Cosa va/cosa non va: Juric, Pellegri e la Serie A le basi per ripartire. Stagione negativa, ma non tutto è da buttare

Non molto è andato per il verso giusto, ma non tutto è da buttare. Il Genoa a gennaio è stato costretto a fare i conti con una serie di errori strategici che hanno indebolito la squadra

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Pietro Pellegri e le indicazioni di Juric (da Genoacfc.it)
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Si è chiusa una stagione travagliata per il Grifone. Un campionato che avrebbe potuto riservare qualcosa di diverso, viste le premesse iniziali, ma che dopo un buon girone di andata si è concluso con una salvezza ottenuta la penultima giornata conto il Torino.

Cosa è andato? Non molto, ma non tutto è da buttare. Il Genoa a gennaio è stato costretto a fare i conti con una serie di errori strategici che hanno indebolito la squadra, questi uniti agli infortuni di Perin e Veloso hanno portato i rossoblu verso il fondo della classifica. Il tutto è stato enfatizzato dalla cavalcata del Crotone, sulla carta impossibile, culminata ai danni dell’Empoli.

Il cambio in corsa Juric-Mandorlini dopo la sconfitta di Pescara ha peggiorato la situazione, nonostante sotto la sua gestione siano arrivati 4 punti fondamentali in chiave salvezza. Tre di questi proprio contro l’Empoli grazie al colpo vincente di Ntcham nei minuti finali. La società è stata brava nel richiamare l’allenatore croato, abile nel ridare un’identità alla squadra e a unire il pubblico ponendosi come catalizzatore delle varie negatività che stavano peggiorando una situazione già particolarmente complicata. Il ritorno di Juric è stato fondamentale: conferma meritata.

Nonostante le difficoltà alcuni giocatori sono sbocciati: Simeone ha siglato 12 reti al primo anno in Serie A nonostante la giovane età. Il suo valore è aumentato in maniera esponenziale e può rappresentare un tesoretto importante. I tifosi non vogliono sentire queste cose, ma nel calcio moderno sono una realtà con cui devono fare i conti. Tra le sorprese positive c’è sicuramente Pietro Pellegri, il primo 2001 a segnare nella massima serie. Il potenziale talento genoano ha infiammato l’entusiasmo dei genoani. Bisognerà essere abili a non caricarlo di responsabilità e aspettative, lasciandolo così crescere con la serenità che necessita per completare il suo processo di maturazione. Nonostante l’età ha mostrato doti fuori dal comune sotto l’aspetto fisico e tecnico, oltre a far capire di saper sentire la porta (dote principale per un attaccante). Segnare al debutto da titolare all’Olimpico contro una Roma in corsa Champions è un biglietto da visita che non tutti possono vantare di avere nel taschino. Tra voci di mercato, possibili trattavate per il passaggio della società a nuovi investitori, delusioni e speranze adesso bisogna ripartire. Si ripartirà dalla categoria che al Genoa spetta per diritto: la Serie A. La consapevolezza di essere una delle squadre più importanti del campionato come blasone, pubblico e storia deve e dovrà essere la base di partenza per aprire un nuovo ciclo.

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