Correva l’anno 1963: il Genoa pareggiò a Bologna con un gol di «tacchino freddo» Firmani

Nell’unica partita di Serie A finora disputata non nel week-end arrivò un prezioso 1-1

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Eddie Firmani (Foto tratta da www.laziowiki.org)

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Nel corso della sua storia il Genoa ha sempre affrontato a livello di Campionato il Bologna in trasferta nei week-ends (quarantotto volte di domenica e due di sabato) fuorché in due occasioni: il pareggio per 1-1 di lunedì 14 gennaio 1963 (recupero dell’incontro rinviato – causa neve – il giorno precedente) e la sconfitta per 1-3 di venerdì 24 novembre 2006 (anticipo per la televisione a pagamento). Essendo il secondo dei due incontri valido per il Campionato di Serie B – l’ultimo dei finora trentatré disputati dal Genoa – si può affermare che quello di cinquantotto anni fa è stato fino a ieri l’unico di massima serie giocato dal club più antico d’Italia nella «città delle Due Torri», in cui con lo stesso risultato aveva esordito il 5 giugno – la prima domenica di quel mese – di un secolo fa. Nel 1963 il Genoa riuscì a strappare a Bologna due pareggi in rimonta per 1-1, il secondo dei quali, domenica 15 settembre, si sarebbe verificato nella giornata d’apertura dell’ultimo campionato vinto dalla compagine felsinea.
La partita del 14 gennaio 1963 era valida per l’ultima giornata del girone d’andata: i padroni di casa sapevano che non avrebbero potuto diventare «campioni d’inverno», stante il successo ottenuto il giorno prima nella vicina Ferrara con «il più classico dei risultati» dalla Juventus a spese della S.P.A.L., ma che, in caso di vittoria, si sarebbero piazzati a una sola lunghezza di distanza, appaiati con 24 punti all’Internazionale (poi vincitrice del Campionato), fermata sull’1-1 a Torino dai granata, alle spalle dei bianconeri, mentre il neopromosso Genoa (che si sarebbe salvato con un sorpasso all’ultima giornata, grazie alla vittoria interna per 1-0 sul Bologna, a spese del Napoli, sconfitto quel giorno 1-2 a Bergamo dall’Atalanta), che aveva raccolto nelle prime sedici giornate con quattro vittorie (che fruttavano due punti ciascuna) e cinque pareggi 13 punti. voleva «mettere fieno in cascina» alla sua discreta classifica (alla fine del girone d’andata le tre squadre che erano nelle ultime tre posizioni erano il Palermo con 9 punti e la Sampdoria e il Venezia con 11).
L’incontro, giocato in condizioni climatiche proibitive (con il termometro a sette gradi sotto lo zero), sembrò subito indirizzato a rispettare il pronostico, quando, dopo quattordici minuti di gioco, l’ala destra petroniana Marino Perani sr., dopo aver superato il suo controllore Maurizio Bruno, effettuò un traversone in area di rigore che diede modo al centravanti danese Harald «Dondolo» Nielsen di indirizzare il pallone, stoppatogli dal ventitreenne talentuoso «regista» Giacomo «Giacomino» Bulgarelli, di battere con un tiro di interno destro in diagonale il portiere Giancarlo «Gatto magico» Gallesi. Al 35’ del 1° tempo l’ala destra del Genoa, il brasiliano José Germano de Sales «Germano», che dovette subire durante la gara pesanti insulti per il colore scuro della sua pelle da una parte incivile del pubblico bolognese, batté una punizione da metà campo con una traiettoria lunghissima, che, dopo una deviazione aerea, venne girata in porta di esterno destro dall’italo-anglo-sudafricano Edwin «Eddie» Ronald «tacchino freddo» Firmani, che, anticipando il suo occasionale marcatore, l’attaccante Ezio «il trombettiere» Pascutti (deceduto quattro anni fa e da quel momento dedicatario della Tribuna Centrale dello Stadio “Renato Dall’Ara”), «trafisse» da distanza ravvicinata Paolo «Pel di carota» Cimpiel, un po’ tardivo a gettarglisi tra i piedi.
Al 16’ della ripresa il signor Giulio Campanati di Milano assegnò un calcio di rigore per un fallo – molto meno evidente di quello commesso qualche secondo prima da Mario «Panta» Pantaleoni III ai danni di Bulgarelli – di Vincenzo «Enzo» Occhetta sul tedesco occidentale Helmut «il Panzer» Haller: il diagonale di destro a mezza altezza di Perani sr. venne respinto a mani aperte da Gallesi, che in quella fase del Campionato il tecnico Renato Gei preferiva a Mario Da Pozzo, il quale, curiosamente, nella già ricordata partita di settembre avrebbe ripetuto, tuffandosi dall’altra parte, la prodezza del suo omologo e compagno di squadra su una massima punizione sempre battuta dall’ala destra del Bologna. Al 21’ «Germano», spostatosi sulla sinistra, subì un brutto fallo da Francesco «Franco» Ianich «Janich», da cui scaturì un parapiglia tra i giocatori, durante il quale lo «stopper» bolognese Paride Tumburus (il difensore schierato per quattro volte dalla Nazionale Italiana che nell’estate del 1971, all’età di trentadue anni, sarebbe passato alla storia del calcio nazionale per l’incredibile vicenda della risoluzione della comproprietà tra Rovereto e LaneRossi Vicenza a favore della società berica, che nella sua busta aveva inserito 175 lire, sette volte la cifra «stanziata» dal sodalizio trentino!) rifilò un cazzotto alla mascella di Mario «Panta» Pantaleoni III, venendo giustamente espulso, su segnalazione del guardalinee Mario Turri di Milano, dall’arbitro, che non l’aveva potuto vedere, essendo impegnato a sedare la rissa che era scaturita dal rude intervento del «libero» dei padroni di casa. Un altro parapiglia si verificò diciotto minuti dopo, quando, dopo aver parato un tiro di Nielsen, Gallesi, essendo stato colpito da Pascutti, reagì nei suoi confronti. Per non privare dell’estremo difensore gli ospiti nei minuti finali, Campanati decise di limitarsi ad ammonire i due contendenti. Palpitanti furono gli ultimi minuti dell’incontro, che venne per le già descritte interruzioni prolungato – come era molto raro che avvenisse all’epoca – oltre il novantesimo minuto, con un salvataggio, a portiere battuto, sulla linea di porta di Bruno su una conclusione, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, di Romano «Grissino» Fogli sr. e una plastica parata di Gallesi su gran tiro di Nielsen nell’ultima azione. All’uscita dal campo l’arbitro venne fatto oggetto da parte di alcuni tifosi del Bologna di un lancio di palle di neve, da una delle quali venne colpito.

