16 maggio 1971: e la nave va, il giorno della Caralis

Il racconto di quella trasferta del campionato di serie C 1970-71 su quel traghetto

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I tifosi del Genoa all'imbarco della Caralis (Foto tratta da Camillo Arcuri e Edilio Pesce, "Genoa and Genova.  Una Squadra,  una Città,  Cento Anni Insieme", Ggallery 1992)

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Nel girone B del campionato di serie C 1970-1971, iniziato il 13 settembre del 1970 e terminato il 13 giugno 1971, ci fu un lungo testa a testa tra Genoa e Spal per il primo posto. Per più di un mese, fino al 18 ottobre 1970, le due squadre avevano marciato esattamente a pari passo: alla vittoria o al pareggio di una era corrisposta la vittoria o il pareggio dell’altra.

Va precisato, però, che l’11 ottobre del 1970 si sarebbe dovuto giocare Genoa-Imperia. Ma la tragica alluvione dei giorni precedenti, il 7 e l’8 ottobre, aveva reso inagibile lo stadio Luigi Ferraris. Ma, soprattutto, si stava ancora contando il numero delle vittime e così la partita fu rinviata.

A questo proposito mi permetto una breve reminiscenza personale per dire che, a quei tempi, avevo solo 7 anni, ma di quel tragico evento ho ricordi vivissimi. Ricordi vivissimi non solo dei luoghi, delle situazioni e delle persone, ma anche del suo odore, perché l’alluvione ha un suo odore tutto particolare, fatto dell’acqua piovana che si mischia a quella fluviale, al terriccio dei greti, al fango degli argini dei torrenti e al cemento o all’asfalto dell’ambiente urbano. E se hai avuto la sfortuna di vivere un’alluvione, quell’odore lo ricordi per tutta la vita.

Comunque, per tornare alle contese calcistiche, Genoa-Imperia si giocò il 4 novembre, in un turno infrasettimanale di mercoledì che vide il Genoa vincere 3 a 1, davanti a più di 30.000 spettatori. Il Genoa passò in vantaggio al 4′ minuto con Balestrieri, fu raggiunto al 20′ a seguito di un gol dell’imperiese Pischedda, andò nuovamente in vantaggio, al 47′, con Speggiorin, e al 75′ segnò il gol del definitivo tre a uno, grazie a Ramon Turone.

In tutti i casi, a prescindere da questo rinvio, il 25 ottobre, alla settima giornata, c’è un primo tentativo di fuga dei ferraresi: la SPAL vince in casa con il Rimini e va a 12 punti, il Genoa pareggia in trasferta con la Sambenedettese e si ritrova dietro a 9 punti (con una partita che deve appunto recuperare). La domenica dopo, però, la capolista SPAL pareggia con il Ravenna (ultimo in classifica) e si assesta a 13 punti, mentre il Genoa vince in trasferta con il Savona, andando così a 11 punti e continuando ad avere una partita da recuperare. Il 4 novembre, nel turno di recupero infrasettimanale, come già anticipato, il Genoa vince tre a uno contro l’Imperia e si porta a 13 punti, ad ex aequo con gli spallini.

Ma, i capovolgimenti di fronte si verificano ad ogni turno e, quattro giorni dopo, l’8 novembre del 1970 (forse anche a causa della stanchezza dovuta alla partita giocata il mercoledì prima), per il Genoa c’è la tristemente famosa sconfitta interna con l’Aquila Montevarchi, mentre la SPAL pareggia contro l’Entella.

In questa fase del campionato, successiva al recupero della partita tra Genoa e Imperia, si è  quindi ritornati allo stesso numero di partite giocate da parte di tutte le squadre e la SPAL è momentaneamente la capolista: i ferraresi sono a 14 punti e i rossoblù a 13.  Per l’aggancio del Genoa ci vorrà quasi un mese: il 6 dicembre il Genoa vince tre a zero con la Maceratese e la SPAL pareggia con la Sambenedettese. Le due squadre si trovano nuovamente pari a 19 punti. Ma, la domenica del 13 dicembre il Genoa vince con l’Empoli e la SPAL pareggia con lo Spezia. Per la prima volta, in quel campionato, il Genoa è primo da solo in classifica. Il 24 gennaio del 1971, alla fine del girone di andata, la squadra rossoblù è prima a 28 punti e i ferraresi secondi a 27.

