Marroccu: «Esperienza e personalità per la salvezza. Gli allenatori? Come le angurie»

«Escludo che attualmente la priorità sia l'aspetto commerciale» spiega il ds

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Marroccu Genoa
Francesco Marroccu (Foto Genoa cfc Tanopress)
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Intervenuto come ospite a “We are Genoa” su Telenord Francesco Marroccu ha tracciato il bilancio di mercato: «E’ stato funzionale alle esigenze del club, quasi faraonico per il numero di operazioni completate in un mese. Abbiamo seguito le richieste di Nicola acquistando di concerto giocatori d’esperienza e di personalità che conoscono l’ambiente genoano. La punta non è arrivata perché i nostri attaccanti ci hanno fatto capire che sono più forti di quelli che cercavamo».

«Parigini è stato l’unico acquisto di prospettiva – chiarisce il direttore sportivo rossoblù – il nostro futuro è rappresentato del settore giovanile dove ci sono tanti ragazzi che meriterebbero la prima squadra, se solo il momento fosse differente. Il Toro ci ha chiesto Rovella, Eboua, Bianchi ma ha ricevuto Klimavicius in prestito secco: i nostri gioielli non ce li facciamo scappare».

«Ogni scelta compiuta dal mio insediamento rappresenta la volontà dell’intera area tecnica. Non abbiamo fatto confusione. Thiago Motta e Tankovic, ad esempio, appartengono alla gestione precedente. Eriksson, invece, l’ho proposto alla squadra mercato perché è una grande persona: diede un ginocchio per giocare l’ultima partita con il Goteborg, Cellino mi disse di acquistarlo ugualmente. Lo svedese è un calciatore duttile, ha le spalle larghe per indossare la maglia rossoblù» aggiunge il ds del Genoa.

«Urbano Cairo dice che Falque non sarà pronto prima di marzo? La condizione di Iago è soddisfacente, l’ho visto allenarsi oggi. Con me Preziosi non è un padre padrone, ho un dialogo quotidiano con lui: devo dargli il merito della scelta di Nicola. Diego Lopez? Era scorretto arrivare al Genoa con il tecnico in tasca. Gli allenatori sono come le angurie: scopri se sono buoni solo quando li apri» spiega Marroccu.

Il ds viene sollecitato sul caso Agudelo: «Se il Genoa non avesse ottemperato ai regolamenti avrebbe subito delle penalità, come la non iscrizione al campionato. Ogni scadenza ha degli agi».

Spazio alla difesa: «Soumaoro lo volevano Roma e Lazio, siamo stati tempestivi nell’acquisto. Ha un diritto di riscatto pari a 10 milioni di euro, ci darà una mano a salvarci. Attualmente il futuro della difesa rossoblù è rappresentato da Masiello e Biraschi (escludo Criscito perché farà il centrocampista)». Sul capitolo Criscito Marroccu è netto: «Ciò che più conta è il finale. Mimmo ha giocato con la fascia al braccio facendo gol. E’ improduttivo tornare indietro perché le dinamiche di mercato possono essere lette da più angolazioni».

Perché è saltato l’affare Iturbe? «Avrebbe impiegato troppo tempo a entrare a pieno regime. La scelta è stata di comune accordo, aveva ricevuto una proposta dal Pachuca».

Una battuta sul comunicato ACG: «Rappresento la società ma non ho il potere di cambiare un sentimento che da troppo tempo è contrario a questo proprietà. Non sono paladino di nessuna crociata, se non la salvezza. Escludo che attualmente la priorità sia l’aspetto commerciale, ho visto un Preziosi concentrato a dare un’ossatura alla squadra. L’autofinanziamento deve produrre utili, il denaro va speso bene».

Infine, il Cagliari: «Vogliamo chiudere il cerchio con una vittoria. Lasciando il centro sportivo di Pegli mi sono sentito un ds forte perché ho visto un gruppo in crescita».

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