Correva l’anno 1992: Branco fulminò su punizione il Verona

Il Grifone vinse 1-0 quattro giorni dopo la sconfitta casalinga contro l’Ajax in semifinale di Coppa Uefa

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Genoa-Verona 1-0 del 1992, il missile di Branco su punizione (Fotogramma dal servizio di Italia 1)

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A quattro giorni dalla sconfitta casalinga per 2-3 contro l’Ajax di Amsterdam nell’andata della Semifinale di Coppa U.E.F.A. il Genoa ottenne una «striminzita» vittoria per 1-0 contro l’Hellas Verona (squadra che non perdeva contro il Vecchio Grifone da quasi quindici anni), che fu l’ultimo successo (poi ci furono due 1-1 esterni – a Cagliari in Campionato e ad Amsterdam in Coppa U.E.F.A. – seguiti da sei sconfitte in Campionato) del biennio sotto la direzione tecnica di Osvaldo «lo Schopenauer della Bovisa» Bagnoli, l’allenatore che curiosamente aveva guidato nel 1985, cioè solamente sette anni prima, la compagine scaligera alla conquista dello «storico» Scudetto e l’aveva allenata fino alla retrocessione in Serie B al termine del Campionato 1988/1989 per poi accettare la proposta contrattuale del presidente rossoblù Aldo «Aldone» Spinelli sr. Tornati immediatamente in Serie A, i gialloblù sarebbero immediatamente precipitati nella cadetteria, nonostante nelle ultime nove partite fossero guidati da un «mostro sacro» come lo svedese Nils «Liddas» Liedholm, che aveva funzioni di direttore tecnico con Mario «Mariolino» Corso (quella a Genova contro i rossoblù fu la seconda con in panchina il «duo», che con le maglie rossonera e neroazzurra aveva entusiasmato gli «habitués» di “San Siro” ed aveva sostituito sulla panchina dell’Hellas Verona Eugenio «Genio» Fascetti).

Il Genoa costruì il suo successo nella prima mezz’ora del primo tempo, prima sfiorando e poi realizzando la rete che avrebbe deciso l’incontro, per poi condurlo faticosamente «in porto»: prima su un cross dalla destra di Vincenzo Torrente e una «torre» del centravanti cecoslovacco Tomas «Fisico» Skuhravy, Valeriano Fiorin, leggermente defilato a sinistra, nel non riuscito «remake» della sua prodezza che aveva aperto un mese e un giorno prima le marcature nel 2-0 casalingo al Liverpool nell’andata dei Quarti di Finale della Coppa U.E.F.A., calciò di sinistro al volo mezzo metro sopra la traversa, poi, al 25’, il brasiliano Cláudio Ibrahim Vaz Leal «Branco» con un calcio di punizione tirato di esterno sinistro (con la tecnica dei «tres dedos» esterni) in diagonale da ventisei metri andò a «togliere la ragnatela» dall’angolino sinistro, battendo l’ex estremo difensore rossoblù Attilio Gregori II, vanamente lanciatosi in tuffo. Al 40’ l’Hellas Verona con Pietro «Pierino» Fanna, l’unico «sopravvissuto» dell’«undici» vincitore del Campionato 1984/1985, andò vicinissimo al pareggio con un tiro di interno sinistro da quattordici metri con il pallone, leggermente deviato dalla mano destra protesa in tuffo del portiere genoano Simone Braglia, che colpì l’incrocio destro dei pali.

Dopo un mancato colpo di testa in tuffo, al 5’, del serbo Dragan «il Maradona dell’Est» Stojković, appostato sul «secondo palo» a tre metri dalla porta, su un pallone a rientrare battuto di interno destro dalla lunetta del calcio d’angolo di sinistra da Fanna, al 16’ il Genoa andò vicino al raddoppio su un calcio di punizione battuto dalla destra da Mario «Marietto» Bortolazzi, con un colpo di testa di Gianluca «Luca» Signorini sr. da nove metri destinato senza il tuffo carpiato all’indietro e la deviazione con la mano sinistra di Gregori II ad infilarsi sotto la traversa anziché a superarla, prima che la ripresa assunse i contorni dell’«assedio» alla porta di Braglia, il quale riuscì in uscita bassa a respingere, al 22’, con la spalla destra una conclusione di sinistro da sette metri di Celeste Pin dopo un «batti e ribatti» nell’area di rigore rossoblù sugli sviluppi di un calcio d’angolo, ad opporsi a un tiro al volo di sinistro da otto metri di Stojković, su traversone dalla destra di Fanna, leggermente deviato di testa da Signorini sr. e a prevenire, al 33’, rinviando il pallone da terra con il piede destro, il «tap-in» del romeno Florin Valeriu «Gazzella bianca» Raducioiu, essendo «graziato» dalla successiva conclusione da nove metri di destro di Andrea «Nano gigante» Icardi, che uscì a più di un metro dal palo sinistro, e a respingere, al 38’, da terra in tuffo con la mano destra, il colpo di testa schiacciato a terra in diagonale di Ezio Rossi da sei metri, su traversone dalla sinistra di Fanna.

TABELLINO

Genova, domenica 5 aprile 1992, Stadio “Luigi Ferraris”, ore 16,00

Genoa-Hellas Verona 1-0 [XXVII giornata del Campionato Italiano di Serie A 1991/1992]

Arbitro: D’Elia [Salerno]

Spettatori: Ventiseimila circa

Marcatore; nel 1° tempo Branco al 25’

Genoa: 1 S. Braglia, 2 Torrente, 3 Branco, 4 Eranio, 5 Caricola II, 6 Signorini sr., 7 Ruotolo, 8 Bortolazzi, 9 Aguilera, 10 Skuhravy, 11 Fiorin (dal 34’ del 2° T.: 14 Ferroni II). Allenatore: Bagnoli.

Verona: 1 A. Gregori II, 2 Calisti, 3 Polonia, 4 E. Rossi, 5 C. Pin, 6 Renica, 7 Fanna, 8 A. Icardi, 9 M. Serena, 10 Stojković, 11 Raducioiu. Allenatore: M. Corso; Direttore Tecnico: Liedholm.

Note: in Gradinata Nord esposti gli striscioni PATO, NON CI TRADIRE! (della Fossa dei Grifoni con riferimento all’ipotesi, poi concretizzatasi, di trasferimento di Aguilera al Torino) e NOI NON PERCEPIAMO NIENTE (del Genoa Club San Fruttuoso con riferimento alla polemica sui premi-partita tra i calciatori e il presidente del Genoa prima di Genoa-Ajax 2-3 di mercoledì 1° aprile 1992): Branco (G) segna la rete della vittoria con un calcio di punizione da ventisei metri circa.

Stefano Massa

(membro del Comitato Ricerche e Storia del Museo della Storia del Genoa)

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