ESCLUSIVA PG, Luca Traverso (Club UK): «Bellissimo sapere che, tornando in Italia con l’aereo, i doriani leggano la scritta Genoa al gate di partenza»

Il presidente del nuovo club rossoblù di Londra racconta come si vive il “menaggio” con i tifosi blucerchiati a due giorni dal derby

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Come si vive la stracittadina genovese all’estero? Luca Traverso, presidente del Genoa Club UK di Londra, ha risposto a questa e ad altre domande, incluse quelle sull’inevitabile “menaggio” tra tifosi a Pianetagenoa1893.net. Ma c’è anche un aspetto poco piacevole per i rossoblù che vivono nella capitale del Regno Unito: le possibili conseguenze della Brexit.

Un Genoa club a Londra, come è nata l’idea?

Nel Regno Unito vivono migliaia di genovesi e liguri emigrati (trend che purtroppo è aumentato ancora di più negli ultimi anni), molti di questi di fede rossoblù. E’ bastato solo riunire i gruppi di Genoani che si sono incontrati per decenni nei diversi posti della capitale. Quando sono arrivato a Londra ho trovato assurdo che non vi fosse un club rossoblù come punto di riferimento per i tifosi residenti a Londra e nel Regno Unito. Ora finalmente esiste e devo dire, con un pizzico di orgoglio, che sta andando alla grande nonostante i risultati sportivi non esaltanti.

Avete rapporti con altre associazioni liguri presenti nel Regno Unito?

In futuro ci piacerebbe riuscire ad allacciare rapporti con altre organizzazioni liguri presenti sul territorio per portare avanti iniziative comuni con lo scopo di conservare le nostre tradizioni anche all’estero. Abbiamo anche un’idea molto particolare, tutta zeneixe.

Molto interessante: ce la può raccontare?

Un obiettivo per la prossima stagione sarà quello di organizzare lezioni di lingua genovese per tesserati e non.

I padri fondatori del Genoa erano inglesi, questo legame ancestrale è percepito in Inghilterra? Che considerazione c’è del Genoa?

Personalmente non penso questo legame sia ancora percepito molto nel Regno Unito, soprattutto oggi nell’epoca del calcio-business. Ho la sensazione che il campionato italiano in generale non abbia più un grande appeal all’estero. C’è però da dire che la passione è trasmessa da noi tifosi. Molti infatti cominciano a simpatizzare e ad informarsi sulle radici del club e sul legame col mondo anglosassone. La società dovrebbe far marketing in tal senso perché, visti gli scarsi risultati sportivi e il fatto di non giocare le Coppe europee, le notizie sul Genoa non sono all’ordine del giorno. Una tournée estiva in Inghilterra sarebbe un’ottima idea….

Come club vorremmo anche prendere contatto con alcune celebrità inglesi che tifano Genoa come Jack Savoretti e Sergio Pizzorno: un altro degli obiettivi della prossima stagione.

Da quanti anni siete attivi con il club? Annoverate tra le vostra fila solo tifosi italiani o la passione per il Genoa ha contagiato anche altri?

I gruppi di genoani a Londra sono attivi da anni ma senza aver fino ad oggi fondato ufficialmente un club. Fino a qualche tempo fa i tifosi si incontravano in diversi pub della capitale, al bar Italia 1 a Charlotte Street e presso il ristorante La Genova (oggi non più aperto – il proprietario penso sia andato in pensione). Quest’ultimo era pieno di quadri del Genoa con Corradi e Pruzzo in primo piano. In passato hanno anche organizzato trasferte a Telford, Stoke e un pellegrinaggio a Stoke Newington per trovare la casa di Spensley. Abbiamo tifosi provenienti da diverse zone d’Italia (uno dei membri del Direttivo è veronese e tifoso sfegatato del Vecchio Balordo) ma anche supporter inglesi che frequentano abitualmente il club. Il nostro luogo di ritrovo è stato di fatto “trovato” da una ragazza inglese simpatizzante dei nostri colori.

Solitamente come seguite il Genoa? Organizzate “trasferte” al “Ferraris”?

Di solito ci incontriamo presso il locale The Italian Job a Notting Hill. Il pub sta diventando a tutti gli effetti una piccola tana dei Grifoni d’Oltremanica. In futuro ci piacerebbe organizzare “trasferte” a Genova per far conoscere a tutti l’atmosfera che si respira al Ferraris.

Si avvicina il derby, nonostante la distanza come viene vissuto?

Il derby non è mai una partita come le altre. Ci siamo organizzati per viverla e tifare tutti assieme. Per l’occasione arriveranno genoani da Southampton, Cambridge e da tutta Londra.

Un pensiero sulla rottura del gemellaggio con il Napoli

Personalmente sono rammaricato. Penso che un capitolo importante della nostra storia si sia chiuso. Non voglio entrare però nel merito delle decisioni della tifoseria organizzata. Ho sempre avuto ammirazione e rispetto per loro pur non condividendo appieno le loro posizioni in certe situazioni. E’ il momento di guardare avanti: l’importante è che la Gradinata continui a splendere come ha sempre fatto.

Il “menaggio” tipicamente genovese è stato esportato anche a Londra? C’è qualche club della Samp?

Ho un paio di colleghi doriani che frequentano il club della Samp. Con loro c’è un timido “menaggio”. Per fortuna vivendo all’estero da qualche anno ormai ne incontro e frequento sempre meno. Penso che loro ci detestino molto di più di quello che facciamo noi. A me basta sapere che ogni volta che devono tornare a casa con l’aereo leggano la scritta GENOA al gate di partenza, giusto per ricordarsi che saranno sempre ospiti a casa loro.

Come potrebbe cambiare la vostra vita con l’applicazione della Brexit?

È difficile rispondere a questa domanda. Al momento si respira un clima di incertezza e confusione ma tutti ci auguriamo che nulla cambi veramente per noi europei. I membri inglesi del club sono preoccupati, perché temono che potremmo essere costretti ad andarcene; tutto dipenderà dalle ripercussioni sulle aziende per cui lavoriamo e se mai diventerà più conveniente per loro trasferirsi in Europa.

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