GRIFO D’ATTACCO – Genoa, squadra monca e con troppi interrogativi

Ballardini ha bisogno di altri quattro elementi, Buksa può essere la rivelazione

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Il giornalista Beppe Nuti, voce e volto storico delle emittenti radio-tv genovesi

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Il calciomercato, le amichevoli e le incertezze che, come ogni anno, accompagnano il debutto ufficiale del Genoa in campionato. Parleremo del momento rossoblù con Beppe Nuti, giornalista di Telenord, nella 223ª puntata della rubrica di Pianetagenoa1893.net “Grifo d’Attacco”.

Tra prestiti non rinnovati, acquisti e cessioni è un’altra estate di porte girevoli in casa Genoa. «La squadra è monca, da ricostruire in profondità: in modo particolare mi preoccupa la struttura del centrocampo, troppi doppioni e pochi uomini capaci di segnare. Ballardini ha bisogno di altri quattro elementi: serve un difensore centrale in aggiunta a Vanheusden, un terzino sinistro, un mezz’ala e due attaccanti. Come Sirigu, Hernani è un ottimo giocatore per il Genoa, conosce la Serie A e inoltre può dare qualcosa in più di Zajc in termini realizzativi da palla inattiva: può giocare con Badelj in un centrocampo a tre ma senza Rovella poiché per il mister c’è una inconciliabile identità tattica tra quest’ultimo e il croato. Ho fiducia in Buksa, il polacco classe 2003 può essere la rivelazione della stagione ma è meglio non caricarlo di troppe responsabilità».

É rimasto sorpreso dalla cessione di Shomurodov e dalla mancata conferma di Strootman? «Sì, sono gravi perdite per il Genoa. Eldor è l’ennesimo calciatore venduto dalla dirigenza forse al giusto prezzo ma sicuramente con troppa fretta dopo una sola stagione: i tifosi rossoblù hanno bisogno di emozioni e certezze, non di continue scommesse. Avevamo intravisto fin da subito le migliori qualità di Shomurodov, la velocità palla al piede, l’abilità di puntare l’uomo e fare gol. Mourinho ha scelto bene, credo che lo impiegherà sulla fascia, come fece con Eto’o nell’anno del Triplete all’Inter. Strootman, infine, è un autogol genoano che ha favorito il Cagliari: che errore non aver capitalizzato la sua volontà di restare a Genova».

Sam Lammers o Vladyslav Supryaga per l’attacco? «Per caratteristiche preferisco l’olandese dell’Atalanta, sebbene l’ucraino abbia enormi prospettive di crescita. Lammers è un vecchio pallino, il Genoa provò a portarlo in rossoblù a gennaio ma non trovò l’intesa con i bergamaschi. Il reparto offensivo rossoblù ha bisogno di una profonda rivisitazione poiché vedo troppi punti interrogativi legati all’età e alla condizione di Pandev, alla continuità di Destro e all’inesperienza di Bianchi e Kallon. Ballardini ripone ancora speranza nelle mosse di mercato di agosto dove le dinamiche cambiano e più ci si avvicina al termine, dopo la seconda giornata di campionato, più sono probabili le sorprese».

Mancano ancora venti giorni al debutto in campionato: come si presenterà il Genoa a San Siro? «Se la rosa resterà incompleta per larghi tratti Ballardini può affrontare l’Inter “a specchio”, come si dice in gergo, cioé riprodurre il 3-5-2, praticato anche da Simone Inzaghi, in luogo di una difesa a quattro, suo obiettivo tattico della stagione. In queste tre settimane di lavoro – sarebbe d’uopo una quarta amichevole ma l’organizzazione della stessa è resa più complicata dalle contingenze del momento – il mister e il suo staff dovranno portare in condizione gli ultimi arrivati (Sirigu, Badelj e Pandev) e capire l’affidabilità fisica di Sturaro, un interprete che se non tormentato dagli infortuni può dare ancora molto alla causa genoana».

Alessandro Legnazzi e Beppe Nuti

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