Col Sassuolo il Genoa si è confermato “Vecchio Balordo”

E' proprio fondato questo soprannome affibbiato anni fa al Grifone dal grande e indimenticato giornalista Gianni Brera

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Gol di Piatek (Foto Genoa cfc Tanopress)
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Quello che non ti aspetti. Il bel Grifone ammirato in Coppa Italia con il Lecce ed alla prima in casa con l’Empoli evapora in 12 minuti a Reggio Emilia con il Sassuolo (l’unica squadra che gioca fuori provincia… mah!).

Il Genoa, nonostante il vantaggio inziale del solito Piatek e dopo aver sfiorato per almeno tre volte il raddoppio, riesce nell’impresa di prendere 4 gol (!) tra il 30’ ed il 42’. Un autentico blackout collettivo, inaspettato, incredibile, tanto da chiudere il primo tempo sul 4-1.

Chi era al Mapei Stadium, ed anche chi era davanti alla Tv si guardava smarrito attorno: si sogna?

No, era verità!

E qui ci torna a mente il perche il mitico Gianni Brera, grande giornalista e tifoso rossoblu, coniò -se non andiamo errati fu lui – il nomignolo mai piu giustificato per i nostri colori: per lui il Genoa era “Il Vecchio Balordo”.

Una squadra capace di imprese impossibili e poi crollare incredibilmente con la prima squadretta che trova sul suo cammino.

I tifosi e sportivi ultra-sessantenni ricorderanno la grande cavalcata nel campionatissimo di Serie C 1970 (con cinque squadre liguri, Genoa, Entella, Savona, Imperia e Spezia), quando lo squadrone rossoblu (Turone, Speggiorin, Maselli, il portiere Toni Lonardi…) franò clamorosamente in casa contro tal Polisportiva Aquila di Montevarchi, paesino al centro della Toscana.

Ebbene, questo è il Genoa, questo è “Il Vecchio Balordo”!

La sconfitta di domenica preferiamo quindi, come suggerisce il titolo della nostra Rubrica (“A mente fredda”), giudicarla tre giorni dopo dalla partita.

Colpe? Beh, quando si perde si cercano sempre le colpe, nel calcio è cosi.

Non vorrei però parlare di “colpe” dopo appena 180 minuti di campionato, e dopo un precampionato ed una coppa Italia giocati nel migliore dei modi.

Sicuramente Ballardini, di cui abbiamo la massima stima, qualcosa dovrà rivedere; anche perchè in più di una occasione la difesa – considerata il reparto forte della squadra – ha ballato.

Certo Marchetti non ha giocato una partita memorabile, e su un paio di gol probabilmente poteva fare di più; del resto il numero uno genoano era fermo da più di un anno, ed a 35 anni è sicuramente un handicap non da poco; l’ex laziale appare ancora appesantito, e poco elastico negli interventi. Le prossime cinque-sei partite diranno la sua forza, e siamo fiduciosi che torni ai suoi livelli.

Intanto in attacco Piatek continua a segnare a raffica: due gare di campionato 3 gol e se contiamo anche la gara di coppa con il Lecce, tre gare 7 gol! Mai bomber nel Genoa fu cosi prolifico ad inizio campionato!

Con il Sassuolo sono apparsi sottotono anche i “marziani” della prima gara con l’Empoli: ci riferiamo a Romulo, Criscito e Spolli; solo Pandev ha giocato a grandissimi livelli.

Ma ci sta una gara storta; i genoani -si sa- passano con disarmante facilità dal parlare di Coppe Europee (dopo l’Empoli) a retrocessione quasi certa (dopo Sassuolo); la verità con ogni probabilità sta a metà strada.

Il Grifone di quest’anno può tranquillamente piazzarsi dall’8° al 12° posto, siamo pronti a scommettere.

Intanto godiamoci questo nuovo bomber polacco, che se la fortuna lo assiste darà un sacco di soddisfazioni. Ed attenzione, non sottovalutiamo Favilli…

E stiamo vicini a Marchetti, perche avrà nella prossima gara casalinga assoluto bisogno di sentire l’affetto della Nord.

Ora ritempriamoci con la sosta del campionato, e poi sotto con il Bologna degli ex Palacio e Destro.

Con tre punti con i felsinei si tornerà a sorridere, ricordando sempre che il campionato, esclusa la Juve, è equilibratissimo; ed il recupero a Milano con i rossoneri non è certo perso in partenza!

Ed allora Vecchio Balordo regalaci nuove soddisfazioni!

Franco Ricciardi

 

 

Franco Ricciardi

Franco Ricciardi è nato a Genova nel 1955.

Giornalista iscritto all’Albo dal 1990, ha collaborato e collabora con le più importanti testate genovesi, Il Secolo XIX, Il Lavoro, La Repubblica, il Corriere Mercantile ed è stato tra i primissimi radiotelecronisti genovesi (Radio Liguria 1, Telecittà, Telegenova, Primo Canale).

Negli anni 80 fondò, come editore, il giornale “Noi Genoani”, che veniva distribuito allo Stadio.

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