GRIFO D’ATTACCO – Blessin, personalità e tracce di Gegenpressing

Sono in atto le grandi pulizie di Spors e 777 Partners per raggiungere una salvezza non così impossibile

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Beppe Nuti, giornalista di Telenord

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La gestione Blessin si apre con uno 0-0 contro l’Udinese che va stretto al Genoa. Parleremo del momento rossoblù con Beppe Nuti, giornalista di Telenord, nella 249ª puntata della rubrica di Pianetagenoa1893.net “Grifo d’Attacco”.

Aveva richiesto una scossa psicologica e Blessin l’ha accontentata. «Primo tempo dominato dal Grifone, ripresa più equilibrata ma senza interventi di Sirigu: il Genoa ha costruito quattro palle gol ma sono mancate le stoccate sottoporta e, di conseguenza, i tre punti ma la migliore prestazione dell’anno è un piccolo sollievo per i tifosi. É la mente che comanda il corpo, il Genoa aveva bisogno di un allenatore che la sbloccasse: la gara ad alta intensità è la riprova che il problema non era la preparazione atletica di Pilati, che peraltro è rientrato in squadra, ma la striscia di risultati negativi che ha affranto l’autostima dello spogliatoio rossoblù. Non dimentichiamo che Blessin ha fatto quinto posto in Belgio con l’Ostende, organico creato spendendo meno di 1,5 milioni di euro».

Sprazzi di Gegenpressing rossoblù. «L’Udinese in piena emergenza Covid ha fatto la partita che doveva fare, e conquistato il massimo risultato possibile, ma il Genoa mi ha impressionato dopo l’ingenua espulsione di Cambiaso: la squadra non ha cambiato atteggiamento ma, anzi, ha tenuto risposto alla fisicità degli uomini di Cioffi mettendo in campo un carattere mai visto. Portanova si è rivelato un incredibile trascinatore in un ruolo fondamentale, gli manca solo la concretezza negli ultimi sedici metri: assieme a Sturaro e a un ritrovato Badelj hanno dominato sul centrocampo avversario. Tra gli altri, positiva la prova di Vanheusden ed Hefti impegnati in una difesa a quattro che ha funzionato. Peccato, invece, per l’arbitraggio di Doveri che non ha estretto il secondo cartellino giallo a Makengo a inizio secondo tempo».

Come si è presentato Blessin al calcio italiano? «Con una personalità coinvolgente e un’idea di calcio moderna che già si intravede nonostante due giorni di lavoro al Pio: senza palla il Genoa lavora più di squadra e una volta riconquistato il possesso cerca l’immediata profondità verticalizzando sulle punte per aggredire l’area di rigore in pochi secondi. Il 4-2-3-1 a bloccare gli esterni friulani e Walace ha funzionato, il Genoa ha cercato la vittoria dopo un 6-0 che avrebbe tramortito chiunque. Prima del fischio d’inizio Blessin ha dato la mano a tutti i componenti della propria panchina, come a renderli partecipi della battaglia, poi ha abbracciato Destro manco fosse uno di famiglia dopo una prestazione opaca: il tecnico tedesco vuole creare un gruppo solido, ne è riprova il trasporto di Maksimovic in panchina. Il problema della lingua è superabile con il lavoro».

Il Genoa cambierà ancora? «Sono in atto le grandi pulizie del general manager Spors e di 777 Partners per raggiungere una salvezza non così impossibile visto che i giochi si decideranno tra marzo e aprile: il cambiamento è progressivo, va accettato e non criticato a prescindere. L’ultimo tassello del rinnovamento societario è l’inserimento del dottor Stefano Vincis, nuovo direttore finanziario del Grifone, ex Hyundai e Total, che nei prossimi mesi succederà a Zarbano. Anche la risoluzione contrattuale di Behrami è un segnale di recisione netta dal passato».

Alessandro Legnazzi e Beppe Nuti

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