Gli onori e gli oneri della maglia numero 10: a chi toccherà quest’anno?

Tanti giocatori l'hanno indossata negli ultimi 20 anni: da Skuhravy a Stroppa sino a Perotti

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Diego Perotti (Foto Getty Images) autore dell'ultimo gol del Genoa al Ferraris il 15 febbraio 2015

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La maglia del Genoa ha un peso di suo già molto impegnativo, basta leggere alla voce storia e blasone. Negli ultimi 20 anni, da quando la Lega Calcio ha introdotto la numerazione col nome sulle maglie, c’è un particolare che riguarda i colori rossoblu: il 10 ha ipnotizzato più di un calciatore. Il primo fu Tomas Skuhravy nel Genoa post retrocessione 95/96: il gigante ceko era agli sgoccioli della sua esperienza italiana, e dopo pochi mesi in B emigro allo Sporting Lisbona. Raccolse la sua eredità l’anno dopo l’ex interista Felice Centofanti (38 presenze, 5 gol) che però fu ceduto al Ravenna dopo solo 1 campionato al termine della stagione 96/97 con Perotti allenatore e la promozione svanita nella volata persa contro il Bari. Quindi ecco Federico Giampaolo stagione 97/98, costato 5 miliardi di lire dal Pescara: ma il fratello dell’attuale tecnico della Sampdoria, non ripetè le stagioni abruzzesi e duró anche lui solo 1 anno (37 presenze e 10 gol).

Nel 1998 il Genoa cambia presidente, da Spinelli alla coppia Mauro-Scerni che scegli “l’illicenziabile” Bepi Pillon, che da Treviso porta in rossoblu il pupillo Daniele Pasa che sceglierà la numero 10: il mister viene licenziato dopo 3 mesi di lavoro, il prediletto va in tribuna (5 presenze). Le casse del Genoa sono in rosso, mercato low cost e la pesante maglia finisce ad Alessandro Manetti da Verona: umile gladiatore, non un fuoriclasse, resta 3 anni con 94 presenze e 5 gol. Nuovo millennio, nuovo presidente: al Genoa arriva “Nube che corre” Dalla Costa che fa un super mercato regalando Giovanni Stroppa alla piazza rossoblu. Maglia numero 10 per l’ex milanista che però è a fine carriera ed esaurisce ben presto la benzina diventando spesso un caso e finendo nella contestazione (59 presenze e 5 gol in 2 anni).

La numero 10 viene poi indossata anche dal giovane talento rumeno Paul Codrea (scovato dal nulla nel 2001 e ceduto, causa conti in rosso, dopo 2 anni al Palermo) che raccoglie 50 presenze e 2 gol prima dell’addio forzato. Arriva Preziosi che salva il Genoa, nella sua prima squadra con la 10 c’è l’esperto Nicola Caccia: anche lui a fine carriera, ma importante per l’ambientamento del giovane Milito e per la promozione in A con Cosmi (poi revocata). Resta anche in C1 per riportare, con successo, il Grifo in B: totale di 73 presenze e 13 gol in 3 anni. Nella terza serie indossano la 10 anche i vari Rimoldi, Iliev, Zaniolo, De Vezze, Sinigaglia e lo sfortunato Grabbi. Nel 2006 parte l’era Gasperini ed arriva il brasiliano Adailton ad indossarla: 26 presenze con 11 gol e promozione in A, poi la cessione al Bologna. C’è spazio anche per la meteora Matias Masiero (chi se lo ricorda? Indossa la 10 nel 2007/2008, segna all’esordio contro la Fiorentina e poi sparisce). Desaparecidos anche Birsa (9 presenze) e Merkel (18 presenze, 1 gol), mentre nel 2013 la indossa Olivera (5 gettoni). C’è anche Raffaele Palladino nella “gallery”: 59 presenze e 7 gol dal 2008 al 2011. Inizia bene Francesco Lodi con la casacca numero 10 nella stagione 2013/2014: segna alla Sampdoria su punizione, ma l’esonero di Liverani e il ritorno di Gasperini gli fanno chiudere l’avventura genoana dopo 6 mesi. L’ultimo “grande” è stato Diego Perotti, fino alla cessione alla Roma dello scorso gennaio: in rossoblu un campionato e mezzo con grandi numeri e gol. E nel nuovo Genoa di Juric ? A chi capiterà questo macigno?

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