Cartellini gialli e rossi: i calciatori italiani nella top 10 dei “cattivi”

La serie A è al nono posto con una media di 5,04 cartellini a gara: in testa c'è la Super League greca con 5,52

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Lucas Orban (Giuseppe Bellini/Getty Images)

Spulciare le statistiche relative ai 31 campionati calcistici europei e analizzar in particolar modo le sanzioni comminate: questa la missione che i ricercatori del CIES (International Centre for Sport Studies) hanno intrapreso per poi elaborare un completo dossier sull’incidenza media di cartellini gialli e rossi per partita. In cima alla classifica delle leghe più “cattive” ecco la Super League greca (5,52 cartellini per match), seguita a brevissima distanza dai tornei rumeno (5,51) e ucraino (5,41). Sorprende il quinto posto de La Liga spagnola (5,34), mentre la nostra cara, vecchia, amata e tanto bistrattata Serie A appare in nona posizione (5,04): dietro alla Primeira Liga portoghese, ma con un dato sensibilmente maggiore di Bundesliga (4,17), Premier League (3,99) e Ligue 1 (3,89). A chiudere la classifica, i campionati scandinavi: la Superliga danese (3,43), la Veikkausliiga finlandese (3,36), l’Allsvenskan svedese (3,31) e la Tippeligaen norvegese (2,93). Volendo tracciare una mappa geopolitica del caso, emerge come la zona meridionale/orientale d’Europa sia quella in cui più spesso gli arbitri sventolino i cartellini, mentre quella settentrionale/occidentale sia la fascia più “tranquilla”. Un caso a parte è rivestito dalla Ligue 1, in cui (rispetto alla media) le ammonizioni sono meno utilizzate, mentre si ricorre più frequentemente alle espulsioni.
Matteo Albanese
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