Il girone di ritorno, però, inizia con una sconfitta del Genoa ad Olbia ed una vittoria della SPAL con la Lucchese: i ferraresi sono nuovamente primi in classifica. Ma, gli spallini sono ancora raggiunti dal Genoa, la domenica dopo, e nei due turni seguenti le due squadre seguitavano a essere prime in classifica a pari merito. Poi, il 28 febbraio, ventiquattresima di campionato, il Genoa pareggia ad Imperia e la SPAL vince con la Torres, così il club ferrarese torna ad essere la capolista: SPAL 35 punti e Genoa dietro a 34.

Il riaggancio del Genoa ha luogo alla ventisettesima, il 28 di marzo: il Genoa vince con il Savona e la SPAL, inaspettatamente, pareggia con il Ravenna, fanalino di coda del campionato. Le due squadre sono ancora una volta prime in classifica a pari merito, entrambe a 39.

Nel turno dopo, grazie alla vittoria del Grifo a Genova sul Montevarchi, e la contemporanea sconfitta spallina contro l’Entella, il Genoa effettua un sorpasso che gli permetterà di essere solo, alla testa della classifica nei tre turni seguenti.

Ma il primato non è ancora definitivamente acquisito. Purtroppo, sulla strada del Grifo c’è la terza sconfitta della stagione. Alla trentaduesima giornata del campionato, il Genoa perde due a zero a Macerata e la concomitante vittoria della SPAL sulla Sambenedettese ristabilisce, per l’ennesima volta, la condivisione della testa della classifica tra le due squadre.

Il definitivo sorpasso del Grifo si verificherà la domenica dopo: vittoria del Genoa con l’Empoli e pareggio della SPAL contro lo Spezia. Da lì in poi, il Genoa resterà da solo al comando della classifica.

Al momento della trasferta contro il Torres, cioè  alla trentaquattresima giornata, del 16 maggio, il Genoa è dunque primo in classifica a 50 punti e la SPAL seconda a 48. L’entusiasmo, tra la tifoseria rossoblù è alle stelle anche perché il Genoa capolista va ad affrontare una squadra che ha perso nove delle ultime dieci partite.

A cinque giornate dalla fine, quel turno fu un passo importante, direi decisivo, verso la promozione dei rossoblù. E vale la pena di ricordare che quella partita, vinta per uno a zero dal Genoa contro la Torres, con gol di Speggiorin, fu giocata davanti ad oltre un migliaio di tifosi del Genoa arrivati in Sardegna a bordo della Caralis, una nave-traghetto della Tirrenia noleggiata dal Coordinamento dei club genoani.

Vale anche la pena di ricordare, secondo me, come quella non fosse stata la prima volta che i tifosi del Grifo si cimentavano  in una simile iniziativa. Anzi, in realtà, come giustamente attestato nel  bel libro di Franco Venturelli, “Genoa: Una leggenda in 110 Partite”, c’era già stato un precedente che risaliva a molti anni prima. In effetti, agli inizi degli anni Venti, i tifosi del Genoa avevano organizzato una trasferta per mare, a bordo della “Bon Voyage”. Ad essere precisi, fu nel 1922, in occasione di un Savona-Genoa giocato nella città ponentina.

La Caralis, invece, era una nave varata negli anni Cinquanta  e, poco tempo dopo l’incontro del Genoa contro la Torres, avrebbe definitivamente interrotto la navigazione tirrenica. In effetti, fu posta in disarmo cinque mesi dopo quella partita. Però, dopo l’ottobre del ‘71 ebbe ancora modo di navigare nell’Oceano Indiano, prima con il nome di “Sweet Home”, poi con quello di “Sampaguita” e infine con il nome di  “Reyna Filipina”. Nel 1981,  avrebbe terminato la sua vita di nave passeggeri, capovolgendosi ed incagliandosi nel Mare delle  Filippine (i dati del registro navale che ho trovato online non precisano se ci furono vittime). Ma cinque anni prima, di quel tragico epilogo, la Caralis aveva fatto in tempo a trasportare un migliaio di musulmani filippini in un porto arabo (presumibilmente si trattava di Gedda), per far sì che proseguissero il loro pellegrinaggio verso La Mecca.

