Oci ciornie

Shomurodov passa alla Roma, Supryaga della Dinamo Kiev prima scelta: in casa Genoa continua a soffiere il vento dell'est

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Shomurodov Genoa Oci ciornie
Eldor Shomurodov otto gol in Serie A (foto di Genoa CFC Tanopress)

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Rischiano di apparire, o peggio, di incappare nella disgraziata fine dell’orchestra di un famoso transatlantico coloro che ammutoliscono imbarazzati dinanzi alla nuova cessione multimilionaria del Genoa, sinora la terza più remunerativa del mercato italiano, dietro solo alle vendite di Hakimi e De Paul, nonché paritetica a quella di Juan Musso all’Atalanta. Eldor Shomurodov, uno dei pochi elementi di continuità rispetto alla passata stagione, corre verso la Roma, nemmeno un anno dopo la felice intuizione d’averlo pescato dal lontano Rostov, club sul Don, per una cifra quasi tre volte inferiore rispetto all’incasso garantito dai Friedkin, vale a dire due milioni alla firma e diciotto al termine della stagione (più la decima parte della futura rivendita romanista). Oci ciornie saluta Genova. Di solito dal mar d’Azov si esporta caviale, come attestano antiche rotte commerciali genovesi: il Genoa pare aver prosciugato le riserve di tale oro nero.

Da ottobre – complice la lunga finestra di mercato della scorsa estate – a maggio, tanto è durata la parabola di campo di Shomurodov. Otto gol in campionato, uno più bello dell’altro, e un assist per la rimonta in Coppa Italia nel contesto di una partita che non può mai dirsi banale o priva di significato nemmeno senza pubblico. Oci ciornie, occhi neri come nella poesia russa, inizialmente così difficili da interpretare, impenetrabili a tal punto da apparire vuoti, come uno sberleffo calcistico: poi la rivelazione, in tarda primavera, come se le spesse nevi dell’inverno avessero nascosto per mesi un talento grezzo, appena visibile in filigrana. I cinque gol nelle ultime sei partite hanno attirato l’attenzione di molte squadre sebbene Shomurodov sia stato decisivo con una propria trasformazione soltanto a Cagliari: il gol dell’undecimo posto. A gennaio, a Reggio Emilia, mister Ballardini scherzò parlando di lui: «Sì, è forte ma non diciamolo, per fortuna non capisce l’italiano».

Il Genoa si abbevera dell’ennesima plusvalenza, Mourinho si abbevera nuovamente dal serbatoio genoano dopo aver goduto delle prodezze di Diego Milito, calciatore di altra caratura ma pur sempre rossoblù come Eldor il quale intravede da tempo nella figura del tecnico di Setubal i tratti di un idolo. Il prelievo forzoso di Shomurodov, sacrificato eccellente per dare impulso a un mercato dalla liquidità in secca, scora i tifosi del Genoa, già preoccupati da una rosa nel complesso deteriorata dai fine prestito e con una media d’età molto avanzata nei reparti, dalla porta all’attacco. I giovani del vivaio servono ma ciascuno di loro – in primis Serpe, Bianchi, Kallon ed Eyango – avrà bisogno di tempi d’inserimento differenti cui dovrà badare con scrupolo Ballardini per integrare il loro percorso di crescita. Sarà Vladyslav Supryaga della Dinamo Kiev a far dimenticare Shomurodov? I suoi gol porteranno nuovo vento e nuova musica dall’est ma non sarà più Oci ciornie.

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