Correva l’anno 1942: il Genoa domina, ma Sentimenti II salva il Napoli

Nel finale, però, i rossoblù rischiarono di perdere la partita: alla fine la gara terminò a reti inviolate

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Uno dei tanti interventi del portiere del Napoli Arnaldo Sentimenti II durante un attacco rossoblù (Gentile concessione Fondazione Genoa 1893)

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Il turno conclusivo del girone d’andata del Campionato di Serie A 1941/1942 vide il Genova 1893 (nome assunto domenica 28 ottobre 1928 dal sodalizio rossoblù in omaggio all’autarchia linguistica del Fascismo in occasione del sesto anniversario della Marcia su Roma) impegnato a Napoli contro una squadra che al termine di quella stagione agonistica avrebbe conosciuto, dopo sedici campionati nella massima serie (gli ultimi tredici in quella «a girone unico»), con lo 0-3 subito al “Luigi Ferraris” l’amarezza della prima retrocessione nella serie cadetta, venendo sorpassato «all’ultima curva» da quel Livorno che, curiosamente, avrebbe conteso fino all’ultima giornata al Grande Torino la vittoria nel successivo Campionato, l’ultimo ufficialmente disputato in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale.

I rossoblù, che si trovavano dopo la XIV giornata, la penultima del girone d’andata, al quarto posto, distanziati di cinque punti dalla capolista Roma (identica situazione a quella che si sarebbe riproposta al termine del Campionato) raggiunsero Napoli con due giorni d’anticipo (i collegamenti ferroviari tra due località così distanti erano in quel periodo avventurosi e, quindi, per essere certi di scendere in campo alla domenica bisognava partire con largo anticipo).

La partita, giocata su un terreno pesante per la pioggia caduta al sabato in una giornata di sole, ma freddissima, venne caratterizzata da un netto dominio «territoriale» del Genova 1893, che costruì molte occasioni da rete, che non si concretizzarono soprattutto per i grandi interventi del portiere dei padroni di casa, Arnaldo «Cherì» Sentimenti II, in particolare quelli che negarono la gioia della rete a due conclusioni da distanza ravvicinata di Guglielmo «Memo» Trevisan I al 24’ (deviazione in tuffo con le punte delle dita sul fondo) e al 26’ (impegnativa quanto sicura bloccata) del primo tempo.

Gli uomini di Antonio «Tonci» Vogliani (come l’autarchia linguistica del fascismo aveva deformato il cognome del tecnico polese Vojak) I ebbero comunque l’occasione per cogliere l’immeritato successo, nove minuti dopo essere rimasti in dieci uomini per l’espulsione decretata al 27’ della ripresa dal signor Achille Pizziolo di Firenze di Giovanni «l’espresso di Marigliano» Venditto per un fallo tanto inutile quanto grave, quando, su calcio di punizione battuto dalla «tre quarti» da Luigi Milano, un pallone spiovente nell’area di rigore venne girato in porta di testa dal centravanti argentino Evaristo Vicente «el omnibus» Barrera, un attimo dopo che il fischietto dell’arbitro fiorentino – un minuto dopo pronto… a non rilevare un nettissimo fallo di mani nell’altra area di rigore – aveva emesso un suono, essendo da lui stato rilevato un «fallo di confusione».

TABELLINO

Napoli, domenica 1° febbraio 1942, Stadio “Partenopeo”, ore 14,30

Napoli-Genova 1893 0-0 [XV giornata del Campionato Italiano di Divisione Nazionale A 1941/1942]

Arbitro: Pizziolo [Firenze]

Spettatori: dodicimila circa

Napoli: 1 Sentimenti II, 2 Cassano, 3 Berra, 4 L. Milano, 5 Pretto, 6 Gramaglia, 7 Venditto, 8 Di Costanzo, 9 Barrera, 10 Verrina, 11 Busani. All.: Vojak I.

Genoa: 1 Sain, 2 S. Marchi, 3 Sardelli, 4 Genta, 5 Allasio, 6 Andrighetto, 7 G. Neri, 8 Perazzolo, 9 Trevisan I, 10 Ispiro sr., 11 U. Conti. All.: Ara

Note: espulso al 27’ del 2° T. Venditto (N)

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