ESCLUSIVA PG, Darko Lazovic: “Genoa, ora torna a vincere”

L’ex Stella Rossa: “Prandelli valorizza il gioco degli esterni, mi piace il suo modo di interpretare il calcio. La sfortuna nei singoli episodi? Sì, ma ci abbiamo messo anche del nostro”

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Darko Lazovic (Foto Pianetagenoa1893.net)
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Dalla delusione con la Roma all’obiettivo delle 100 maglie in rossoblù. Pianetagenoa1893.net ha intervistato Darko Lazovic per raccontare la sua vita genoana e la voglia di riscatto in campionato. L’esterno ha approfittato per augurare Buon Natale a tutti i tifosi del Grifone.

Partiamo dagli eventi più recenti. C’è ancora rammarico per quel gol annullato a Roma?

Purtroppo è andata così. Non mi aspettavo che l’arbitro lo annullasse, quando ho visto che hanno chiamato il Var ho chiesto a Bessa se avesse toccato lui il pallone: mi ha risposto che non lo aveva neppure sfiorato. Ci sono rimasto male perché sarebbe stato un gol importante per noi: inoltre non segnavo in campionato da un anno e mezzo, proprio all’Olimpico contro la Roma, ed è stata una delusione enorme. Peccato per quei due centimetri, ma il calcio è anche questo.

Lazovic Genoa
Darko Lazovic (foto di Genoa CFC Tanopress)

Come ha sottolineato, sarebbero stati dei punti importanti in un campo difficile che sarebbero serviti in chiave rilancio.

Meritavamo di più, e dovevamo anche fare di più. Continuare a perdere partite come questa non aiuta e non possiamo solo dare colpa alla sfortuna. Ci sono degli aspetti da migliorare, probabilmente a livello di concentrazione. Siamo andati a Roma ad affrontare una squadra difficile, nonostante stia affrontando una situazione complicata. Abbiamo disputato una gara di buon livello e avremmo potuto tornare a Genova con dei punti in tasca.

Il Genoa nonostante non trovi la vittoria da più di due mesi non ha mai subito in maniera marcata dagli avversari, se non a Milano contro l’Inter. Sulla bilancia bisogna però considerare che non ci sono stati episodi girati a favore.

Senza dubbio è vero. Nei singoli episodi siamo sempre stati penalizzati però quando certe situazioni si verificano con continuità non si può dare la colpa al caso o alla sorte. In certe situazioni siamo stati disattenti, basti pensare al finale di primo tempo di Torino e Roma. In alcuni frangenti delicati di gara bisogna saper leggere meglio le dinamiche di gioco per prevenire eventuali problemi. Giocare bene è importante, ma i risultati adesso devono arrivare.

Lazovic
Lazovic (Foto Genoa cfc Tanopress)

In cosa può migliorare il Genoa? Dati statistici confermano che spesso quando la squadra va sotto di un gol è più facile che subisca il secondo, piuttosto che rimonti.

La concentrazione. Per quanto riguarda la fase difensiva, mi riferisco naturalmente non ai singoli giocatori ma alla dinamica di gioco: si attacca e si difende tutti insieme. L’anno scorso con mister Ballardini subivamo poche reti: poi in questa stagione, sempre con lui, abbiamo concesso di più agli avversari in zona gol. Questo denota che è un problema di concentrazione.

La squadra c’è ed è composta da giocatori esperti e di giovani dal potenziale di crescita alto, guidati da un allenatore con una grande carriera all’attivo.

Nella sua zona di competenza completi la catena laterale con Mimmo Criscito: vi completate bene a livello di coordinazione dei movimenti nella doppia fase o potete ancora migliorare?

Mimmo è un giocatore di spessore, con lui mi trovo bene. Ovviamente nel calcio si può sempre migliorare. Mi trovo bene anche con Zukanovic. Ora con mister Prandelli stiamo lavorando per modificare alcune situazioni tattiche per rispondere in maniera concreta sul campo.

