“Apriti Sesamo!” Il Genoa conquista il tesoro del Ferraris

I tre punti per il Grifone sono arrivati dopo una gara caratterizzata da tanta volontà e determinazione

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Marco Liguori (Pianetagenoa1893.net)
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“Apriti Sesamo!”. Ballardini, come un novello Alì Babà, ha aperto la porta che conduce al tesoro dei tre punti, da troppo tempo nascosti nei meandri del Ferraris. E con questa parola magica, miei cari amici genoani da Boccadasse al Mato Grosso, il Genoa ha conquistato la vittoria contro il Benevento. Un successo che ha spezzato l’incantesimo dello stadio proprio contro gli “stregoni” campani. E sembrava che ci fosse un maleficio nella porta avversaria, dopo il palo centrato da Pandev, la traversa di Rigoni, e il pallone che ha danzato alcune volte sulla linea di porta senza varcarla. Abracadra! E’ arrivato il fallo netto da rigore di Belec su Lapadula: l’esecuzione del penalty dell’attaccante è stata perfetta e si è scatenata la gioia rossoblù. Il Grifone vola a quota 17 e si tira fuori, almeno per ora, dalle ultime tre posizioni che portano alla serie B.

Magie e riti scaramantici a parte, è stata la vittoria della volontà e della determinazione, qualità che però si sono evidenziate solo al termine del primo tempo. E’ stato più un attacco alla garibaldina che una vera e propria manovra di gioco, trascinato in parte da Taarabt e da Pandev che ha mancato, ahimé, una grande occasione. Meglio la ripresa, col 4-3-2-1 con Lapadula punta centrale: ma in questo modo il Genoa si è esposto al contropiede avversario che poteva colpire in almeno due occasioni. Forse per questo motivo, Ballardini ha atteso per tutto il primo tempo prima di cambiare modulo: per come è impostato il Grifone, diventa una sorta di coperta che si accorcia o in attacco o in difesa. In più se si colloca Veloso a svolgere il ruolo di mediano aggiunto, manca l’orchestrazione della manovra. La difesa, punto cardine e vincente della strategia ballardiniana, è diventata una cassaforte, rispetto al colabrodo della gestione Juric: 22 reti incassate quanto la Lazio quinta in classifica, che fa diventare il Genoa la sesta miglior difesa del torneo. Al contrario, l’attacco segna col contagocce: è il 17° con appena 15 reti, migliore soltanto rispetto a quello del Crotone (13), Sassuolo (12) e Benevento (9). Sono elementi che dovrebbero essere presenti sui taccuini per il mercato di gennaio che è ormai alle porte.

Piccola digressione: a che è servito questo “boxing day” all’italiana? Ieri c’erano solo 1888 paganti al Ferraris: una cifra davvero trascurabile. In settimana si giocherà la Coppa Italia e sabato prossimo si replicherà con l’ultima giornata di campionato: il 6 gennaio la prima di ritorno. A molti è sfuggito che, al contrario della tanto decantata Premier League, la domenica successiva la serie A si ferma e si torna a giocare il 21 gennaio. Dunque, è stato soltanto spostata la pausa del torneo: ma ne risentiranno le città, già ingolfate dal caos degli ultimi giorni dovuto alle festività di fine anno. Non solo: in Italia abbiamo tradizioni completamente differenti rispetto all’Inghilterra. A chi giova tutto ciò? Alle tv? Agli inserzionisti pubblicitari? Qualcuno può rispondere? Grazie.

Ora il Genoa è atteso dalla trasferta all’Olimpico contro il Torino. Non sarà una gara facile, visto che la squadra granata ha un andamento indecifrabile: crolla in casa col Napoli, elimina la Roma in Coppa Italia, sfiora la vittoria ieri contro la Spal fuori casa. Se si raccogliessero punti anche sotto la Mole sarebbe la conferma della decisa inversione di tendenza imposta (per fortuna) dall’arrivo di Ballardini. Buon Natale rossoblù a tutti: passo e chiudo!

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