Federsupporter, Caso Chievo: un vulcano in Serie B

Un eventuale accoglimento del ricorso al Tar del club veronese costringerebbe la FIGC alla Serie B a 21 squadre. Non solo: ci sarebbe una sorta di effetto domino, nei confronti dei calciatori del Chievo che la FIGC aveva svincolato d’ufficio

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Alfredo Parisi, presidente di Federsupporter

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FIGC e Collegio di Garanzia dello Sport con le loro decisioni hanno fatto esplodere un vulcano.

Infatti, hanno confermato le conclusioni della CO.VI.SOC. dell’8 luglio scorso e, quindi, la non ammissione del Chievo Verona al Campionato di Serie B.

Quanto sopra, in conseguenza dell’inadempimento della Società per debiti fiscali (IVA) relativi al periodo 2014-2019, per i quali il Club aveva anche ottenuto una rateizzazione, peraltro non rispettata.

Così “venuto meno l’adempimento rateale già in essere i pertinenti debiti fiscali, devono considerarsi irrimediabilmente scaduti”.

Contro tale decisione il Chievo ha avanzato ricorso al TAR del Lazio per ottenere la sospensione dell’efficacia della decisione del Collegio di Garanzia dello Sport.

TAR del Lazio che, con decreto 04163/2021, respingeva “l’istanza cautelare monocratica”.

Peraltro, su richiesta del Chievo veniva fissata una udienza al 17 agosto prossimo per discutere il ricorso del Chievo contro l’esclusione dal Campionato di Serie B.

Una situazione al limite dell’assurdo considerato come la FIGC aveva già deciso la riammissione del Cosenza Calcio, in sostituzione del Chievo, per comporre la rosa del Campionato di Serie B a 20 squadre.

Un eventuale accoglimento del ricorso del Chievo costringerebbe la FIGC a rivoluzionare un Campionato di Serie B a C 21 squadre.

Ma questa assurda vicenda coinvolgerebbe problemi di ben più ampia portata, con una sorta di effetto domino, nei confronti dei calciatori del Chievo che la FIGC aveva svincolato d’ufficio e, quindi, del mercato più in generale. L’episodio, già di per sé gravissimo, mette in evidenza il ritardo con il quale si muove il sistema calcistico per il rispetto non tanto dei criteri legali, economici e finanziari necessari per l’ottenimento dell’ammissione ai campionati professionistica, quanto per la credibilità di società di capitali quali sono i Club. Da tutto ciò scaturisce, infatti, una ulteriore considerazione sulla struttura finanziaria dei Club professionistici che, non dimentichiamo, dovrebbero prima di tutto essere regolati dal rispetto delle norme civilistiche, troppo spesso ignorate; regole che devono essere rispettate prima ancora delle regole dell’ordinamento sportivo.

Non può esserci un default sportivo ed un default “ordinario”

Alfredo Parisi

Presidente Federsupporter

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