La vittoria della sofferenza lancia il Genoa in alto

La squadra di Ballardini ha lasciato l'iniziativa al Bologna e ha saputo colpire con un'azione veloce finalizzata da Piatek. Domenica la controprova a Roma contro la Lazio

1098
Marco Liguori
Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.

La vittoria di ieri del Genoa sul Bologna è stata conquistata sulle note di “Freed from desire” di Gala (che propongo a fine testo). Un successo della disco music italiana degli anni ’90 messo nel prepartita al Ferraris, ma immediatamente recepito dalla Nord che ha fatto suo il ritornello “nananana” trasformandolo in “lalalalala”. Ma soprattutto, miei cari amici genoani da Boccadasse al Mato Grosso, il successo rossoblù è stato contraddistinto dalla sofferenza: merito anche del Bologna che col centrocampo a cinque è quasi riuscito a imbrigliare nel primo tempo le manovre degli uomini di Ballardini. Il tecnico non si è perso d’animo e nella ripresa ha operato i cambi giusti: è cambiata la musica grazie a un efficace Kouamé e a un Lazovic tirato a lucido. Non solo: il condottiero rossoblù ha lasciato l’iniziativa ancora nelle mani avversarie, come spiega la statistica sul possesso palla (48% Genoa, 52% Bologna), sfruttando la velocità dell’attaccante ivoriano e le sfuriate sulla fascia dell’esterno serbo che ieri si è trasformato in un concreto “tuttofare” tra mediana e zona laterale del campo. Ed è proprio la corsia destra che è stata sfruttata dai Grifoni: questi ultimi hanno tentato 32 volte ad attaccare in quel settore, contro le 10 centrali e le 15 da sinistra. L’azione del gol è però partita da quest’ultimo settore: Criscito vola e serve Piatek che dal limite lascia partire un missile terra-aria che ha battuto Skorupski.

La nota dolente è ancora il centrocampo del 3-4-1-2: credo che Mazzitelli-Hiljemark siano veloci ma un po’ troppo leggeri per affrontare il “cozzo” contro le mediane avversarie. Non credo quindi che sia un problema solo di mancanza del regista (Sandro che lo si attende come Godot), ma soprattutto di consistenza: non c’è il “muro” dello scorso anno che proteggeva la difesa e a reggere l’urto contro il centrocampo altrui. Per contro, mi sembra che il gioco di Ballardini quest’anno sia molto più rapido e con buon costrutto sulle zone laterali: in più, rispetto alla scorsa stagione, c’è un gran Piatek (sorretto da un Pandev che ha bevuto l’elisir di giovinezza), un “bum bum” da doppia cifra che vede la porta da tutte le posizioni, e come se la vede! A proposito: la difesa. Oltre a un sontuoso Spolli e a un Biraschi tornato in forma, si è visto svettare anche Gunter: quando l’abbiamo intervistato giovedì scorso con Riccardo Cabona l’avevamo visto molto carico e pronto a scendere in campo da titolare. La sensazione è stata confermata dai fatti: è andato anche vicino al gol nella ripresa.

La vittoria di ieri ha lanciato il Genoa (ricordo la gara da recuperare col Milan) verso i quartieri alti della classifica con sei punti in tasca e due vittorie contro due dirette concorrenti, Empoli e Bologna, per la salvezza. Una buona base su cui costruire un campionato migliore di quello precedente. La controprova si vedrà già domenica prossima nella trasferta a Roma contro la Lazio che, dopo un inizio mediocre, sta riprendendo quota. Passo e chiudo!

Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.

 

Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.