Napoli sanzionato in primo grado: Genoa, comportamento virtuoso

A differenza del Grifone il club campano ha cancellato anzitempo il volo aereo: eccepita la causa di giustificazione dell'art. 55 Noif

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Genoa Biraschi Maran
Maran e la pacca a Biraschi (foto di Genoa CFC Tanopress)

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Nell’ordinamento italiano le sentenze diventano definitive solo quando risultano esauriti i rimedi interni o, in alternativa, se la parte soccombente vi rinuncia. Lo stesso principio vale anche per i giudicati della giustizia sportiva. A tenere banco, ieri, è stata la decisione del Giudice Sportivo in merito a Juventus-Napoli, non-gara del 4 ottobre che, al momento, segna un 3-0 a tavolino per i bianconeri. Il provvedimento giudiziario ha una valenza generale, quasi paradigmatica, cui ogni club di Serie A, marcatamente Genoa e Inter (e probabilmente anche il Parma), dovrebbe badare poiché demarca, in primo grado, il confine tra il rinvio della partita e la sconfitta ex officio, ossia “a tavolino”.

Nella fattispecie, il Napoli è stato sanzionato poiché ha cancellato il volo aereo per Torino prima che giungesse il chiarimento (giuridicamente un atto atipico) dell’Asl 2, tra l’altro sollecitata dallo stesso club – passo non menzionato dal protocollo, dunque non obbligatorio – congiuntamente alla Presidenza Regionale campana. Il magistrato ha ritenuto rinunciatario questo atteggiamento del Napoli, capace dunque di porsi come eccezione alla regola contenuta nell’art. 55 delle Noif che enuclea l’impossibilità della prestazione, l’unica causa di giustificazione alla sconfitta “a tavolino”. Insomma, la società partenopea, per ottenere il rinvio della partita a data da destinarsi (come minimo, a metà gennaio a causa della saturazione dei calendari), doveva cercare una soluzione alternativa, di concerto con le autorità territoriali competenti, anziché depennare così precipitosamente la trasvolata a Torino.

Le differenze rispetto alla condotta tenuta dal Genoa in occasione della gara al San Paolo sono due. In primo luogo, e per sua scelta discrezionale, il club rossoblù non ha chiesto chiarimenti di merito alla Asl genovese: se lo avesse fatto di sabato sera o la mattina di domenica 27 settembre, con buone probabilità, la squadra sarebbe restata bloccata in bolla a Pegli con i positivi – al tempo solo Perin e Schöne – e i contatti stretti confinati in isolamento domiciliare. Sulla base di tale motivo, poi, il Grifone non ha cancellato il volo dal “Colombo”, bensì ha raddoppiato l’atterraggio a Capodichino con due charter per limitare i contatti dei componenti della squadra. Il tutto nella piena ottemperanza di quel protocollo salvato ieri dal Giudice Sportivo con una decisione tutt’altro che definitiva.

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