Mimmo Criscito

Dal 2015 il Genoa ha sempre avuto allenatori che hanno impostato una difesa a tre e una linea di centrocampo a cinque dove lei ricopriva il ruolo di laterale di sinistra o destra. Secondo le sue caratteristiche dove si troverebbe meglio in un modulo che prevede un attacco a tre o un centrocampo a quattro?

Sono stato e sono a disposizione dei mister. Da quando sono arrivato in Italia ho imparato ruoli più difensivi, migliorando così il mio gioco.

Nella Stella Rossa giocavo laterale nel tridente d’attacco e questo mi consentiva di giocare più avanti rispetto a quanto sto facendo negli ultimi anni. Non so come giocheremo con Prandelli nei prossimi mesi: di certo lui dà molta importanza agli esterni. Ora stiamo giocando con una difesa a tre e come quinto di centrocampo mi trovo a mio agio. In Italia non conta tanto la posizione di partenza, ma ricoprire al meglio la doppia fase. Nel Genoa ho fatto anche il terzino nella difesa a quattro, in passato non l’avevo mai fatto. Il mio ruolo comunque è più offensivo.

Lei ha nel cambio di passo il suo punto di forza: giocare una ventina di metri più avanti può essere d’aiuto per trovare la via del gol, sfruttando così l’accelerazione piuttosto che la progressione?

In questo momento al mister piacciono gli esterni un po’ più alti e questo mi piace perché può favorire il mio gioco. Ma la cosa più importante è tornare a ritrovare la vittoria. Subito dopo la gara con la Spal, Prandelli ci ha spiegato cosa vuole dalla squadra e stiamo lavorando in quella direzione.

Roma a parte, le manca il gol?

Quando ho visto la palla entrare in porta a Roma ho pensato: “finalmente”. Poi è successo quello che è successo. Il gol mi manca da un anno e mezzo e spero di ritrovarlo. In Serbia trovavo la via della rete con più continuità, ma non devo preoccuparmi di quello; segnare non è un’ossessione, sono felice anche quando riesco a aiutare i miei compagni a far gol.

Sabato arriva l’Atalanta: come si frena Gasperini?

L’Atalanta è una squadra capace di mettere in difficoltà chiunque, sia in Italia che in Europa. Le squadre di Gasperini corrono molto e sono complicate da affrontare anche a livello fisico. Noi dobbiamo pensare a noi stessi, gestire al meglio la palla e avere la stessa intensità per tutto l’arco della gara. Non dobbiamo aver paura di attaccare. L’Atalanta negli ultimi anni ha sempre vinto al Ferraris: dobbiamo far sì che dovrà prevalere la nostra voglia di vincere. Ora non guardiamo il calendario e pensiamo solo alla gara successiva. Cagliari e Fiorentina sono avversari complicati. Cosa ha portato Prandelli nel Genoa? Si vede che è un grande allenatore: mi piace il suo modo di interpretare il calcio, basato sul controllo della partita.

Gian Piero Gasperini (Photo by Pier Marco Tacca/Getty Images)

Si sta avvicinando alla 100 presenze in rossoblù: inizia a sentire suo il Genoa?

E’ un traguardo importante e sono orgoglioso di indossare questa maglia. Le 100 partite sarebbe bello festeggiarle e magari superarle: sono molto legato a Genova dov’è nata anche mia figlia, questi colori li porterò sempre con me anche quando lascerà la città.

Si è ispirato a qualche modello per la sua carriera?

A nessuno in particolare, ma mi piaceva il Kakà del suo primo periodo al Milan.

E Savicevic?

Quando giocava ero ancora molto piccolo, ma quello che ha fatto nella Stella Rossa, arrivando anche a vincere la Champions, è qualcosa di incredibile.

Riccardo Cabona

Marco Liguori

Dejan Savicevic con la maglia del Milan – Foto World Soccer Wikipedia
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