Rubinho: «Buffon al Genoa? Sarebbe bellissimo»

«L'anno più importate della mia carriera fu il primo in rossoblù, trovai professionisti incredibili» spiega l’ex portiere

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Rubinho
Il portiere Rubinho (dalla sua pagina Instagram)

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Intervistato da Taca La Marca su Instagram, l’ex portiere del Genoa Rubinho è tornato su Genoa-Napoli, sfida della promozione in Serie A: «Il gol di Allegretti della Triestina scatenò i tifosi in campo, infatti il match s’interruppe con qualche minuto d’anticipo: ricordo che il team manager Salucci corse negli spogliatoi e ci richiamò per completare la partita. Ricordo che De Rosa era già in mutande poiché regalò pantaloncini e maglietta a qualche tifoso. Fu un momento bellissimo, vidi alcuni amici piangere dalla felicità. La stagione andò in crescendo: a novembre eravamo settimi/ottavi in classifica, mister Gasperini ci disse di credere nella promozione, bastava infilare un filotto di vittorie che infatti capitò nel girone di ritorno».

«Borriello, Diego Milito, Bocchetti, Thiago Motta, Criscito e molti altri calciatori hanno avuto una grande carriera, o sono ripartiti, dal Genoa di Gasperini. Lo stesso discorso vale per Konko il primo anno in Serie A: dopo Siena non lo voleva più nessuno» spiega Rubinho.

«Tra i migliori tiratori di punizioni che ho avuto al Genoa ricordo Adailton, le calciava in maniera incredibile. Invece tra le mie parate più belle e importanti c’è quella effettuata sul Tanke Denis nell’ottobre 2008: battemmo il Napoli 3-2 al Ferraris, salvai la vittoria all’ultimo minuto. Il derby memorabile resta il 3-1 di Milito, la sua tripletta e le tre dita sotto la Sud: la Samp andò sotto da ogni punto di vista, non ricordo quanti tiri scagliammo in porta» ricorda il brasiliano.

Sul suo passato alla Juventus: «Buffon? Per me è il miglior portiere della storia del calcio, dal ’95 fino a oggi ha mantenuto una qualità incredibile nelle proprie prestazioni: non se rinnoverà con i bianconeri. Gigi al Genoa? Sarebbe bellissimo, farebbe felicissimo suo zio Lorenzo. Pogba? Gli farebbe bene un ritorno in bianconero, soprattutto con mister Andrea Pirlo che fu suo mentore in campo. Alla Juve ho passato anni meravigliosi ma la prima stagione al Genoa è la più importante di tutte poiché fu complicato conquistare un posto da titolare. Iniziò la mia storia grazie a dei professionisti incredibili (Trucchi, Pilati, Gianluca Spinelli, al professor Barbero e al vice Caneo) che mi aiutarono a diventare un portiere migliore: grazie a loro ho avuto la possibilità di vincere quattro scudetti con la Juventus».

Rubinho, che attualmente lavora per un’agenzia di talent scout in Brasile, aggiunge: «Da noi ci sono molti giocatori che presto possono fare il salto in Europa. Penso a Bruno Praxedes dell’Internacional di Porto Alegre, un fenomeno. Il nostro ruolo è quello di scoprire questi talenti e farli crescere».

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