Cosa va/cosa non va: Il Genoa ha il volto di Juric. Tornano fiducia e grinta

Questa volta non c'è un "cosa va e cosa non va", c'è solo il Genoa, il Genoa con un volto ben riconoscibile: quello del suo allenatore

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Ivan Juric (Getty Images)

Tre punti pesanti contro un avversario sulla carta troppo ostico da affrontare in un momento così delicato. Il Genoa di Juric è sceso in campo concentrato e con la giusta intensità ed è riuscito a neutralizzare l’Inter, ricordiamo ancora in corsa per un posto in Europa. Dopo mesi di apatia si è rivista una squadra tosta, arcigna, agonisticamente presente è capace di verticalizzare: tutte caratteristiche che sembravano un lontano ricordo.
La cura Juric sembra aver funzionato, soprattutto grazie al cambio di marcia che ha saputo date ai giocatori più rappresentativi e importanti per il suo gioco. Uno su tutti Rigoni, tornato a essere l’anello di congiunzione tra mediana e reparto offensivo. Il centrocampista ha dato prova di forza e carattere, metaforicamente parlando ciò che è mancato al grifone durante il periodo letargico in cui era sprofondato.
La difesa si è dimostrata solida, mentre è da sottolineare la prova positiva di Beghetto: affidabile e preciso. Lamanna super, Pandev ha nuovamente dato prova di essere il giocatore che tutti noi ricordiamo dai tempi di Lazio e Inter (esattamente le due squadre a cui ha segnato portando a casa punti pesanti come macigni).
Questa volta non c’è un cosa va e cosa non va, c’è solo il Genoa, il Genoa con un volto ben riconoscibile: quello di Ivan Juric che ha dimostrato di possedere l’unico fattore che serve per allenare e fare parte di questa piazza: la genoanità. La corsa liberatoria sotto la Nord (sua e del suo staff) è la vittoria più importante. Il Genoa è tornato? Ora bisogna volare bassi e pensare a Palermo.
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