Borghi presenta “La rivoluzione del Genoa”

«Schöne governa la partita con il fisico e con la tecnica» spiega la voce di DAZN

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Borghi Genoa
Stefano Borghi, giornalista e commentatore DAZN
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La rivoluzione del Genoa. É questo il titolo dell’approfondita analisi di Stefano Borghi sul proprio canale You Tube. Il giornalista e commentatore di DAZN ripercorre il mercato estivo condotto da Enrico Preziosi con l’aggiunta di interessanti elementi tattici.

A partire da Aurelio Andreazzoli, il nuovo allenatore chiamato a portare stabilità ed equilibrio sulla panchina rossoblù che da Gasperini in poi ha cambiato troppi inquilini. Il tecnico massese è un grande lavoratore così scrupoloso nei dettagli da far durare oltre un’ora la riunione tecnica prima dell’amichevole con il Bordeaux. «Ad Andreazzoli piace fare calcio. Se non fosse stato esonerato a Empoli nella parte centrale della stagione i toscani sarebbero ancora in Serie A» afferma Borghi.

Invece in A c’è il Grifo, sopravvissuto come Robinson Crusoe dopo l’ultima, agonica giornata di campionato. Tredicesimo anno consecutivo in massima categoria, Borghi aggiunge: «Dopo la paura della scorsa stagione la dirigenza ha il dovere di non sbagliare più». Apprezzabile il fatto che il giornalista abbia accuratamente dribblato il lemma “retrocessione”. Ormai un incubo passato.

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Ruolo per ruolo il Genoa ha una rosa ancora da completare, meglio, da rifinire nei dettagli perché l’intelaiatura è già soddisfacente. La difesa conta su Radu, Biraschi, Romero e Criscito: «Inoltre Cristian Zapata ha portato esperienza e gol di testa». Il centrocampo è il reparto meglio assortito con i muscoli di Radovanovic, Lerager e Sturaro e le geometrie di Lasse Schöne. «Che colpo il danese, Preziosi l’ha portato al Genoa con un blitz effettuato a Ibiza. É costato 1,5 milioni di cartellino e altrettanti d’ingaggio, per due anni: Schöne è un governatore della partita» spiega Stefano Borghi.

Infine, l’attacco. Con qualche carenza in termini realizzativi ma tanto talento pronto a esplodere con Andreazzoli. «Andrea Pinamonti merita il Genoa – chiosa Borghi – sono curioso di vederlo all’opera con la maglia del club più antico d’Italia».

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