Vincere a Bologna significa salvezza certa: ma il Genoa deve svegliarsi

La squadra deve conquistare i tre punti in trasferta: se il Benevento perdesse (o pareggiasse) a Bergamo la pratica sarebbe conclusa

4433
Marco Liguori

Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.

Ancora una volta, miei cari amici genoani da Boccadasse al Mato Grosso, il Genoa ha giocato soltanto spezzoni di gara ed ha perso. Era già accaduto contro la Lazio: i rossoblù hanno avuto un approccio timido, per poi riprendersi (almeno in parte) dopo il primo gol subito e poi riprendersi dal torpore nel finale. E’ vero che oggi pomeriggio al Ferraris c’era un Sassuolo in forma e con in testa l’obiettivo Conference League, ma il Grifone è apparso a lungo poco convinto, senza l’aggressività di una squadra che deve salvarsi. C’è l’attenuante delle tre assenze pesanti di Strootman, Criscito e Biraschi, tre giocatori importanti per gli equilibri tattici, ma non ci si può nascondere dietro questo motivo. Ballardini non ha colpe o se ne ha, sono poche: la squadra non sembra aver capito che la retrocessione resta ad oggi ancora un pericolo. Un aiuto è arrivato dalla fortuna, con il Cagliari che ha battuto il Benevento: gli Stregoni restano terzultimi a cinque punti di ritardo dal Genoa, ma i rossoblù non devono e non possono cullarsi sugli allori. Nella terzultima giornata di campionato, in programma nella serata di mercoledì prossimo, c’è la trasferta contro il Bologna ormai salvo (+9 dal Benevento): dovrebbe anche rientrare Strootman dopo i suoi problemi di gastroenterite. Ma occorre che la squadra si svegli: una vittoria eliminerebbe il (ahimé, consueto da qualche anno a questa parte) patema d’animo della permanenza in serie A. L’occasione è ghiotta, poiché il Benevento andrà a Bergamo ad affrontare la “schiacciasassi” Atalanta: in caso di sconfitta (o pareggio) degli Stregoni e contemporanea vittoria del Genoa, per quest’ultima sarebbe terminato il campionato visto che avrebbe 8 punti di vantaggio a due giornate dal termine. Così i rossoblù potranno festeggiare l’obiettivo raggiunto nel turno successivo con l’Atalanta, mangiando i pansotti e polenta taragna, per poi concludere con caffè e pistokeddos a Cagliari. Ma a Bologna bisogna conquistare tre punti, per evitare calcoli, calcoletti e tabelle salvezza.

Sul gol annullato a Zajc dico soltanto che il club più antico d’Italia deve farsi sentire nelle opportune sedi istituzionali: dopo il rigore negato per il fallo di Esseryc su Zappacosta e la mancata espulsione di Terzi per aver bloccato Pandev in chiara occasione da gol, la misura è ormai colma. Qui c’è un problema di interpretazione delle norme, condotto in modo discrezionale: Mariani era davanti a Destro nel momento in cui ha commesso il presunto fallo su Locatelli. Sì, avete capito bene, presunto: visto che Mariani ha deciso di lasciar correre ed era tutto regolare. Ma stavolta il Var ha deciso di intervenire, mentre nei due episodi di Genoa-Fiorentina e Genoa-Spezia non ha ritenuto di farlo. Dov’è la linearità di comportamento?

Testa a Bologna, dunque: sperando, dopo due consecutivi “pansotti time” andati di traverso, di gustare a cena degli ottimi tortellini al ragù. Passo e chiudo!

Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.