Correva l’anno 2017: il Genoa di Ballardini conquistò la sua prima vittoria interna contro il Benevento

La gara fu decisa da un rigore trasformato da Lapadula su rigore al 47' della ripresa

667
La gioia di Lapadula dopo il rigore segnato al Benevento (foto Paolo Rattini/Getty Images)

Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.

I campionati 2017//2018 e 2019/2020 del Genoa si sono conclusi con bilanci assolutamente negativi per quanto riguarda le partite interne, visto che in ciascuno di essi il Genoa ha raccolto poco più di venti punti: nel primo, conclusosi con una salvezza «tranquilla», ne ha conquistati ventuno (frutto di sei vittorie e tre pareggi) e nel secondo ventidue (grazie a sette vittorie ed un pareggio). Quindi, nell’ultimo portato a termine ha peggiorato il suo record negativo di sconfitte interne stabilito due anni prima, in cui la prima vittoria casalinga era giunta – fatto mai accaduto prima – solamente alla nona partita (nelle precedenti otto aveva raccolto solamente due pareggi), vinta in extremis per 1-0 contro il «derelitto» Benevento, che, grazie a una rete di testa in extremis al Milan del portiere Alberto «Colibrì» Brignoli, aveva interrotto, alla sua prima partecipazione al massimo campionato, una «serie nera» di quattordici sconfitte iniziali, a cui poi ne erano seguite altre tre (compresa quella subita dal Genoa), che avevano lasciato la formazione sannita nell’incredibile situazione di avere un unico punto in classifica con un solo incontro da disputare nel girone d’andata (in cui domenica 30 dicembre 2017, battendo 1-0 in casa il ChievoVerona, avrebbero ottenuto il primo «storico» successo in Serie A).

Il primo tempo vide i padroni di casa andare ripetutamente vicini a sbloccare il risultato: al 19’ un diagonale di sinistro del bosniaco Erwin «Zuka» Zukanović da posizione defilata sulla sinistra a diciassette metri dalla linea di fondo passò pochi centimetri sopra l’incrocio sinistro dei pali con una traiettoria parabolica, essendo stato deviato dal ginocchio destro dello svizzero con cittadinanza albanese Berat Ridvan «il Granatiere» Djimsiti; al 39’ il marocchino con cittadinanza francese Adel «le Mille e una notte» Taarabt, circondato da cinque avversari, fece filtrare con un tocco di esterno destro il pallone in area di rigore, offrendo la possibilità di battere un «calcio di rigore in movimento» al nordmacedone Goran «Pandevmonio» Pandev, il cui rasoterra di sinistro da dodici metri si stampò sulla parte interna del palo sinistro; al 41’ il portoghese Miguel Luis Pinto Veloso «Miguel Veloso», dalla destra, vicinissimo alla linea verticale dell’area di rigore, a quattro metri dalla linea di fondo, fece spiovere con un tiro di sinistro un calcio di punizione nell’area di porta, all’interno della quale, a un paio di metri dalla riga di porta, il portiere sloveno Vid «Tiger Man» Belec con il dorso della mano destra schiacciò sulla spalla sinistra di Luca Rigoni I jr. il pallone che, dopo averlo superato, andò a toccare la traversa e poi, ricaduto alla sua destra, non venne ribadito in porta da Pandev, il cui colpo di testa da pochi centimetri dalla «linea fatale» venne regolarmente «disturbato» da Danilo «Viper» Cataldi, venendo direzionato all’indietro, come l’attaccante balcanico ovviamente non avrebbe voluto.

