Andreazzoli: «Ci è sfuggito il pareggio, c’è tanta amarezza»

Il tecnico del Genoa: «Quando i giocatori vedono che il raggiungimento dei loro sforzi viene vanificato e si vedono sfuggire di mano il risultato, l'amarezza diventa tripla»

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Andreazzoli
Andreazzoli in conferenza stampa a Pegli (Foto Genoa cfc Tanopress)
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«Quando i giocatori vedono che il raggiungimento dei loro sforzi viene vanificato e si vedono sfuggire di mano il risultato, l’amarezza diventa tripla». Il tecnico del Genoa, Aurelio Andreazzoli, ha espresso tanta delusione nella sala stampa del Ferraris per la sconfitta maturata all’ultimo secondo, dopo aver acciuffato il pareggio su rigore con Criscito. «Mi dispiace anche per i tifosi – prosegue l’allenatore del Genoa – che sembravano comunque soddisfatti, ma si portano a casa una sconfitta, e mi dispiace molto». Il tecnico rossoblù ha poco da rimproverare ai suoi per la prestazione: «Sull’1-1 abbiamo anche provato a vincere: è una componente positiva. Sul gol preso eravamo tutti sotto palla e non si può dire che abbiamo buttato il cappello per aria. Abbiamo cercato sempre di giocare con raziocinio: certo, qualcosa di più si poteva fare per contrastare Zapata però nello sport e nel calcio in particolare bisogna fare i conti con le giocate individuali. I numeri dicono che tutto è stato in parità, ma poi ci sono i giocatori che tirano fuori le proprie qualità. Come è successo a Zapata e all’Atalanta che ha meritato di vincere, come avremmo meritato noi, però sono stati più fortunati».

Ora Andreazzoli dovrà gestire la sconfitta: «Ci sono abituato: sono forse più abituato a perdere che a vincere. A me piace stare da questa parte: i nostri calciatori prenderanno spunto da tante cose buone che sono state fatte. Ankersen? Il suo inserimento è stato causato dal fatto che Ghiglione ha avuto qualche problema, ma non c’è stato nessun dubbio per metterlo dentro, proprio perché è stato bravo».

E’ giusto giocare alle 12.30 con un caldo a 30 gradi, lo spettacolo non ne ha risentito? «Come dato di fatto sì – risponde Andreazzoli – poiché si poteva dare uno spettacolo superiore. Però siamo a metà settembre e non a luglio: non era prevedibile una giornata con un caldo del genere. A me non piace giocare alle 12.30, poiché non ci capisco più nulla: a cominciare da colazione e pranzo da mischiare. Però questa è la regola e bisogna adattarsi».

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