Ballardini rimescola poche carte e conquista sei punti d’oro – E’ possibile avere arbitri esperti? Grazie

Con pochi intelligenti ritocchi a centrocampo tra Chievo e Frosinone, il tecnico è riuscito a portare il Grifone a quota 12. E' troppo chiedere un arbitro che non abbia balbettii e incertezze a raffica?

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Marco Liguori
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“Con quella faccia un po’ così, con l’espressione un po’ così, che avete voi quando perdete col Genoa…”. La scherzosa parafrasi di “Genova” di Paolo Conte, inviata da un mio amico, calza perfettamente a pennello dopo le due vittorie del Grifone con Chievo (in casa) e Frosinone (fuori). E voi, miei cari amici genoani da Boccadasse al Mato Grosso, immagino che apprezzerete. Sono sei punti d’oro che servono per conquistare la serenità in classifica il prima possibile. D’accordo, il sesto posto (con la gara da recuperare contro il Milan a San Siro) è davvero interessante: ma niente sogni d’Europa, per favore. A quelli si può pensare eventualmente a partire dalle prime giornate del girone di ritorno, se lo consentirà la posizione di classifica.

Dunque, Grifone a quota 12: finalmente sono arrivati i punti in trasferta, dopo le due batoste contro Sassuolo e Lazio. In queste ore si stanno sperticando gli elogi su “bum bum” Piatek, Kouamé vera forza della natura, il trio difensivo Biraschi-Spolli-Criscito tornato sugli scudi, la prestanza di Romulo e Hilemark, la classe di Pandev, la buona tenuta di Radu tra i pali. Non dobbiamo dimenticare il “demiurgo” Davide Ballardini, colui che ha indovinato le formazioni, riuscendo a valutare le forze dei propri uomini, senza stravolgere la squadra con decisi turnover. Sono state probabilmente i ritocchi a centrocampo svolti dal tecnico a dare sicurezza in fase difensiva e maggiori occasioni alle punte. Mercoledì ha schierato (da destra a sinistra) Pereira, Romulo, Hiljemark e Lazovic per affrontare i veronesi che erano tutti dietro la linea della palla. Nella partita di oggi, la linea è mutata per affrontare una squadra come il Frosinone sicuramente in difficoltà, ma con più dinamicità in mezzo al campo: Sandro (applausi per aver evitato il gol del pareggio con un aggancio a volo del pallone sotto porta) in cabina di regia con Hiljemark in mediana, Romulo spostato a destra, il solo Lazovic rimasto a sinistra. Due modi diversi di interpretare le partite, ma vicenti. Ballardini non ha voluto risparmiare Kouamé: scelta indovinata, visto che ha un’intesa perfetta col “pistolero” polacco e ha purtroppo solo sfiorato il gol (i due pali stanno ancora tremando). A proposito: come non ricordare la sua ennesima schietta dichiarazione d’amore verso i colori rossoblù: “Quando si indossa la maglia del Genoa si sente l’affetto, la passione, l’amore e la sofferenza che si vive per essa. Si fatica a tradurlo in parole, ma ti prende al cuore, alla testa, perché è così”. Un vero innamorato del Genoa che ha sintetizzato con pochi concetti semplici, ma efficaci, ciò che deve sentire un giocatore quando scende in campo: sono gli elementi da non dimenticare mai, per poter giocare al massimo.

Come voi sapete, cerco di non tediarvi con errori o sviste arbitrali et similia. Ma stavolta ne devo parlare. Per le due gare del Genoa sono stati inviati due arbitri senza esperienza: il Grifone è diventato una sorta di “laboratorio” delle giacchette nere (come si diceva un tempo) del futuro. I risultati sono stati davvero sconfortanti: sia Pasqua che Sacchi hanno svolto una gestione dei cartellini davvero indecifrabile. Con in più due episodi davvero sconcertanti. Mercoledì Pasqua ha ammonito Piatek per simulazione: il polacco era stato atterrato da dietro da Rossettini, ma il direttore di gara non ha sentito ragioni, non ha consultato il Var, e ha estratto il cartellino giallo. Oggi Sacchi ha concesso un rigore per un tocco inesistente di Spolli su Perica. E qui c’è un altro errore dell’arbitro: considerato che ha fischiato il fallo e concesso il penalty, avrebbe dovuto anche ammonire il difensore rossoblù, ma non lo ha fatto. E’ troppo chiedere un direttore di gara che non abbia balbettii e incertezze a raffica?

Domenica, nel pansotti time (ore 12.30), il Grifone affronterà il Parma: in caso di vittoria si consoliderà il buon risultato di classifica finora conseguito. Ma attenzione a Gervinho: ci vorrebbe una marcatura “a francobollo” sull’attaccante. Passo e chiudo!

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