Nella ripresa il computo delle occasioni da rete avute dalle due squadre fu, invece, più equilibrato: al 6’, al termine di un’incursione all’interno dell’area di rigore, palla al piede, sulla destra, Amato «el Gordo» Ciciretti, a un metro dalla linea di fondo e a nove dal palo sinistro, fece partire con il da lui non prediletto destro un traversone con una direzione leggermente obliqua che scavalcò il portiere dei padroni di casa Mattia «Airone» Perin ed attraversò tutta la «luce» della porta senza che il beneventano Lorenzo «InterCity» Venuti e il suo occasionale marcatore Aleandro «il Cristiano Ronaldo della Garbatella» Rosi potessero intervenire di testa (il laterale difensivo destro del Genoa avrebbe poi rinviato il pallone); al 20’ una bella «triangolazione» sulla destra tra Armando «Merola» Izzo, l’italo-peruviano Gianluca «sir William» Lapadula e Pandev mise l’attaccante nordmacedone in condizione di battere con il destro (il piede da lui meno amato) a sei metri dalla porta, ma la sua conclusione venne ribattuta con il corpo da Belec, fattoglisi incontro; al 24’ Taarabt, appena dentro l’area di rigore, a cinque metri dalla linea di fondo, fece partire un cross di sinistro, sul quale si avventarono Pandev e Lapadula (il tocco di nuca del primo finì per togliere forza al colpo di testa schiacciato a terra del secondo a cinque metri dalla linea di porta), la deviazione aerea del quale si sarebbe infilata vicino al palo destro, se non ci fosse stato l’intervento acrobatico con il piede destro a pochi centimetri dalla linea di porta Fabio «lo Zio» Lucioni; al 26’ Pandev, appena dentro l’area di rigore, sulla sinistra, fece partire un traversone di interno destro, che non intercettato o respinto per un fallito intervento acrobatico con il piede destro di Venuti, venne agganciato con il piede sinistro da Lapadula, che con lo stesso piede tirò addosso a Belec, la cui respinta carambolò sul braccio sinistro allargato dell’attaccante rossoblù, che lo reindirizzò verso la porta prima che fosse deviato sul fondo da Lucioni (la rete sarebbe stata, comunque, annullata – con o senza segnalazione dell’arbitro VAR Luca Pairetto jr. di Nichelino – dal direttore di gara Rosario Abisso di Palermo); al 28’ Cristiano «Atom» Lombardi si involò, palla al piede, sulla sinistra, fronteggiato solamente dall’uruguayano Diego Sebastián «Valde» Laxalt Suárez ed avendo alla sua destra un compagno di squadra, il ghanese Raman «Chips» Chibsah, il quale, dopo aver ricevuto il pallone, tirò solo davanti a Perin due volte di destro, la prima da tredici metri ribattuta dal polpaccio interno destro dell’estremo difensore dei padroni di casa e la seconda – da posizione più defilata sulla destra, a nove metri dalla linea di fondo –, a un metro dalla linea di porta, dal piede sinistro di Laxalt Suárez (quel salvataggio fu un momento topico del campionato del Genoa), giunto «di gran carriera», dopodiché, a Cataldi, che si trovava a tredici metri dalla porta e che riprese la respinta del sudamericano, mancò, avendo per l’opposizione di Andrea «Berto» Bertolacci inibita la soluzione di indirizzare il pallone nella parte sinistra della porta, la lucidità di passarlo al liberissimo suo centravanti, il romeno George Alexandre «Predator» Puscas, che tentò di deviarlo, quando gli passò davanti, con il piede sinistro (mancandolo di pochi centimetri), preferendo la poco probabile soluzione di infilarlo con un tiro di destro che uscì sul fondo ad otto metri dal palo destro; al 30’ Perin riuscì a bloccare «in due tempi» una rovesciata di Lorenzo «Anema e core» Del Pinto, da una scarpa del quale venne colpito al volto Rosi, che dovette poco dopo essere sostituito da Davide Biraschi; al 45’ ci fu la «scena madre» dell’incontro, quando Lapadula, incuneatosi, su passaggio di Pandev, in area di rigore, defilato sulla destra, fu abile a sfruttare l’incerta uscita bassa di Belec, toccando il pallone con il piede sinistro e facendolo incastrare tra le ginocchia aderenti al terreno di gioco del portiere sloveno, da lui «buggerato» anche nella «guerra psicologica» dell’esecuzione della massima punizione (l’estremo difensore dei sanniti pensò che l’italo-peruviano, dovendo calciare sotto la Gradinata Nord un rigore così decisivo, gli avrebbe indirizzato un forte diagonale di sinistro e così si tuffò dalla parte sbagliata); al 49’ Andrea «Thor» Costa tentò con un diagonale di sinistro da posizione defilata a tredici metri dalla linea di fondo di ristabilire la parità, ma la sua conclusione si perse sul fondo a un paio di metri dal palo sinistro.

Il rigore trasformato da Lapadula contro il Benevento al Ferraris, il 23 dicembre 2017

TABELLINO

Genova, sabato 23 dicembre 2017, Stadio “Luigi Ferraris”, ore 15:00

Genoa-Benevento 1-0 [XVIII giornata del Campionato Italiano 2017/2018]

Arbitro: Abisso [Palermo]; Arbitro VAR: Pairetto jr. [Nichelino (TO)]

Spettatori: 20mila circa

Marcatore: nel 2° tempo al 47’ L. Lapadula su rigore

Genoa (3-5-2): 1 Perin; 5 Izzo, 2 Spolli, 87 Zukanović; 20 Rosi (dal 33 del 2° T.: 14 Biraschi), 30 L. Rigoni I jr. (dall’11 del 2° T.: 10 Lapadula), 44 Miguel Veloso, 8 Bertolacci (dal 33 del 2° T.: 4 Cofie), 93 Laxalt; 19 Pandev, 11 Taarabt. Allenatore: D. Ballardini sr..

Benevento (3-4-5)-1: 1 Belec; 6 Djimsiti, 5 Lucioni, 21 An. Costa, 87 C. Lombardi, 8 Cataldi, 4 Del Pinto, 3 Letizia (dal 32’ del 2° T.: 23 Venuti); 10 Ciciretti (dal 25’ del 2° T.: 13 Chibsah), 32 Puscas, 26 Parigini (dal 12’ del 2° T.: 18 Gyamfi). Allenatore: De Zerbi.

Note: il Genoa aveva ottenuto in Campionato la sua ultima vittoria casalinga domenica 21 giugno 2017, battendo per 2-1 il Torino, dopodiché aveva conquistato solamente due pareggi a fronte di sei sconfitte.

Stefano Massa

(membro del Comitato Ricerca e Storia del Museo della Storia del Genoa)

Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.