Il  17  maggio del ‘71, invece a bordo della Caralis c’era un altro tipo di fedeli. Non si trattava religiosi in viaggio verso La Mecca ma di tifosi del Genoa che, a loro modo, erano comunque in pellegrinaggio verso la promozione. Dei fedeli, dunque, non di una religione ma di una squadra di calcio, ma non per questo meno fedeli e appassionati. E nel rievocare quella mitica traversata, ecco il ricordo di chi a quella trasferta prese parte personalmente:

“Noi bambini, eravamo sui gradini delle scale, seduti, nel nostro regno condiviso con il signor Luigi, burbero portinaio dei civici 2 e 4 di via Casata Centuriona. Stavamo pianificando lo sbarco in Sardegna, in vista della partita con la Torres…

…nella sede del club i preparativi fervevano e noi ci sentivamo già a bordo della Caralis, scassatissimo traghetto che si apprestava a fare l’ultima traversata della sua decorosa vita. Non potevamo mancare.

…la descrizione di quel viaggio non la posso fare, era come vedere muoversi la gradinata in mezzo al mare. …un senso di condivisione e di appartenenza simile solo a quello provato nell’alluvione del ’70 da tutti noi spalatori. Quei visi familiari ma dai nomi sconosciuti, con i quali ti saluti con un cenno che vuol dire molte cose, ricco di significato, a volte piu’ di tante parole.

Il ritorno fu trionfale, come del resto tutta l’annata. Un ricordo indelebile per tutta la vita. Questo è il Genoa per noi”.

Si tratta di una rievocazione, di quella trasferta, fatta da Danilo Vivarelli, ed è tratta da “Sotto il Segno del Grifone”, un  libro, uscito nel 2004. Una pubblicazione che dovrebbe essere presente nella libreria di ogni genoano.

Per completezza di informazione, concludo dicendo che Genoa e SPAL fecero sei punti ciascuno nelle successive quattro partite. La SPAL finì seconda a 54 punti e il Genoa primo a 56. Il Grifo staccò così il biglietto della promozione. Insieme al Genoa furono promossi anche Reggiana e Sorrento, vincitori  degli altri gironi.

IL TABELLINO DELLA PARTITA

Torres-Genoa 0-1

Sassari, Stadio Torres, 16 maggio 1971.

TORRES: Planetta, Gelli, Valeri, Pani, Cadeddu, Dettori, Caneo, Miami, Bigaran, Morosi, Sassi.

GENOA: Lonardi, Rossetti, Ferrari, Derlin, Benini, Turone, Perotti, Maselli, Cini, Bittolo, Speggiorin

Rete: Walter Speggiorin 8’.

Arbitro: Antonio Trono di Torino

La foto dei tifosi del Genoa all’imbarco della Caralis è tratta da Camillo Arcuri e Edilio Pesce, “Genoa and Genova.  Una Squadra,  una Città,  Cento Anni Insieme”, Ggallery 1992.

Massimo Prati: classe 1963, genovese e genoano, laureato alla Facoltà di Lingue e Letterature Straniere di Genova, con il massimo dei voti. Specializzazione in Scienze dell’Informazione e della Comunicazione Sociale e Interculturale.

Vive in Svizzera dal 2004, dove lavora come insegnante. Autore di un racconto, “Nella Tana del Nemico”, inserito nella raccolta dal titolo, “Sotto il Segno del Grifone”, pubblicata nel 2004 dalla casa editrice Fratelli Frilli; di un libro intitolato “I Racconti del Grifo. Quando parlare del Genoa è come parlare di Genova”, edito nel 2017 dalla Nuova Editrice Genovese; di un lavoro sulla storia del calcio intitolato “Gli Svizzeri Pionieri del Football Italiano”, Urbone Publishing, 2019; di una ricerca storica dal titolo “Rivoluzione Inglese. Paradigma della Modernità”, Mimesis Edizioni, 2020; della seconda edizione de “I Racconti del Grifo. Quando parlare del Genoa è come parlare di Genova”, Urbone Publishing, 2020. Infine, coautore, con Emmanuel Bonato, del libro di didattica della lingua italiana, “Imbarco Immediato”, Fanalex Publishing, Ginevra, 2021.

È anche autore di numerosi articoli, di carattere sportivo, storico o culturale, pubblicati su differenti blog, siti, riviste e giornali. Collabora con “Pianetagenoa1893” e “GliEroidelCalcio”.

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