ESCLUSIVA PG, STELLINI: «Americani preparatevi: al Genoa sono emozioni forti»

«Ballardini sta traghettando il Grifone tra due ere: mi sembra veramente coinvolto» spiega il tecnico

8684
Stellini
Mister Cristian Stellini, allenatore della Primavera (foto di Genoa CFC Tanopress)

Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.

Un volo tra passato e presente che comincia dalla Serie C e termina al titolo di campione d’Italia vinto con l’Inter a fianco di Antonio Conte. Pianetagenoa1893.net ha intervistato in esclusiva Cristian Stellini, ex difensore e tecnico della Primavera del Genoa.

Stellini, il Genoa come organizzò la Serie C 2005-2006? «La retrocessione con sei punti di penalizzazione fu un momento drammatico che nessuno si aspettava, tant’è vero che inizialmente la squadra venne attrezzata per affrontare la Serie A. Gran parte dei calciatori andò via. Ricordo la storica giornata nella quale ciascuno dello spogliatoio fece la spola tra l’hotel e la sede per trattare la propria posizione con il club: fui l’ultimo calciatore ad incontrare a tarda sera, a cena, il presidente Enrico Preziosi. Avevo un’offerta dal Torino ma, assieme a Marco Rossi, Scarpi e Tedesco (che passò al Palermo in A a gennaio, ndr), decisi di rimanere. Il Genoa ripartì da noi e ancora oggi, quando ci ritroviamo sui campi, ricordiamo quei momenti».

Quale fu il momento più difficile della stagione? «Senza dubbio la gestione della sconfitta per 2-0 contro lo Spezia al Picco: a inizio aprile il Genoa si trovò al secondo posto in classifica dopo un buon girone d’andata e un ritorno con tanti infortuni. Per fortuna riprendemmo nel finale con i play-off».

A proposito, Stellini lei fu mattatore della semifinale con la Salernitana. «Eravamo sotto stress e inattivi da tre settimane poiché i calendari slittarono, ciò ci consentì di affrontare il doppio confronto con la Salernitana con una condizione migliore rispetto a quella di fine campionato. La preparazione, però, era calibrata per crescere dalla seconda partita: ci presentammo a Salerno senza essere pronti, andammo sotto di due gol».

Lei, precursore del rigorista Criscito, diede senso alla gara di ritorno trasformando un penalty fondamentale. «Una partita complicatissima, un rigore pesantissimo ma il gol più importante lo segnò Dante Lopez, in ribattuta, al Ferraris sotto la Gradinata Nord: l’emozione che provai, unito all’orgoglio di vestire la maglia rossoblù anche in Serie C, fu tra i motivi per cui decisi di restare al Genoa facendo un sacrificio. La promozione in B era dovuta, ma per niente scontata: un altro anno in C non era ammesso».

Che ricordo ha di mister Vavassori, il tecnico della promozione? «Ottimo. Il mister gestì benissimo problematiche gigantesche poiché il Genoa in Serie C era una disgrazia, difficoltà che fortunatamente il club non ha mai più incontrato. La squadra era competitiva, forte ed esigente con tanti calciatori di livello che volevano giocare ogni partita».

Preziosi ha venduto il Genoa dopo diciotto anni: che effetto le ha fatto? «La notizia ha suscitato in me tanti ricordi: si chiude un’epoca, con eventi belli e meno belli, discutibili e indiscutibili, e se ne aprirà un’altra. Tributo rispetto assoluto a Preziosi poiché nei due anni alla guida della Primavera mi fece sentire tutta la sua vicinanza. Ai nuovi proprietari americani auguro di godersi il Genoa poiché da ora in avanti saranno emozioni forti: questo club, la cui storia va onorata, amplifica i sentimenti del calcio. Ho seguito da spettatore Genoa-Verona 3-3: da tanti anni i genoani non percepivano emozioni simili».

Quaini, Raul Asencio, Ghiglione, Lovato, Pellegri, Bianchi, De Paoli… nei suoi due anni in Primaverà allenò quasi un undici da Serie A. «Il vivaio del Genoa ha dato molto alla società: la nuova proprietà deve partire dal settore giovanile che ha dei talenti, non solo calciatori ma anche dirigenti come Sbravati e Taldo (ora ds della prima squadra) e tecnici come Chiappino, che devono essere valorizzati. Il mio biennio fu positivo, assieme a Bega rilanciammo la Primavera dopo un paio di stagioni deludenti: se oggi mi sento migliorato è anche per merito di questa esperienza».

Quali sono i valori in campo di Salernitana-Genoa? «Ballardini sta traghettando il Grifone tra due ere: mi sembra veramente coinvolto, ha solo bisogno di continuità di risultati. La squadra ha subito molti gol ma dobbiamo isolare le prime due giornate di campionato e guardare le statistiche dalla terza in quanto il mister ha ricevuto la squadra completa una volta terminato il calciomercato. La Salernitana ha conquistato pochi punti ma si sta dimostrando una neopromossa combattiva e da questo punto di vista il Genoa, che parte in leggero vantaggio, non dovrà essere da meno».

Mister Stellini, uno scudetto con l’Inter e un’Europa League sfiorata con Antonio Conte. Che cosa significa lavorare con lui? «Il mister è un lavoratore molto esigente prima di tutto con se stesso e, di conseguenza, con tutto il suo staff che lo circonda. É un esperienza molto formativa e faticosa, come qualsiasi cosa che deve riuscire bene».

RIPRODUZIONE DELL’ARTICOLO CONSENTITA SOLO PER ESTRATTO PREVIA CITAZIONE DELLA FONTE: WWW.PIANETAGENOA1893.NET

Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.