Ballardini chiamato a scegliere: avanti con il 3-4-1-2 o abiurare?

Il tecnico potrebbe sacrificare la difesa a tre: 4-3-1-2 con Criscito terzino. Oppure, senza troppe rivoluzioni, Mazzitelli e Rolon riuscirebbero a conferire concretezza nella fase di gioco senza palla

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Genoa Ballardini
Le indicazioni di Ballardini (Foto Genoa cfc Tanopress)
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Nei prossimi giorni Ballardini è chiamato a una scelta importante. Deve optare tra il proseguimento della nuova filosofia di gioco del Genoa, decisamente improntata all’attacco, ovvero abiurare e ritornare a uno stile di gioco più conservativo e concreto. Un dato è certo: il Grifone può vincere anche con il 3-4-1-2, se di moduli si deve parlare. Ma lo può fare se gli interpreti hanno piena cognizione di causa. A Sassuolo si sono viste delle sconcertanti brutture che hanno messo in difficoltà la squadra: i movimenti senza senso di Hiljemark hanno scoperto la difesa, Spolli non è stato il solito (e solido) leader del reparto.

Bisogna svoltare, in un modo o nell’altro. La parola chiave è la ricerca dell’equilibrio che, naturalmente, può portare un centrocampista in più. Senza fare troppe rivoluzioni, Mazzitelli o Rolon riuscirebbero a conferire concretezza nella fase di gioco senza palla. L’effetto collaterale sarebbe una maggiore legnosità dello sviluppo dell’azione. Ballardini vuole plasmare la “sua” creatura e identificarsi a pieno, siccome il Genoa dello scorso anno era una squadra raccolta a stagione in corso. Quindi è del tutto normale che il tecnico di Ravenna voglia proseguire sulla strada del 3-4-1-2 con il baricentro alto: però dalla prossima settimana inizia la vera stagione e i margini d’errore iniziano ad assottigliarsi.

Sarebbe un peccato sacrificare un attaccante giacché le cose lì davanti funzionano benissimo. Tuttalpiù Ballardini potrebbe sacrificare la difesa a tre: 4-3-1-2, quindi, con Criscito terzino. É una proiezione meramente giornalistica avente il benché minimo intento d’insegnare qualcosa: però già in conferenza stampa pre Sassuolo un non scriba aveva sollevato un dubbio (e qualche ilarità) sull’eventuale deficit numerico a centrocampo. Il Genoa può battere squadre del calibro del Bologna anche con il modulo di Reggio Emilia, lo ha dimostrato contro l’Empoli. Però è giusto che Ballardini pensi alla scelta importante cui sarà chiamato nei prossimi giorni.

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