ESCLUSIVA PIANETAGENOA1893 – Collovati: «Il Genoa pretende i tre punti per la Champions, la Samp il riscatto per la sconfitta dell’andata»

Secondo l'ex difensore del Grifone di Bagnoli il derby di domenica può essere deciso da singoli episodi. E racconta i suoi ricordi in rossoblù

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Tre punti in palio per due obiettivi diversi: la Champions per il Genoa e la “vendetta” della Samp per il gol di Milito che la condannò alla sconfitta. E’ questa la chiave del derby della Lanterna di domenica prossima, come l’ha descritta l’ex rossoblù Fulvio Collovati in questa intervista esclusiva a Pianetagenoa1893.net. Il celebre difensore del fortissimo Genoa di Osvaldo Bagnoli dei primi anni ’90 è oggi commentatore di calcio e produttore di programmi a Odeon Tv.

Collovati, a quanti derby ha partecipato?

«Sono stato quattro anni al Genoa tutti in serie A. A memoria saranno una decina: sicuramente tutti e otto tra andata e ritorno più qualcuno in Coppa Italia».

Ha dei ricordi particolari?

«La mia memoria va immediatamente al famoso gol di Branco in quel derby del 1990 in cui tutti ci davano per sfavoriti. A livello personale ricordo un’altra stracittadina finita 0-0 dove marcai Mancini».

Secondo lei, Genoa e Samp come giungono a questo importantissimo appuntamento?

«Premetto che il derby è una partita in cui è impossibile non avere stimoli per cercare di rendere al meglio. Probabilmente il Genoa sul piano fisico ha avuto qualche problema nelle ultime due partite. La Sampdoria forse ha la testa più rivolta alla finale di Coppa Italia che al campionato. Diciamo che gli obiettivi potrebbero essere due: mentre il Grifone intende raggiungere la zona della classifica che porta alla Champions League, invece il Doria ha quello di non perdere il derby come avvenne all’andata».

Vuole provare ad azzardare un pronostico?

«No, perché nei derby a volte vince la squadra che non merita il successo, oppure quella più debole o quella meno favorita. Spesso sono decisivi anche i singoli episodi, come gli errori arbitrali».

Forse gli aspetti tattici contano meno di quelli umorali?

«Dipende. Ad esempio ho giocato anche il derby di Roma e intuivo che i giocatori nati nella capitale sentivano di più la partita rispetto agli altri. Erano più tesi e più nervosi. Anche questo è un elemento da non sottovalutare».

Chi può essere il Collovati del Genoa attuale?

«Non si possono fare paragoni: allora c’erano giocatori con caratteristiche diverse rispetto a quelle attuali. Ad esempio non si può paragonare Milito ad Aguilera oppure Bocchetti a Signorini: ci sono anche fattori tecnici completamente differenti».

Il trio d’attacco Milito-Sculli-Palladino potrebbe essere più pericoloso della coppia Cassano-Pazzini?

«Mi sembra che siano due cose differenti. La Sampdoria si basa soprattutto sui numeri di Cassano e sul senso del gol di Pazzini. Il Genoa invece una squadra molto più organica: si basa soprattutto sul collettivo e non sui singoli».

Che tipo di gara sarà?

«Mi auguro solo che non sia una partita nervosa. Il derby della Lanterna si è sempre caratterizzato per il folclore delle tifoserie e da pochi screzi in campo».

Marco Liguori

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