Shomurodov è l’elemento di continuità, Destro ritrova la stoccata

Il Genoa batte 4-1 il Wacker Innsbruck: sabato sfida prestigiosa contro il Psg

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Shomurodov Destro Genoa
Abbraccio tra Shomurodov e Destro (foto di Genoa CFC Tanopress)

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C’è un elemento di continuità nelle prestazioni che il Genoa ha sfoggiato nelle esibizioni estive contro i dilettanti della valle tirolese e le seconde linee di una squadra di cadetteria austriaca, campionato discreto ma non propriamente l’epicentro del calcio continentale. É Eldor Shomurodov che pare non aver mai staccato rispetto al termine della scorsa stagione. Giocava bene prima, dopo un imponente risveglio di primavera: con un anno in più di maturità calcistica, gioca meglio. Il cavallo uzbeko pare abbia imparato a correre non più da ronzino ma da purosangue, con o senza la palla: più concreto in area di rigore, e freddo dinanzi lo specchio di porta, e maggiormente presente nella manovra offensiva, non più solamente come contropiedista. Shomurodov non è “tuttocampista”, per dirla alla Allegri, ma sta crescendo esponenzialmente nel cucire il gioco di reparto, come se avesse capito come e con cosa riempire i novanta minuti della partita.

La crescita di Shomurodov, sia conoscitiva che realizzativa, può portare giovamento anche all’intero reparto offensivo del Genoa, compreso Destro, apparso più tonico dell’esordio contro lo Stubai: oltre al gol e al palo si sono visti i movimenti giusti, gli attacchi alla profondità con i tempi sincronizzati al cross e una migliore lucidità nella stoccata da distanza ravvicinata, qualità che l’anno passato gli permise di segnare con una continuità dimenticata. Di buon impatto l’esordio di Sabelli, tornante destro chiamato stavolta alla consacrazione superiore dopo molti anni di Serie B – più di duecentoventi partite – e una specializzazione nelle promozioni. Tra le note positive della sgambata contro il Wacker Innsbruck figura altresì Rovella, messo da mister Ballardini a pigiare il tasto dell’interruttore del gioco del Genoa, in attesa che Badelj inizi la preparazione con il gruppo e sconti nel breve periodo un preventivabile ritardo di condizione atletica.

Tradizionalmente ogni amichevole di montagna emana raccomandazioni, più che verdetti, segnatamente a causa dell’esiguità tecnica degli avversari la quale mistifica, o comunque altera, la cifra reale del valore che i giornalisti misurano. Ciò vale per Vanheusden, spesso presente nella metà campo del Wacker, persino in area di rigore, intento ad accompagnare l’azione del Genoa – non soltanto per staccare da palla inattiva – creando perciò superiorità numerica con curiose zingarate. La parvenza di un’esplicita consegna tattica di Ballardini, intento a dare corpo a una stabile e non più occasionale difesa a quattro, trova il fondato dubbio nell’umile ragione sociale degli opponenti. Così non potrà dirsi per gli avversari di sabato, il Paris Saint-Germain di proprietà dell’ex tennista Nasser Al Khelaifi – la cui carriera mediocre prova indirettamente l’assenza di corruzione nel tennis – in un’amichevole di lusso che sarà un palcoscenico degno della grande storia ultracentenaria del Genoa.

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