Correva l’anno 2015: il pari in Udinese-Genoa accontentò tutti

Le due squadre conquistarono rispettivamente il loro primo punto interno ed esterno in campionato grazie ai gol di Di Natale e Perotti su rigore

350
Diego Perotti (Foto Giuseppe Bellini/Getty Images)

Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.

Domenica 4 ottobre 2015 allo stadio “Friuli” era inevitabile che almeno una delle due «serie nere» delle contendenti – solamente sconfitte interne (0-1 contro il Città di Palermo, 1-2 contro l’Empoli e 2-3 contro il Milan) per l’Udinese ed esterne (0-1 contro il Città di Palermo e la Fiorentina e 0-2 contro la Lazio) del Genoa, che erano appaiate al tredicesimo posto in classifica con 6 punti – avesse termine: il risultato finale di 1-1 pose fine ad entrambe.

La partita, che aveva avuto un unico «sussulto» nel primo tempo (al 36’ su calcio d’angolo battuto dalla sinistra dall’argentino Diego «el Monito» Perotti Almeira, il franco-togolese Serge Gakpé, saltato appena dentro l’area di porta un po’ prima del palo destro girò con la tempia destra, indirizzandolo sotto la traversa, il pallone, la cui traiettoria originaria venne modificata da una deviazione con la mano destra sopra la sbarra trasversale del portiere greco dei padroni di casa Orestis Karnezis, reattivo ed agile nel suo plastico volo all’indietro), si animò nella ripresa.

Un paio di minuti dopo che erano «riprese le ostilità» l’ex genoano Francesco «Ciccio» Lodi, a un paio di metri dalla linea laterale destra e a una quarantina da quella di fondo batté un calcio di punizione, facendo partire un traversone di sinistro che venne girato di testa poco prima dello spigolo destro dell’area di porta dall’italo-brasiliano Felipe Dias Da Silva Dalbelo «Felipe Dal Bello», che con la sua incontrastata deviazione aerea trovò all’altezza del «secondo palo» Antonio «Totò» Di Natale (giunto alla dodicesima ed ultima stagione con l’Udinese, per la quale, nelle varie competizioni, ha segnato 227 reti in 446 incontri), che ebbe il tempo di «addomesticare» il pallone con il ginocchio destro e di indirizzarlo in rete con la punta del piede sinistro ad un metro dalla linea di porta, dove forse il portiere Eugenio «il pararigori» Lamanna sarebbe riuscito a respingerlo con il piede sinistro, se non ci fosse stata una deviazione con la mano sinistra del suo capitano, l’argentino Nicolás Andrés «el Padroncito» Burdisso I, finito nel corso dell’azione supino a terra. Subentrato dopo l’intervallo allo spagnolo Diego Ángel Capel Trinidad, Leonardo «Pavo-goal» Pavoletti, ebbe due minuti dopo la rete dei friulani, su traversone basso dalla destra del franco-senegalese Issa Cissokho, una favorevole occasione per pareggiare, ma alla sua pronta girata volante di destro da undici metri si fece trovare pronto Karnezis, che bloccò in tuffo il pallone indirizzato nell’angolino sinistro basso. Alla mezz’ora, nel corso di una caparbia azione d’attacco, il centrocampista svizzero-nordmacedone-albanese degli ospiti Blerim «la mosca dze dze» Džemaili offrì di testa il pallone a Gakpé, che a sei metri dalla porta venne fatto cadere da uno sgambetto sulla gamba destra da parte dell’italo-brasiliano Danilo Larangeira. Il calcio di rigore concesso dal signor Angelo Cervellera di Taranto, che aveva «graziato» l’autore del fallo «da ultimo uomo», mostrandogli il cartellino giallo anziché quello rosso, venne trasformato con la sua classica rincorsa «alla moviola» da Perotti Almeira, che mandò con un tiro non forte di destro il pallone alla sinistra di Karnezis, dopo aver visto che l’estremo difensore ellenico accennava uno spostamento dall’altra parte. Dopo un tentativo di destro di Pavoletti dal limite dell’area di rigore che aveva costretto al 32’ il loro portiere a una deviazione in tuffo sulla sua sinistra a mani aperte, i padroni di casa andarono vicinissimi alla vittoria al 48’ con una travolgente «discesa» del brasiliano Marco Antonio «Marquinho» De Mattos Filho, che, dopo aver dribblato l’italo-francese Sebastien De Maio e Burdisso I, fece partire un angolatissimo diagonale di sinistro, mandato sul fondo da una deviazione con la mano sinistra di Lamanna, prontamente tuffatosi, e sul susseguente calcio d’angolo con una deviazione con la tempia sinistra dello svizzero Silvan «+ 1» Widmer da circa quattro metri dalla linea di fondo prima del palo sinistro, che mandò il pallone a stamparsi contro la traversa.

TABELLINO

Udine, domenica 4 ottobre 2015, Stadio “Friuli”, ore 15,00

Udinese-Genoa 1-1 [VII giornata del Campionato Italiano di Serie A 2015/2016]

Arbitro: Cervellera [Taranto]

Spettatori: Tredicimila circa

Marcatori: nel 2° tempo al 2’ Di Natale (U), al 30’ D. Perotti (G) su rigore

Udinese (3-5-2): 31 Karnezis; 2 Wague, 5 Danilo Larangeira, 30 Felipe Dal Bello (dal 25’ del 2° T.: 89 Piris); 21 Edenilson (dal 18’ del 2° T.: 27 Widmer), 7 Badu, 20 Lodi (dal 39’ del 2° T.: 16 Iturra), 23 Marquinho, 53 Ali Adnan; 77 Thereau, 10 Di Natale. Allenatore: Colantuono.

Genoa (3-4-3): 23 Lamanna; 4 De Maio, 8 Burdisso I, 5 Izzo; 90 Cissokho, 88 Rincón, 31 Dzemaili (dal 39’ del 2° T.: 77 Tachtsidis), 93 Laxalt; 16 Capel (dal 1’’ del 2° T.: 19 Pavoletti), 13 Gakpé (dal 45’ del 2° T.: 22 Lazović), 10 D. Perotti. Allenatore: Gasperini.

Note: cento tifosi circa al seguito del Genoa (ai cui sostenitori residenti in Liguria è stato vietato l’ingresso per i lavori di rifacimento dello stadio e la conseguente inagibilità del settore ospiti nella Gradinata Sud); il Genoa indossa la terza maglia – di colore blu con colletto e bordi delle maniche rossi – abbinata a calzoncini rossi e calzettoni bianchi; sul tiro di Di Natale che dà il vantaggio all’Udinese c’è una deviazione forse decisiva con la mano sinistra di Burdisso I.

Stefano Massa

(membro del Comitato Ricerca e Storia del Museo della Storia del Genoa)

Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.