GRIFO D’ATTACCO – Genoa, il dubbio allenatore va risolto entro fine maggio

Con Ballardini i rossoblù non ripartirebbero da zero, viceversa con l'ennesimo volto nuovo

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Il giornalista Beppe Nuti, voce e volto storico delle emittenti radio-tv genovesi

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L’Atalanta di Gasperini passa a Marassi, Genoa sconfitto 4-3. Parleremo del momento rossoblù con Beppe Nuti, giornalista di Telenord, nella 220ª puntata della rubrica di Pianetagenoa1893.net “Grifo d’Attacco”.

Genoa-Atalanta, gara dai due volti: 0-3 nel primo tempo, 3-1 nella ripresa. «Resta comunque una sconfitta. I tifosi genoani non smetteranno mai di ringraziare Ballardini e il suo staff per ciò che ha fatto in questi cinque mesi. Nonostante sia un fedele della cultura sportiva inglese, ossia in campo deve scendere sempre la formazione migliore, giustifico la scelta del mister d’impiegare con l’Atalanta chi si è visto di meno durante il corso della stagione. A prescindere da chi e da come abbia giocato, i bergamaschi avevano una motivazione che il Genoa, ormai aritmeticamente salvo, non ha più. Un dato inconfutabile, però, emerge: privo della spina dorsale rossoblù composta da Perin, Zappacosta, Badelj, Strootman e Scamacca, il Genoa incontrerebbe grosse difficoltà contro qualunque avversario in Serie A».

Dunque, qual è la morale? «La morale è che entro la fine di maggio, e non oltre, Preziosi in persona deve risolvere la questione allenatore: con i pregi e i difetti di mister Ballardini, il Grifone non ripartirebbe completamente da zero, cosa che invece accadrebbe con l’ennesimo volto nuovo. L’anno scorso Maran venne ufficializzato ventitré giorni dopo il termine del campionato: troppo tardi. Se le parti troveranno un accordo per la prosecuzione – tra parte fissa e parte variabile, lo stipendio di Ballardini si aggira sul milione di euro – il Genoa avrà poi bisogno di chiarezza per definire l’obiettivo della stagione 2021-2022, che per molteplici ragioni non sarà la qualificazione in Europa ma quantomeno il raggiungimento del centro classifica, e di conseguenza le linee guida della nuova campagna acquisti».

Ritorniamo alla gara con l’Atalanta: “up & down”, secondo lei. «Sarebbe troppo facile tirare sul pianista Radovanovic: il serbo è stato esposto a un attacco micidiale, che tra tutte le competizioni ha segnato centosedici gol. Il Genoa ha concesso delle reti piuttosto gratuite alla squadra di Gasperini, autore anch’esso di errori dettati forse dall’impellenza della finale di Coppa Italia. Onguene non convince, al pari dei laterali di centrocampo Ghiglione e Cassata e dell’abulimia di Pjaca. Tra i migliori, invece, vi rientra la classe di Pandev e la qualità di Shomurodov: sette gol al primo anno in Italia – peraltro uno più bello dell’altro – non si fanno per caso. Bene Melegoni, Rovella e gli altri giovani che sono subentrati nel secondo tempo: Portanova ha dimostrato d’avere personalità (non mi sorprende conoscendo papà Daniele), Eyango, a differenza di Caso, ha già una buona struttura fisica mentre il secondo punta e salta l’uomo».

Siamo arrivati a Cagliari-Genoa, ultima giornata. «Benevento-Crotone ci dirà se i sardi avranno ancora bisogno di punti. Personalmente li reputo già salvi mentre il Torino – nel recupero contro la Lazio, priva di Acerbi, avrà diffidati Vojvoda, Verdi, Bremer, Belotti e Lukic – sta attraversando una grave crisi e un distacco dalla sua appassionata tifoseria. A Cagliari tra i pali giocherà Paleari, mi piacerebbe rivedere Shomurodov dal primo minuto come già me lo aspettavo titolare contro l’Atalanta».

Alessandro Legnazzi e Beppe Nuti

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