gol non dato a Piatek e per l'arbitraggio con tanti errori: il Grifone vince nettamente sull'Atalanta dell'ex Gasperini. Ecco il selfie che ho scattato con i colleghi Franco Ricciardi e Gabriele Lepri a fine partita con il gesto del "tre" per un Buon Natale a tutti i tifosi rossoblù

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Marco Liguori Franco Ricciardi Gabriele Lepri dopo Genoa-Atalanta 3-1 (Foto Pianetagenoa1893.net)
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“Veni, vidi, vici”: venni, vidi, vinsi. Questo annuncio “telegrafico” di Giulio Cesare riguardante la vittoria su Farnace, Re del Ponto, si addice anche al meritato primo trionfo di Cesare Prandelli sulla panchina del Genoa. Un 3-1 netto, costruito attraverso una ricetta semplice: dialogo intenso con i giocatori e far comprendere loro l’atteggiamento giusto da tenere in campo. E soprattutto, come ha detto il tecnico a fine gara, niente vittimismi: ma resistere e insistere con un ritmo regolare, picchiando verso la porta avversaria, senza pensare agli ennesimi pasticci arbitrali e del Var, ma costituendo un blocco unico con i tifosi fino alla meritata vittoria. Il tutto con uno stile asciutto, senza polemiche, arrabbiature e con tanta serenità: è questa la ricetta vincente di Prandelli che è stata subito apprezzata da tutto il mondo Genoa. Lo testimonia la foto finale dell’abbraccio con i calciatori: cosa si sono detti? L’allenatore ha giustamente fatto valere in conferenza stampa la privacy del colloquio con i suoi uomini. Per me è qualcosa di più: è un vero e proprio segreto “industriale” il marchio di fabbrica del nuovo corso del Grifone.

(Foto Genoa cfc Tanopress)

Non si può, a costo di diventare noioso, parlare dei pasticciacci brutti arbitrali combinati durante Genoa-Atalanta. Ho contato durante la ripresa almeno tre falli da dietro di Mancini e Palomino (poi espulso) su Piatek non rilevati dal direttore di gara. E veniamo ai falli di mano, veri “croce e delizia” di Doveri e del Var Orsato. Dal filmato della Lega si nota che al minuto 0:27 del primo tempo su cross da sinistra Zapata aggiusta con la mano la traiettoria del pallone che termina a Gomez: era da fischiare e ammonire. Subito dopo altro tocco di mano di Romero: ma avviene nel contrasto aereo con Mancini ed è chiaramente involontario (CLICCA QUI PER VEDERE). Poi l’episodio del fallo di mano ancora di Romero: c’era prima il tocco di braccio di Mancini che andava fischiato. Neanche con l’ausilio del Var si è scoperto l’inizio irregolare dell’azione: ma allora, a che serve la tecnologia in campo? E quando si potranno rivedere le azioni dubbie sui maxischermi, come accade nel rugby? Altra “perla” della giornata, la mancata attribuzione del gol a Piatek: vi abbiamo dimostrato ieri che invece va assegnato al centravanti e vi invito a firmare la nostra petizione predisposta al riguardo.

Senza togliere meriti a Piatek, “el hombre del partido”, e a Radu, punto i riflettori su due giocatori protagonisti. Il primo è Lazovic, che abbiamo intervistato in settimana, che aveva esortato il Genoa a tornare a vincere per allontanarsi dalla zona pericolosa. Ce l’aveva quasi promesso un gol che è finalmente arrivato, cercato e meritato. E’ sicuramente stato determinante sulla fascia sinistra, dove ha dominato. L’altro è Rolon: nelle amichevoli estive sembrava promettere bene per la mediana, un giocatore concreto, senza fronzoli e ben deciso nel suo ruolo a copertura della difesa. E invece, è rimasto sempre fermo in panchina. E’ un altro merito di Prandelli che lo ha recuperato e impiegato in modo efficace.

Infine, ho voluto regalare un sorriso per Natale a tutti i tifosi con la foto di apertura. A fine partita io e i colleghi Franco Ricciardi e Gabriele Lepri abbiamo voluto scattarci un selfie con le dita indicanti il “tre” dei gol segnati dal Genoa. Un breve momento di serenità per tutti: mercoledì è già campionato, il Grifone vola a Cagliari, sperando di cogliere altri importanti punti salvezza. Passo e chiudo!

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