Genoa ko a mezzanotte ma Nicola ha cambiato la mentalità

Favilli e Radu simbolo della resilienza e della professionalità rossoblù

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Nicola Favilli Genoa
Favill in gol (foto di Genoa CFC Tanopress)
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Aveva detto bene mister Nicola alla vigilia della partita: «La mentalità giusta lima ogni svantaggio». E sembra che il Genoa, sotto la sua precoce gestione, sia cambiato proprio nella testa. Il segnale incoraggiante raccolto contro il Sassuolo ha trovato piena conferma a Torino: il Grifo è vivo e sorretto da un ritrovato spirito da battaglia. L’elemento che i tifosi rossoblù pretendono nei momenti difficili. In pochi giorni Nicola ha stimolato emotivamente lo spogliatoio che ha reagito con orgoglio azzerando buona parte dei limiti di personalità emersi nella loro interezza a San Siro, poco prima di Natale.

All’Olimpico il Genoa ha lottato su ogni pallone suscitando costantemente sensazioni positive nell’arco dei centoventi minuti. L’ottavo di finale, vinto ai rigori dal Toro, è stato massacrante come una maratona campestre corsa tra i rigori dell’inverno. Campo pesante, avversario coriaceo che strizza l’occhio alla marcatura a uomo: del tutto normale che la fluidità dei sincronismi fosse bassa. Il Grifo ha speculato con il contropiede, l’arma dei più furbi, e accettato di combattere ogni duello fisico, l’unità di misura del tripallismo scogliano. Il prodotto di questi due fattori è una prestazione gagliarda che sfiora l’impresa solo per la mancanza di lucidità tra il 112′ e 118′.

Il Genoa viene sconfitto dopo lo scoccare della mezzanotte, forse nella gara terminata a orario più tardo nella storia del calcio italiano. Fosse così questi due gloriosi club avrebbero stabilito un altro primato nella loro ultracentenaria esistenza. Il ko non fa male come i precedenti ma, anzi, fornisce un incoraggiante dato sulla resilienza e professionalità dei rossoblù, doti personificate in Favilli e Radu. L’attaccante torna a segnare tra i professionisti dopo ventidue mesi di master in medicina mentre il portiere romeno risponde con due autentici miracoli alla degradazione a riserva dopo il ritorno di Perin. É vero, la mentalità giusta lima ogni svantaggio.

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