GRIFO D’ATTACCO – Il sogno del Genoa si è infranto sui guantoni di Audero

L'errore di Criscito è comparabile con i già noti rigori di Pruzzo e Galante

Portanova Sturaro Blessin Labbadia Rovella Shevchenko Nuti Genoa Ballardini 777 Partners
Beppe Nuti, giornalista di Telenord

Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.

Il Genoa perde il derby e vive assieme a Criscito un dramma sportivo: la retrocessione è a un passo. Parleremo del momento rossoblù con Beppe Nuti, giornalista di Telenord, nella 263ª puntata della rubrica di Pianetagenoa1893.net “Grifo d’Attacco”.

Quali sono le sue considerazioni sulla partita? «La formazione non mi convinceva fin dal principio: insisto nel dire che, a prescindere dallo stato di forma di Hefti che è sparito dai radar da qualche settimana, Frendrup sia una mezz’ala e fatica come terzino. In attacco serviva osare con un uomo grintoso come Manolo Portanova, caratterialmente adatto al derby. Bisogna anche considerare che Giampaolo ha studiato bene il Genoa e preparato la partita meglio di Blessin: l’effetto sorpresa del tecnico tedesco pare essere finito».

L’errore dal dischetto di Criscito è l’effige della stagione? «É la somma di più errori del passato, il totale di un anno maledetto, iniziato male e concluso peggio. Enrico Preziosi ha lasciato in eredità un club pieno di debiti e, come se non bastasse, anche una squadra impresentabile per la Serie A. Gli ultimi arrivati 777 Partners non sono scevri di colpa, forse hanno esagerato con l’azzardo e si sono scordati di ricostruire le fondamenta. Criscito ci ha provato ma l’esecuzione è stata scadente, Audero è stato più bravo e il sogno si è infranto sui suoi guantoni: l’errore di Mimmo è comparabile con i già noti errori dagli undici metri di Pruzzo e Galante».

Ora che non c’è più nulla da perdere si aspetta più intraprendenza da Blessin? «Senza alcun dubbio perché è dimostrato che proseguire allo stesso modo non porta alcun beneficio. Serve più cattiveria negli ultimi venti metri di campo e, soprattutto, calciare, assumersi la responsabilità del tiro per impensierire il portiere. Il Genoa non ha peso offensivo e sembra che non ci sia una soluzione che possa risolvere il problema».

Inizia mini torneo a quattro squadre con Venezia, Salernitana e Cagliari: se ne salva solo una. È possibile? «L’aritmetica dice di sì ma in tutta onestà trovo inopportuno fare proiezioni ai tifosi, che immagino non ne vogliano più sentire parlare. Juventus, Napoli e Bologna sono gare proibitive perché il Grifone non sa segnare. La cosa più importante è che si sia preservato il bene del Genoa attraverso i tifosi che ieri sera, come in B e persino in C, hanno dato il meglio con una coreografia e un supporto costante».

Alessandro Legnazzi e Beppe Nuti

Clicca qui per leggere il precedente numero del Grifo D’Attacco

Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.