Federsupporter sulle plusvalenze: «Le dichiarazioni di Gravina sono preoccupanti»

Il presidente Parisi: «Appaiono, quantomeno preoccupanti se è vero, come affermato, che la FIGC stia “seguendo da tantissimo tempo” il problema delle plusvalenze»

1953
Alfredo Parisi, presidente di Federsupporter

Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.

Le dichiarazioni del Dr. Gravina, invece di rappresentare un momento di tranquillità, appaiono, quantomeno preoccupanti se è vero, come affermato, che la FIGC stia “seguendo da tantissimo tempo” il problema delle plusvalenze. 

Una mancanza di preoccupazione che contrasta apertamente con gli stessi dati forniti dal consueto Report Calcio, annualmente predisposto dalla stessa FIGC, dall’Arel e dalla Pwc.

Si richiamano sinteticamente le risultanze del Report 2021 che evidenziano un trend di crescita delle plusvalenze sul Valore della Produzione (il fatturato del calcio) delle società di calcio professionistiche in costante aumento nelle ultime quattro stagioni, passando da € 749 milioni a € 817 milioni , con una costante presenza pari, mediamente a circa il 20% del valore della produzione.

Se tale valore si “depura” da questa posta di natura straordinaria, come viene riportato nelle classifiche del Report annuale di Deloitte (Football Money League- gennaio 2021), la situazione del nostro sistema calcio si presenta preoccupante ed in una crisi ormai strutturale, con un indebitamento complessivo di oltre € 5.200 milioni a fronte di un Patrimonio netto di € 713 mln.

Ma al di là di questi pur chiari aspetti “contabili”, ciò che desta ancora più perplessità sono le ulteriori dichiarazioni del Presidente della FIGC: “Come ben sapete, visto che il tema è noto, si cozzerà sulla solita questione delle valutazioni soggettive o oggettive. Noi siamo coscienti nella nostra impossibilità di agire su questo terreno che è abbastanza scivoloso, ma sappiamo anche che possiamo, attraverso alcuni accorgimenti, adottare provvedimenti che possono limitare l’impatto di questo fenomeno all’interno delle problematiche gestionali di questo calcio”.

Nelle Note che seguono l’Avv. Rossetti sottolinea aspetti richiamati da Federsupporter, sin dal 2018, ed a fronte dei quali aveva, in modo costruttivo, sottoposto (“Una proposta sulla quale riflettere”- 17 maggio 2021) al Governo (On.le Vezzali) ed al CONI, alcune ipotesi di intervento di risanamento aziendale del settore.

In particolare,” l’istituzione presso la FIGC di una “borsa valori” dei cartellini dei giocatori che costituisca un riferimento oggettivo nelle operazioni di market trading e che impedisca il “valzer” delle plusvalenze fittizie” ( punto 7 delle proposte).

Gli strumenti ci sono, ma c’è una vera volontà di risolvere la crisi di sistema?

Alfredo Parisi

Presidente Federsupporter

Le plusvalenze fittizie sono reato

Già nelle mie Note recanti lo stesso titolo del 30 luglio 2018 (www.federsupporter.it) mi ero occupato del fenomeno delle plusvalenze fittizie, ora tornato di attualità, stante la notizia secondo cui la CO.VI.SOC. e la Procura Federale starebbero portando avanti una indagine su tali plusvalenze con riferimento alle ultime due stagioni.

In quelle note specificavo che, in base al principio civilistico di redazione dei bilanci e dei documenti contabili, principi di verità e correttezza, le valutazioni del valore dei calciatori, dovevano e devono essere conformi oltreché ai predetti principi, alle regole contabili nazionali ed internazionali. In particolare, per quanto riguarda queste ultime, alla regola del fair value.

Quest’ultima che, in base ai principi contabili internazionali, corrisponde al prezzo che si percepirebbe per la vendita di una attività o che si pagherebbe per il trasferimento di una passività in una regolare operazione di mercato alla data di valutazione.

Regolari operazioni di mercato che, per essere tali devono corrispondere a tecniche di valutazione generalmente accettate in un mercato attivo e, qualora ciò non sia possibile, devono corrispondere a modelli e tecniche di valutazione che consentano una ragionevole approssimazione al valore di mercato.

Nel suo libro “Vizi e Virtù di un calcio quotato”, Tempesta Editore, 2018, l’amico Presidente Alfredo Parisi, a pag. 82, con riferimento al noto caso Chievo-Cesena così riportava: “Ciò che emerge dall’istruttoria degli Organi giudiziari sportivi è stata l’attestazione di un vero e proprio sistema che ruota intorno ad operazioni di mercato legate al valore intuitu personae, al particolare ipotetico talento, volte incredibilmente a supervalutare i dati di bilancio mediante, appunto, il sistema delle c.d. plusvalenze ( così Comunicato Ufficiale n. 10 Tribunale Federale Nazionale del 25 luglio 2018)”.

Nelle mie ricordate Note del 30 luglio 2018 rilevavo altresì, sempre con riferimento al caso Chievo-Cesena, che la Cassazione a Sezioni Unite aveva sancito che avendo la legge 69/2015 dichiarato il fine di tendere al ripristino della trasparenza societaria, dovevano intendersi rientranti nel reato di falso in bilancio, ex art. 2621 C.C., come modificato dalla predetta legge, fatti oggetto di valutazione quando ci si discosti, completamente e senza una adeguata informazione giustificatrice, da criteri di valutazione o normalmente fissati o da criteri tecnici generalmente accettati.

Rilevo, inoltre, che la FIGC ,su segnalazione della CO.VI.Soc., ha – avrebbe – il potere dovere, ai sensi dell’art. 13 della legge 91/1981 (Norme in materia di rapporti tra società e sportivi professionisti) di denunciare al Tribunale competente l’esposizione di plusvalenze tali da suscitare il fondato sospetto che esse siano rivelatrici di gravi irregolarità gestionali compiuti dagli organi di gestione delle società sportive.

Potere-dovere di cui, almeno a quanto a me consta, di cui non sia mai stato, o lo sia stato raramente, fatto uso.

Avv. Massimo Rossetti

Responsabile Area Legale Federsupporter

Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.