Genoa e non solo: la storia del legame sportivo tra Italia e Svizzera

Lo racconta Massimo Prati nel suo libro “Gli svizzeri, pionieri del football italiano”: alla base i movimenti migratori, che dal nostro Paese, a partire dalla seconda metà dell'Ottocento, raggiungono zone del mondo promettenti per il lavoro, come la Confederazione Elvetica

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Massimo Prati (Foto Rsi tv)
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Genoa.

Genoa e non solo.

Leggendo questa nuova fatica di Massimo Prati entriamo in una virtuale macchina del tempo, che ci fa tornare al momento in cui tutto è iniziato: l’epoca dei pionieri, l’epopea del calcio.

Un’ennesima opera storica sulla squadra di football più antica del mondo, allora? Niente affatto.

Un saggio storico sui prodromi di uno sport diffusissimo? Nemmeno.

E’ la storia di un legame sportivo tra due nazioni – l’Italia e la Confederazione Elvetica – che la maggior parte dei lettori e degli sportivi neanche immaginava.

Il genoano medio, a sentire la parola “Svizzera”, pensa ai pionieri rossoblù Edoardo Pasteur (di famiglia elvetica) e a Henri Arthur Dapples; ma anche a Franz Calì, “colpevole” di aver fondato l’altra squadra di Genova; “quelli là”, insomma.

Non è così semplice; mentre la trattazione procede, man mano che le pagine scorrono dinanzi agli occhi e la lettura si fa più attenta, i legami, i fili, i collegamenti si fanno molteplici ed interessanti e vanno a considerare la costituzione di altre squadre di football italiane, ancor oggi tra le maggiori: la Juventus, il Torino,il Milan…

Qual è la chiave di lettura che l’autore ci propone, il fil rouge che sta alla base di tutto? Il legame dato dai movimenti migratori, che dall’Italia, a partire dalla seconda metà dell’Ottocento, raggiungono zone del mondo promettenti per il lavoro, come la Svizzera, ma anche l’America latina.  Insieme a cultura e tradizioni, gli emigranti portano l’amore per lo sport, in particolare per il calcio. Molti “nativi” ne rimangono rapiti e decidono di dedicarvisi. A scorrere semplicemente l’elenco dei giocatori elvetici (o di origine svizzera) che hanno partecipato ai campionati italiani tra il 1898 e il 1915 si rimane impressionati e non si può fare a meno di pensare, con tristezza e rammarico, quali possibilità si sarebbero presentate se l’onda nera della guerra non avesse sommerso un’intera generazione.

Completano l’argomentazione una corposa rassegna di articoli sull’argomento e una nutrita bibliografia.

Da leggere, assolutamente.

SCHEDA

TITOLO: Gli svizzeri, pionieri del football italiano

AUTORE: Massimo Prati

EDITORE: Urbone Publishing 2019

PREZZO: 13 euro

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