TABELLINO
Bologna, lunedì 14 gennaio 1963, Stadio “Comunale”, ore 14,30
Bologna-Genoa 1-1 [Recupero della XVII giornata del Campionato Italiano di Serie A 1962/1963]
Arbitro: Campanati [Milano]
Spettatori: quattordicimila circa.
Marcatori: nel 1° tempo al 14’ Nielsen (B), al 36’ Firmani (G)
Bologna: 1 Cimpiel, 2 Furlanis, 3 Lorenzini, 4 Tumburus, 5 Janich, 6 Fogli sr., 7 Perani sr., 8 Bulgarelli, 9 Nielsen, 10 Haller, 11 Pascutti. Allenatore: F. Bernardini II.
Genoa: 1 Gallesi, 2 Bagnasco, 3 Bruno, 4 Occhetta, 5 A. Colombo, 6 Baveni, 7 Germano, 8 Meroni II, 9 Firmani, 10 Pantaleoni III, 11 Bean. Allenatore: Gei.
Note: l’incontro, che viene giocato con una temperatura di – 7°, era stato rinviato a mezzogiorno del giorno precedente perché il terreno di gioco era coperto da una decina di centimetri di neve (l’allenatore del Bologna ne aveva approfittato per andare con la squadra a vedere la partita interna – a cui aveva assistito anche l’arbitro Campanati – del Modena, suo prossimo avversario, con il Vicenza, terminata 0-0; pesanti insulti razzisti di non pochi tifosi del Bologna all’indirizzo di Germano (G) per il colore scuro della sua pelle: al 17’ del 2° T. Gallesi (G) respinge un calcio di rigore tirato da Perani sr. (B); al 21’ del 2° T. Tumburus (B) viene espulso; al termine dell’incontro l’arbitro, mentre rientra negli spogliatoi, viene colpito da una palla di neve scagliata da un tifoso del Bologna.

Stefano Massa
(membro del Comitato Storico Scientifico del Museo della Storia del Genoa)

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