Le colpe della disfatta col Parma? Sono da suddividere tra tutti nel Genoa

Le responsabilità sono di Ballardini e dei giocatori. Ma niente drammi: con 12 punti in classifica speriamo che non si parli di cambio di allenatore

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Vittorio Sirianni
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Ballardini aveva detto alla vigilia: “Contro il Parma vincere, giocando bene!”. Ma il calcio è beffardo: il Genoa ha perso giocando male.

Inutile andare a cercare i perché: sono tanti, quindi tutti validi. Lasciamo perdere il povero imbarazzatissimo giovane Radu: ha condizionato la gara con due erroracci sui primi due gol, quando il Grifo era partito alla grande, infilando col “Pistolero” la rete del vantaggio.

Ora, lasciamo perdere le accuse a Radu, ma cerchiamo di insegnare a chi attacca invitando il tecnico a cambiare portiere sostituendolo con uno più giovane e migliore, che quelle critiche sono sciocche. Infatti ora, con le figuracce del giovane Radu cosa si grida? “Rimettiamo Marchetti!”.

Ovviamente non è stato solo il “portierino” a perdere una gara che si doveva e poteva vincere tranquillamente, ma tanti sono stati gli errori tattici da parte dei giocatori, così come alcune scelte dell’allenatore.

PANDEV – Non c’era l’uomo più utile e più in forma di questo momento, cioè Pandev. Il Balla si è giustificato parlando di punture alla schiena che lo avevano infastidito; resta il fatto che Medeiros al posto del macedone ha fatto cilecca. Naturalmente le voci corrono e si pensa che Medeiros sia uno di quelli che se ne andranno e bisogna quindi valorizzarlo…voci, ovviamente.

Resta da capire il perché di questa batosta (perché di batosta si tratta); un dato è certo, che il Grifo non ha continuità di prestazioni. E poi, quella difesa, a volte ben coperta, ma a volte (come domenica) lasciata totalmente sola (tre contro tre) è da suicidio. Così, questo centrocampo continua a giocare a fasi alterne: talvolta si integra con il reparto difensivo e le cose vanno meglio, come dimostrano le vittorie consecutive in casa; altre volte capita la totale deconcentrazione, lo “sfilacciamento” tecnico-tattico ed è la fine. Come è successo contro i “parmigiani”.

Ovviamente, quando accadono queste disfatte le colpe non sono solo di uno, ma di tutti, sia della squadra, sia del tecnico. Ad esempio, lasciare Favilli solo al centro dell’attacco, togliendo Piatek che sa stare al centro dell’area, da dove segna (come ha fatto col primo gol) e spostarlo su tutto l’arco offensivo è stata forse una scelta sbagliata.

DOMANI – Comunque si deve guardare avanti: 12 punti ci sono, una partita in meno anche (si potrebbe persino riabilitarsi proprio in casa del Milan); basta non fare drammi. La squadra, ormai si è capito, ha pregi e difetti, come siamo abituati da anni: per questo appaiono inutili rabbia e tensioni.

Il calendario apre un percorso difficile (ma nel calcio non si sa mai): alla ripresa Juve fuori, Udinese in casa, Inter fuori e Napoli in casa. Le previsioni, sulla carta, non sono certo felicissime ma il calcio, come diciamo sempre è un fatto “paranormale”, dunque…

Ballardini, che non fa drammi, ha però capito la situazione: ad esempio, cerca di capire quando il gigante Sandro entrerà davvero in forma e se il “Pistolero” continuerà a segnare comunque (il suo gol a partita lo ha fatto anche domenica). Speriamo anche che non si cominci a parlare di cambio di allenatore: Preziosi, in tribuna, immobile e impietrito, in un certo senso, non ha dato l’idea di drammatizzare. Per cui, almeno ascoltandolo, non ha intenzione né di chiamare Nicola, né di vendere Piatek…

Vittorio Sirianni

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